Mese: ottobre 2008

Università, On. Ghizzoni: “Dall’esecutivo solo tagli e un deserto di proposte”

“Sull’università la coppia Gelmini Tremonti interviene duramente con il blocco del turn over e con pesanti tagli. Tra questi vale pena ricordare quello al fondo per il diritto allo studio, che viene decurtato del 26%, e quello fondo di finanziamento ordinario, che sconta un segno negativo di oltre 35 milioni di euro rispetto all’assestato 2008. E meno male che Berlusconi solo pochi giorni fa si dichiarava allibito delle proteste degli studenti universitari perché, diceva, “sull’università ancora non abbiamo fatto niente’. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni al seguito della conferenza stampa del Pd sull’Università. “Su una cosa siamo d’accordo: il governo taglia solamente e non propone alcun progetto di riforma. E davanti a questo deserto di iniziative dell’esecutivo il Pd ha presentato oggi 10 proposte per il rilancio dell’Università italiana che sono ispirate a quattro principi-guida: la valutazione e responsabilità, l’autonomia, l’equità , l’internazionalizzazione. Sono traguardi che l’università italiana deve raggiungere, ma non può farlo se si continua a ridurre l’investimento pubblico e a proporre tagli indiscriminati che penalizzano …

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Il Partito Democratico per un’università più autonoma, più responsabile più equa e più internazionale

Il Partito Democratico indica dieci proposte che affrontano il nodo università. “Il Governo non ha presentato alcuna riforma, né della scuola, nè dell’università. Ci piacerebbe poter discutere di un progetto di riforma, ma ad oggi discutiamo solo dei tagli decisi dal ministro Tremonti”. Attacca Veltroni al termine della riunione del governo-ombra in cui presenta le dieci proposte per l’università, annuncia la partecipazione del PD alla manifestazione del 30 ottobre e chiede il ritiro del decreto-Gelmini, per discutere la riforma della scuola con le parti sociali in un arco di tempo definito. Specifica Luciano Modica (responsabile Universita’ del Pd): “L’Italia deve investire di piu’ nelle universita’: da ultima in Europa deve tornare a competere alla pari con gli altri paesi. I tagli contenuti nella finanziaria all’Universita’ e alla Ricerca sono gravissimi perche’ compromettono il rilancio della competitivita’ del sistema Paese’, afferma Luciano Modica responsabile universita’ del Pd. Modica ricorda le dieci ‘proposte concrete ed innovative presentate oggi dal Partito Democratico e che toccano tutti i problemi piu’ importanti del sistema universitario italiano: dai concorsi piu’ meritocratici …

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La caccia bipartisan ai consensi facili, di Gian Antonio Stella

Dilaga la rivolta nelle scuole? Tutti voti guadagnati. La battuta non è di Walter Veltroni, Antonio Di Pietro o Paolo Ferrero. Destra-sinistra, 9 anni fa l’alleanza contro Berlinguer Fini inneggiava alla piazza. Ma anche il sindacato lottò contro la riforma meritocratica dell’ex ministro La battuta è di Gianfranco Fini. E fu fatta in occasione dell’ultimo grande “incendio” scolastico prima dell’attuale. Quello scoppiato nel 2000 contro la svolta meritocratica tentata da Luigi Berlinguer. Disse proprio così, come ricorda una notizia Ansa, l’allora presidente di Alleanza Nazionale: «Dovrei ringraziare la Bindi e il suo collega Berlinguer, perché da medici e insegnanti verrà un consenso nuovo e fresco al Polo». E non si trattava di una strambata estemporanea. Il giorno in cui i professori ribelli erano calati a Roma «per dire no al concorso per gli aumenti di merito», il primo a portare la sua solidarietà ai manifestanti era stato lui, l’attuale presidente della Camera. Opinione solitaria? Per niente: l’onda dei contestatori, allora, fu cavalcata (fatta eccezione per la Lega, che non aveva ancora ricucito del tutto col …

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“Bologna, la trincea delle maestre”, di Curzio Maltese

A New York sono sorte negli ultimi dieci anni scuole materne ed elementari che copiano quelle emiliane perfino negli arredi. Via i banchi, le classi prendono l´aria delle fattorie reggiane che ispirarono Loris Malaguzzi, con i bambini impegnati a impastare dolci sui tavolacci di legno, le foglie appese alle finestre per imparare a conoscere i nomi delle piante. Si chiama “Reggio approach”, un metodo studiato in tutto il mondo, dall´Emilia al West, con associazioni dal Canada all´Australia alla Svezia. Se la scuola elementare italiana è, dati Ocse, la prima d´Europa, l´emiliana è la prima del mondo, celebrata in centinaia di grandi reportage, non soltanto la famosa copertina di Newsweek del ´91 o quello del New York Times un anno fa, e poi documentari, saggi, tesi di laurea, premi internazionali. Non stupisce che proprio dalle aule del “modello emiliano”, quelle doc fra Reggio e Bologna, sia nata la rivolta della scuola italiana. La storia dell´Emilia rossa c´entra poco. A Bologna di rosso sono rimaste le mura, tira forte vento di destra e sul voto di primavera …

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Scuola: On. Sereni, “Sospendere il decreto e ascoltare chi vuole migliorare l’istruzione pubblica

Dichiarazione di Marina Sereni, vicepresidente dei deputati PD “La richiesta che abbiamo avanzato con la grande manifestazione di sabato di sospendere il provvedimento Gelmini e di avviare un confronto vero con gli insegnanti, gli studenti, i professori universitari, i ricercatori e le associazioni dei genitori, non è una provocazione, ma una seria proposta politica. Rispondere con indifferenza a chi protesta è segno, nello stesso tempo, di debolezza e di arroganza. Debolezza e arroganza manifestate nelle aule parlamentari verso noi del PD che abbiamo presentato molti emendamenti cancellati, in un colpo solo, dal voto di fiducia”. Marina Sereni, vicepresidente dei deputati PD interviene sulle proteste di questi giorni e sulle dichiarazioni del ministro dell’Istruzione. “Il decreto per tradursi in provvedimenti operativi ha bisogno di una serie di strumenti che devono essere deliberati da Regioni ed enti locali, ma nessuna istituzione territoriale riuscirà a far nulla perché le norme sono incomprensibili e pasticciate. Così, l’unica cosa vera resta il taglio già deciso”. “Chi protesta, voglio dire alla Gelmini – conclude Sereni – non è né indifferente, né …

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“L’Italia. Migliore di chi la governa”

Pubblichiamo il discorso integrale di Walter Veltroni tenuto al Circo Massimo il 25 ottobre 2008. Quella di oggi, diciamocelo con orgoglio, è la prima grande manifestazione di massa del riformismo italiano, finalmente unito. E lo è perché il Partito Democratico è il più grande partito riformista che la storia d’Italia abbia mai conosciuto. Un italiano su tre si riconosce, crede nel disegno di un riformismo moderno. E’ un fatto inedito nella lunga vicenda nazionale. E oggi, in questo luogo splendido e immenso, siamo qui, in tanti, perché vogliamo bene all’Italia, perché amiamo il nostro Paese. Con lo stesso amore, il 14 ottobre di un anno fa, il Partito Democratico nasceva da un grande evento di popolo. L’Italia è un Paese migliore della destra che lo governa in questo momento. Migliore della destra che nel tempo recente lo ha già governato, anche se qualcuno troppo spesso finge di dimenticarlo, per sette lunghi e improduttivi anni. L’Italia è un grande Paese democratico, è un Paese che ama la democrazia. Perché l’Italia non dimentica, non potrà mai dimenticare …

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“La morsa dei redditi”, di Michele Toscani

Le previsioni economiche, come quelle meteorologiche, vanno lette con cautela. Anche quando è nell’aria un punto di svolta, anche quando si è certi che presto o tardi ci sarà un momento di rottura, è difficile indovinare quando esattamente avverrà: se così non fosse non si spiegherebbero i guadagni e le perdite che gli speculatori fanno in questi casi. Ma quando la svolta è avvenuta, gli sviluppi successivi sono più facili da prevedere, perché le forze all’opera e le conseguenze della loro interazione sono meglio note agli economisti. Proprio come sono note ai meteorologi le conseguenze sul tempo in Italia di un anticiclone sull’Atlantico, una volta che si è stabilmente installato lì: difficile è prevedere quando si stabilizzerà. Purtroppo appartengono al genere delle previsioni relativamente affidabili quelle che stanno circolando sulle prospettive della crescita americana ed europea: siamo in recessione, che in alcuni Paesi potrà implicare trimestri di crescita negativa e almeno un paio d’anni di difficoltà serie per tutti. E siccome l’economia italiana cresce nettamente meno della media europea, ci aspettano tempi duri. Più duri …

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