Mese: maggio 2008

Sicurezza sì, Intolleranza no. Appello: ebrei per i Rom

I raid di Ponticelli contro un campo nomade sono la grave spia di una stagione di intolleranza verso immigrati e comunità rom che sta pericolosamente attraversando il nostro Paese. Tale clima prende le mosse da un senso generale di paura, d’incertezza, che tende ad amplificare in molti cittadini la percezione d’insicurezza, la sensazione d’essere indifesi nei confronti della delinquenza. È un sentimento questo che non va affatto sottovalutato, e certamente esiste in Italia un problema di sicurezza anche legato al fenomeno dell’immigrazione clandestina, che è diffuso e va risolto con efficacia. Ma come sempre quando si diffondono sentimenti così profondi ed acuti, e peraltro – va ribadito – anche comprensibili, è facile che le reazioni colpiscano per primi gli “stranieri”, gli “altri”. Compito della politica è dare risposte al bisogno di sicurezza dei singoli e delle comunità, e al tempo stesso mostrarsi inflessibile verso ogni fenomeno di xenofobia, di razzismo, di aggressione verso intere categorie di presunti “nemici”: i romeni, gli immigrati irregolari, i rom. È inaccettabile qualunque giustificazione o minimizzazione di questi atteggiamenti e …

Condividi

«Secondo l’Istat nel 92,5% dei casi le donne non denunciano. Tre milioni di vittime tra vergogna e silenzio», di Cinzia Sasso

Sono quasi tre milioni in Italia le donne che hanno subito violenze in famiglia. Donne che hanno studiato, che hanno un lavoro, che hanno figli, genitori, amici: non emarginate, povere, disperate. Donne che al mattino vanno in ufficio e al pomeriggio accompagnano i bambini ai giardini, le maniche lunghe a nascondere i lividi, il sorriso stampato per forza. Donne che nel silenzio hanno subito stupri nel letto coniugale, botte, minacce, ma anche violenza più sottile: la firma negata sul conto, i soldi con il contagocce, le offese, l´annullamento della personalità «sei uno zero, non sai fare nulla». Donne che – spiega l´Istat – nel 92, 5 per cento dei casi non denunciano quello che accade; che se chiedono giustizia alla fine l´ottengono solo nell´1 per cento dei casi e che forse anche per questo nel 33,9 per cento subiscono in silenzio, senza parlarne neppure con i familiari; che nell´80 per cento pensano che la violenza subita dal partner non sia un reato; che per il 44, 5 si sentono solo impotenti. Donne che non hanno …

Condividi

«Donne. Quando il nemico è in casa», di Natalia Aspesi

Le violenze in famiglia sono sempre più diffuse Un dramma su cui ora indaga un docu-film che sarà trasmesso da Rai3. Lo abbiamo visto in anteprima: raccoglie le testimonianze delle vittime abusate e picchiate dai mariti. Ma racconta anche gli interventi della polizia negli appartamenti dove le tragedie si consumano. Vi raccontiamo le loro storie Lui la picchia “perché è innamorato”. Lei lo denuncia e poi si pente “Ci siamo messi in contatto con le questure di 23 province per seguire il lavoro” “Mi aveva annullato, convinto che non valevo niente” Quella frase, gridata, sussurrata, esplosa, prima o poi le accomuna tutte: «Non ce la faccio più ». Sono le ragazze, le donne di ogni età che spezzano un legame che era d´amore ed è diventato un inferno: un sogno angosciosamente scivolato in un incubo che il più delle volte continuerà a rendere la loro vita insopportabile, anche dopo le denunce, la fuga da casa, la cacciata del compagno, la separazione, il cambiamento di città, la speranza di ritrovare finalmente pace e dignità; o che …

Condividi

Roma: assalto neonazista, pestato un extracomunitario. Maroni: anche colpa di chi delinque

Un gruppo di venti ragazzi, guidati da un uomo, tutti con i volti coperti da foulard con il segno della svastica, ha fatto irruzione a Roma verso le 17:30 in un alcuni negozi nel quartiere Pigneto gestiti da extracomunitari bengalesi e senegalesi. Il gruppo che, a quanto raccontano alcuni testimoni presenti al momento dell’aggressione, prendeva ordini in italiano dall’uomo che li guidava, era armato di bastoni. Il gruppo ha colpito alcuni esercizi commerciali e un’abitazione tra via Macerata e via Ascoli Piceno. In questa seconda via hanno danneggiato due vetrine e un frigo bar di un negozio di alimentari ed le vetrine di un call center. In via Macerata sono stati assaltati un altro locale di alimentari e la vetrata di un portone di un’abitazione. Un cittadino del Bangladesh, che gestisce un bar, è stato pestato a sangue. Paura nel quartiere, dove sono molti gli extracomunitari che gestiscono attività commerciali. Tutti sono scappati e molti hanno chiuso le saracinesche dei negozi. Una cronista dell’Agi, testimone dell’episodio, ha tentato invano di chiamare il 113, per molti …

Condividi

Nucleare sì, nucleare no, nucleare forse

Dal Blog di Marco Cattaneo direttore di “Le Scienze” e “Mente e cervello” Questa mattina era in prima pagina su tutti i giornali. Ma sì, il trionfale ritorno dell’Italia all’energia nucleare. Il ministro Scajola ha annunciato con orgoglio che entro la fine della legislatura sarà posta la prima pietra per la costruzione di un “gruppo” di centrali di nuova generazione. E le aziende del settore, ENEL ed Edison in particolare, si dichiarano pronte a raccogliere la sfida. Da questa testata (che non ha mai fatto mistero di essere favorevole al nucleare) la notizia non può che essere accolta con sollievo. Per un paese che dipende ancora dall’estero per gran parte del proprio fabbisogno energetico (elettrico, nella fattispecie) e che produce la maggior parte dell’energia da gas e olio combustibile (importati) era necessario tornare a pensare al futuro energetico. Certo, c’è l’amarezza di aver perso per strada vent’anni. E, ve lo confesso, una mezza dozzina di dubbi. I dubbi che ho, personalmente, hanno poco a che vedere con la sicurezza del nucleare. Ve ne dico qualcuno. …

Condividi

«Fattore D, non lasciate sola Emma», di Maurizio Ferrera

Che la prima presidente donna di Confindustria mostrasse sensibilità verso il lavoro delle donne era quasi scontato. Nel suo discorso di insediamento Emma Marcegaglia ha però dato un segnale più forte del previsto. L’Italia sembra aver rinunciato «a quella grande risorsa che è l’occupazione femminile». Così facendo «si bruciano enormi potenzialità»: ne risentono il tasso di crescita dell’economia, il benessere delle famiglie, il ricambio demografico. «Dobbiamo avere più donne al lavoro e un welfare più a favore della famiglia e dell’infanzia»: il monito è stato forte e chiaro, è nata una Confindustria women friendly non solo nell’organigramma, ma anche nelle strategie programmatiche. E’ una bella novità, ma adesso occorre passare rapidamente dalle parole ai fatti: altrimenti ci supera anche Malta, l’unico Paese della Ue in cui l’occupazione femminile sia più bassa che in Italia. Nei prossimi mesi governo e Parlamento saranno chiamati a prendere importanti provvedimenti di politica economica. Dovrà essere innanzitutto convertito in legge il decreto appena varato sulla detassazione di straordinari e premi di produttività. Molti commentatori hanno messo in luce i possibili …

Condividi

Mutui, i consumatori non ci cascano. Si può arrivare a pagare il 17% in più. Bersani: “Amarezza per propaganda governo”

A neanche 48 ore dal consiglio dei ministri di Napoli i consumatori svelano l’inghippo. Perché l’accordo pubblicizzato come un sostegno alle famiglie corre in realtà in soccorso delle banche. E’ lo spettro della crisi che aleggia sulla convenzione stipulata tra ABI e governo sulla rinegoziazione dei mutui. Una spada di Damocle che pende non solo sulle famiglie ma anche sulla testa delle banche, con la paura Northern Bank. Perché la crisi di liquidità che ha colpito gli USA potrebbe verificarsi, seppur in altre forme pure in Italia, tanto che già molte banche avevano provveduto a rinegoziare condizioni migliori direttamente con i mutuari. Un’azione resa però possibile dal decreto Bersani. “Ormai abbiamo 50-60 mila rinegoziazioni in corso dei mutui a seguito della nostra legge”, dice l’ex ministro alle Attività produttive. Quello del governo Berlusconi, insomma, è “un bel rilancio mediatico di un’operazione già in corso”. Le associazioni dei consumatori criticano apertamente l’accordo, perché gli aspetti positivi dell’accordo stipulato dal governo in carica sono limitati e non valgono veramente per tutti. Infatti, se i tassi medi del …

Condividi