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Giunta per gli studi storici, garantire risorse e autonomia

Restituire alla Giunta centrale per gli studi storici e agli istituti ad essa collegati gli strumenti di autogoverno e l’autonomia scientifica dal potere politico che il precedente governo ha tentato di mettere in discussione. E’ questo l’obiettivo principale della proposta di legge sul riordino del prestigioso organismo scientifico che ha come prima firmataria l’on. Manuela Ghizzoni.

La Giunta centrale per gli studi storici – che con l’attuale proposta di legge diventa Giunta storica nazionale – è un organismo nazionale che dal 1934 coordina l’attività degli istituti e degli enti di ricerca storica italiani. La Giunta rappresenta un fondamentale punto di riferimento per gli studiosi italiani e stranieri data l’eccellenza delle iniziative scientifiche promosse a sostegno della cultura storica. Tanto che nel passato le cariche di presidente e di membri della Giunta e degli istituti sono state ricoperte da storici come Gaetano De Sanctis, Aldo Ferrabino, Raffaele Ciasca, Armando Saitta, Federico Chabod.

 

La Giunta è tradizionalmente dotata di ordinamento autonomo e gode di autonomia scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile: autonomia che nel corso degli anni la Giunta ha cercato in ogni modo di garantire e preservare da inopportune ingerenze politiche. Questo principio è stato messo in discussione per la prima volta nel 2005 dal governo Berlusconi che, per decreto, ha deciso lo scioglimento della Giunta e di tutti i consigli direttivi degli istituti, attribuendo al Governo la nomina diretta del presidente della Giunta, dei direttori degli istituti e della grande maggioranza dei membri dei consigli direttivi.

Contro questo provvedimento sono ricorsi alla giustizia amministrativa tutti i membri della Giunta, compresi i presidenti degli istituti ad essa collegati e alcuni membri dei loro consigli. Il Consiglio di Stato, con ordinanza del 14 febbraio 2006, ha accolto il ricorso, sospendendo così l’efficacia del regolamento, in quanto potenzialmente lesivo dell’autonomia della ricerca scientifica.

“L’attuale proposta di legge – spiega l’on. Ghizzoni – non si limita a ripristinare i diritti e le prerogative di autonomia stabilite dall’articolo 33 della Costituzione. Essa provvede, piu`in generale, a garantire la presenza e la funzione pubblica degli istituti storici nazionali, grazie al coinvolgimento della comunita`degli storici e alla certezza di congrui finanziamenti. In particolare, per quanto riguarda quest’ultimo punto, per garantire alla Giunta e agli istituti risorse certe, all’articolo 6 della proposta di legge è previsto un contributo statale annuo di un milione e mezzo di euro a partire dal 2008”.

La riforma prevede anche che il presidente della Giunta storica nazionale venga nominato dal Presidente del Consiglio, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, sentite le Commissioni parlamentari competenti; il consiglio di amministrazione, composto dal presidente, dai cinque direttori degli istituti coordinati e da quattro studiosi distintisi nel campo delle scienze storiche saranno invece nominati dal Ministero vigilante sulla base di rose di nomi selezionate a seguito di candidature.

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