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Ghizzoni, il governo ‘censura’ le voci della protesta

La parlamentare è firmataria di un’interpellanza al ministro Gelmini: “Il dissenso

degli studenti, del corpo insegnante e dei genitori non può essere censurato”

 

“Il dissenso degli studenti, del corpo insegnante e dei genitori non può essere censurato”. Questo l’allarme lanciato dall’onorevole Manuela Ghizzoni, firmataria insieme a Donata Lenzi e Sandra Zampa di un’interrogazione parlamentare. Nei giorni scorsi il sottosegretario all’Istruzione Giuseppe Pizza ha dichiarato che per la provincia di Bologna “è stato attivato un incarico ispettivo di vigilanza, assistenza, consulenza e supporto alle istituzioni scolastiche”, una sorta di ronda, quindi, che si occuperà anche “di vigilare sui comportamenti e segnalare abusi  come l’affissione di manifesti fuori e dentro gli edifici scolastici contenenti propaganda politica contro il governo”. Immediata la reazione del Partito Democratico: “Nella sua risposta scritta – afferma Manuela Ghizzoni – Pizza sostiene che la scuola non possa essere luogo di contestazione contro il governo – aggiunge – chiediamo al ministro Gelmini di chiarire il senso di queste affermazioni, che minano la libertà di confronto e di critica. Dopo la minaccia di inviare la polizia nelle scuole e questa ultima proposta di istituire ronde contro i manifesti non è esagerato parlare di censura e di incapacità del governo di prestare ascolto al dissenso dell’Italia e, men che meno, alle proposte del Partito Democratico”.

 

 

 

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