Mese: ottobre 2008

“L’onda invade Roma. Genitori e figli in nome della scuola”, di Concita De Gregorio

La guerra delle cifre, una guerra oziosa e inutile. La capitale ieri era tutta pacificamente occupata da chi ha deciso di alzare la voce per difendere la scuola pubblica. Milioni di persone in tutto il Paese. L’Onda è liquida, naturalmente. Bisognava aspettarselo. Ma quale corteo, ma quale percorso. L’Onda non è mica un treno sui binari, non è una classe in fila per due. L’Onda quando viaggia non segue la voce metallica del TomTom che ti dice «fra duecento metri svolta a destra», nevrosi collettiva di chi disattiva il cervello e accende l’automa. L’Onda pensa eccome: «cogito ergo sum» c’è scritto sui suoi striscioni, pensa in latino. Trabocca e tracima e invade dei suoi rivoli i vicoli di Napoli, le calli di Venezia, i viali di Torino, le piazze di Roma, tutte. L’Onda è come il mare quando si gonfia, senti da lontano il rumore non lo vedi arrivare poi all’improvviso eccolo, è dietro, è intorno, è davanti. I vigili urbani ridevano appoggiati agli angoli dei palazzi nobiliari, ieri mattina nel centro della Capitale: «No, …

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Corteo no-Gelmini: «A Roma un milione». Presidio al ministero con lancio di uova

  ROMA – Il corteo romano contro la legge Gelmini ha avuto un epilogo movimentato quando alcune migliaia di universitari della Statale, invece di riunirsi al serpentone principale, si è diretto verso la sede del ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere. Lì è stato organizzato un presidio, cui si sono uniti studenti delle scuole superiori e di altri atenei, e c’è stato un lancio di uova e fumogeni contro i poliziotti schierati. La Questura ha fatto sapere che tra i manifestanti si erano infiltrati degli anarchici e sarebbero loro gli autori dell’attacco agli agenti. Questi non hanno reagito e, subito dopo, altri studenti hanno creato un cordone di sicurezza per evitare ulteriori tensioni. «Gelmini arrenditi, sei circondata» gridano i manifestanti. Slogan anche contro Berlusconi e il governo. «Siamo l’onda che vi travolge» si legge nello striscione degli universitari che scandiscono lo slogan «siamo tutti antifascisti». Gli studenti hanno poi srotolato un nastro bianco e rosso di fronte all’ingresso principale del ministero per chiudere simbolicamente il dicastero. Poi il corteo ha ripreso a muoversi in direzione della …

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Scuola, Ghizzoni (Pd): “Comitati referendari saranno strumenti di elaborazione propositiva”. Parte anche a Modena la campagna per il referendum

Quella di oggi è stata una piazza pacifica e propositiva che ci conforta nella decisione di trasformare la nostra opposizione alla legge Gelmini in un referendum su cui chiamare ad esprimersi tutti gli italiani“. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, che aggiunge: “il lavoro dei comitati che condurranno la raccolta delle firme, che ci auguriamo nascano in ogni comune, saranno un importante momento e strumento per proseguire nel piano di elaborazione propositiva e mantenere alta l’attenzione sul futuro della scuola pubblica”. “Davanti a così tante persone che in tutta Italia stanno manifestando contro la legge Gelmini e contro i tagli contenuti nella manovra d’estate, ci aspettiamo un ripensamento da parte del governo e quindi un intervento sulla finanziaria e sul piano programmatico che attua i tagli sulla scuola. al fine di riorientare le necessarie risorse a tutto il sistema dell’istruzione: dalla primaria fino all’università e per delineare una vera riforma che premi realmente la qualità e il merito e che sostenga il diritto allo studio e le pari …

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“Professor Berlusconi”, di Roberto Carnero

La riforma Gelmini rischia di portare al fallimento gli editori scolastici puri. Resisteranno al blocco delle adozioni solo quelli che coprono altri settori del mercato. Sono quattro su circa trecento. Uno, Mondadori scuola, ha già acquisito il controllo di quindici società del settore  Che cosa succederebbe se una legge vietasse agli Italiani di cambiare automobile nei prossimi sei anni? La Fiat chiuderebbe. Ebbene, qualcosa di simile sta accadendo all’editoria scolastica. Con un rischio non solo economico ma anche politico e culturale: il controllo, da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, della formazione delle giovani generazioni. Un nuovo, per certi versi più grave e inquietante, conflitto di interessi. Ma andiamo con ordine. Tra le pieghe del cosiddetto “decreto Gelmini” (quello del ritorno al maestro unico e al voto in condotta) – la cui approvazione è prevista al Senato questa mattina, dopo aver già superato il vaglio della Camera – si annida infatti un provvedimento (l’articolo 5) in base al quale i libri adottati a partire dal prossimo anno scolastico dovranno essere confermati alle elementari per …

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Ghizzoni, il governo ‘censura’ le voci della protesta

La parlamentare è firmataria di un’interpellanza al ministro Gelmini: “Il dissenso degli studenti, del corpo insegnante e dei genitori non può essere censurato”   “Il dissenso degli studenti, del corpo insegnante e dei genitori non può essere censurato”. Questo l’allarme lanciato dall’onorevole Manuela Ghizzoni, firmataria insieme a Donata Lenzi e Sandra Zampa di un’interrogazione parlamentare. Nei giorni scorsi il sottosegretario all’Istruzione Giuseppe Pizza ha dichiarato che per la provincia di Bologna “è stato attivato un incarico ispettivo di vigilanza, assistenza, consulenza e supporto alle istituzioni scolastiche”, una sorta di ronda, quindi, che si occuperà anche “di vigilare sui comportamenti e segnalare abusi  come l’affissione di manifesti fuori e dentro gli edifici scolastici contenenti propaganda politica contro il governo”. Immediata la reazione del Partito Democratico: “Nella sua risposta scritta – afferma Manuela Ghizzoni – Pizza sostiene che la scuola non possa essere luogo di contestazione contro il governo – aggiunge – chiediamo al ministro Gelmini di chiarire il senso di queste affermazioni, che minano la libertà di confronto e di critica. Dopo la minaccia di inviare …

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Decreto Gelmini approvato, Veltroni: “Referendum abrogativo”

Il decreto Gelmini è legge. Il dl 137/2008 è stato infatti approvato dal Senato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. Senza aver ascoltato l’opposizione né il mondo della scuola il governo ha deciso il ritorno dal 2009-2010 del maestro unico alle elementari, il ripristino del voto in condotta che farà media con quelli conseguiti nelle altre materie. Sorda alle proteste Maria Stella Gelmini afferma che si torna “alla scuola della serietà, del merito e dell’educazione”. E nel giro di poche ore l’opposizione annuncia battaglia e referendum, mentre gli studenti che già protestano vengono picchiati da estremisti di destra. A piazza Navona, ci sono scontri tra studenti di destra del Blocco Studentesco e manifestanti dell’Unione degli Studenti. I ragazzi promettono: “Continueremo la nostra lotta nelle Università e nelle scuole” e sotto Palazzo Madama vengono raggiunti, dopo il voto, da tutti i 119 parlamentari democratici. Poche ore e il segretario del PD, Walter Veltroni, convoca una conferenza stampa per annunciare che il partito promuoverà il referendum abrogativo: “Il governo non ha voluto ascoltare nessuno di …

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Scuola, On.Ghizzoni : “È un giorno triste per l’Italia”

Ma il governo potrebbe ancora ripensarci “E’ un giorno triste per l’Italia: il governo sceglie la strada dell’arroganza e della prova muscolare e approva un decreto che farà male alla scuola italiana”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, che aggiunge: “se vi fosse la volontà il Governo potrebbe ancora fare un passo indietro correggendo la finanziaria e il piano programmatico che attua i tagli della manovra estiva”. “Nonostante i nostri richiami al buon senso e alla necessità di coinvolgere il mondo della scuola nella scrittura della riforma – sottolinea Ghizzoni -il governo ha deciso l’arroganza della prova muscolare. L’approvazione con un colpo di maggioranza dimostra quanto ipocrita fosse la volontà del ministro Gelmini di convocare presso il ministero le associazioni degli studenti e delle famiglie per ascoltarne le ragioni. In realtà quella convocazione è stato solo poco più di un vuoto cerimoniale. Resta la consapevolezza che il maestro unico e il tempo scuola ridotto a 24 ore sono una scelta profondamente sbagliata dalle conseguenze nefaste per il futuro …

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