Anno: 2008

Pillola abortiva: “Non si può bloccare”, intervista a Guido Rasi direttore Agenzia Italiana del farmaco

ROMA – «Non ci sono strumenti di alcun genere per fermare il percorso di approvazione della pillola abortiva. Guido Rasi, direttore dell’Aifa (agenzia italiana del farmaco) conferma. E’ imminente l’arrivo in Italia della RU486, pasticca monodose per l’interruzione volontaria di gravidanza, alternativa all’intervento chirurgico. E’ verosimile che la Ru 486 «arrivi all’attenzione del cda a febbraio dopo un passaggio in comitato prezzi e rimborso». Dottor Rasi, si è molto discusso in questi giorni su eventuali iniziative che l’Italia potrebbe assumere per non accettare la richiesta di autorizzazione al commercio presentata dall’azienda francese Exelgyn. Esistono ancora margini di intervento? «Non c’è nessuno strumento., né tecnico scientifico, né da parte del Parlamento che ha presentato recentemente una mozione. Questa è una procedura cosiddetta di mutuo riconoscimento. Significa che il farmaco è stato già autorizzato dall’agenzia europea, l’Emea, e che gli Stati dell’Ue devono a loro volta adeguarsi a quella decisione». Il Cda avrebbe dovuto valutare la registrazione della pillola questa settimana. A cosa è dovuto il ritardo, forse a polemiche e pressioni? «Nessuna pressione. Questa settimana c’è …

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Il dovere di non deludere. Documento approvato dalla Direzione Nazionale del Pd

L’Italia vive la più grave crisi dal dopoguerra. Gli sconvolgimenti e le forti e continue turbolenze che hanno attaccato i mercati e le economie mondiale produrranno pesantissime conseguenze sul sistema produttivo e sugli assetti sociali del nostro Paese. Tutti i principali parametri economici oggi disegnano l’orizzonte di una crisi che si presenta lunga e difficile. Contrariamente a quanto assicurato dal governo nei mesi scorsi, l’economia reale è in pesante sofferenza, lo scenario di recessione appare destinato a prolungarsi oltre il prossimo anno, la condizione delle imprese e delle famiglie italiane è sempre più precaria e difficile. La risposta di governo alla crisi è risultata debole, contraddittoria, sostanzialmente inefficace. Gli strumenti legislativi messi in campo si sono rivelati limitati e insufficienti. Le misure adottate a sostegno e garanzia del credito non hanno prodotto il sostegno necessario al sistema produttivo e le imprese, in particolare quelle medie e piccole, vedono crescere in maniera insostenibile la difficoltà di accesso al credito, indispensabile per resistere nel mercato. Questa condizione di grave debolezza sta portando con sé conseguenze profondamente negative …

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“I 1500 del lager nell’aranceto. Msf: immigrati come bestie”, di Eduardo Di Blasi

Nelle campagne di Gioia Tauro, da novembre a marzo, si riversano migliaia di immigrati, per lo più clandestini. Lavorano nelle campagne. Guadagnano in media 240 euro al mese. Soffrono fame e freddo. Da novembre a marzo. Agrumi, freddo, fame. Due fabbriche abbandonate, una vecchia cartiera e un ex deposito nella piana di Gioia Tauro. Da un paio d’anni sono diventate rifugio di oltre 1500 persone. Extracomunitari arrivati dal Sud del mondo al Sud Italia. San Ferdinando, Rosarno, Rizziconi. Giovani, per lo più: l’84% afferma una ricerca condotta da Medici Senza Frontiere, ha tra i venti e i quarant’anni. Braccia per le arance, stipate nei capannoni. Antonio Virgilio. responsabile dei progetti italiani Msf, nel chiedere che la Regione Calabria ottemperi all’impegno preso nel settembre scorso di installare servizi igienici, docce e fontane con acqua potabile, racconta a parole quello che video e fotografie dell’associazione già dicono: «All’interno di questi due capannoni, senza acqua, gas e elettricità, si costruiscono casupole di cartone, e per riscaldarsi fanno fuochi che rendono l’aria irrespirabile.  Patiscono fame e freddo». La settimana …

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Scuola, On. Ghizzoni, On. Coscia: “I provvedimenti del Governo avranno effetti devastanti sul sistema”

“Gli schemi dei Regolamenti approvati oggi dal Consiglio dei ministri contengono soluzioni che colpiscono duramente la scuola pubblica e che, qualora dovessero entrare effettivamente in funzione, sono destinate a produrre effetti devastanti innanzitutto sulla scuola dell’infanzia e su quella primaria”. Lo dichiarano Maria Coscia e Manuela Ghizzoni  rispettivamente Responsabile nazionale scuola del Pd e Capogruppo Pd nella VII Commissione Camera, che aggiungono: “i provvedimenti del Governo attaccano il funzionamento della scuola dell’infanzia introducendo un anticipo generalizzato delle iscrizioni a due anni e mezzo che  cambia la natura di tale scuola e di conseguenza anche le modalità del suo funzionamento”. “Nella scuola primaria – sottolineano – si prevede inoltre, in maniera generalizzata, di introdurre l’orario di 24 ore settimanali eliminando l’attuale organizzazione didattica, fondata su un orario di 30 ore settimanali, affidata  ad un team di tre insegnanti ogni due classi. Si tratta di soluzioni  e di scelte gravi che non condividiamo e  che sono state respinte nelle scuole  e nel paese da una vasta mobilitazione popolare”. “La stessa maggioranza parlamentare aveva espresso riserve e richiesto …

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Scuola: Ghizzoni, “Da Gelmini delirio di onnipotenza”.

Decreti riportano scuola indietro di decenni. “Quello del paragone con la riforma Gentile è un chiaro delirio di onnipotenza del ministro Gelmini”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, che aggiunge, “non basta la stessa iniziale del cognome o ricoprire il medesimo incarico per presumere che il proprio intervento sia una vera riforma organica. Purtroppo per l’Italia e per i giovani i regolamenti approvati oggi dal consiglio dei ministri altro non confermano che la priorità del governo è solo quella di tagliare a scapito della qualità della scuola”. “Il maestro unico su tutte le classi – prosegue Ghizzoni – è una scelta sbagliata pedagogicamente e dannosa per la crescita e l’istruzione dei nostri ragazzi che, finora, hanno goduto dell’ottima esperienza del team docenti, come dimostrano gli ultimi dati Ocse sul miglioramento dell’apprendimento di matematica e scienze nei bambini italiani di 9 anni. I provvedimenti di oggi – conclude – fanno male alla scuola e la riportano indietro di decenni”. Ufficio stampa PD- Comunicato stampa Condividi

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“Il caos sul caso Englaro. La volontà di quella donna” di Umberto Veronesi

Il caos regna sul caso Englaro, trasforma il dibattito in una guerra di parole. Eluana è viva o non è viva; i trattamenti sono cure o accanimento; l’esito della sua storia è una questione medica, giuridica o politica. Eppure ha parlato semplicemente e chiaramente Eluana: “Io non voglio esistere così”, diceva indicando il suo amico in coma vegetativo, riferendosi inequivocabilmente a quel corpo che stava davanti a lei, a come lo vedeva e lo percepiva, provandone terrore. Non ci sono giochi di parole: proprio quello ad ogni costo non voleva Eluana , e da lì dobbiamo ripartire, per non perderci nella “tragedia degli equivoci”. La confusione è sempre una cattiva consigliera perché alla fine delle polemiche abbandona la gente alla sfiducia sconsolata nella capacità della società, attraverso le sue istituzioni, di aiutare i suoi cittadini proprio nelle situazioni più complesse e drammatiche, quando la collettività e i suoi servizi dovrebbero invece essere di sostegno e di incoraggiamento. Occorre allora riconcentrarsi sul tema: la volontà di Eluana. Se qualcuno ha dei dubbi deve fermarsi lì: se …

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“Giorni duri e tristi! Confronto vero e l’unità non sia di facciata”, di Marina Sereni

Giorni duri, tristi, difficili per il PD. La sconfitta in Abruzzo era in larga parte attesa, ma la coincidenza con le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il sindaco di Pescara e segretario regionale del PD, poi ieri un deputato della Basilicata, oggi altri nostri esponenti politici per la situazione di Napoli e della Campania, ha aggiunto al brutto risultato elettorale un elemento di allarme. Dobbiamo avere nervi saldi, capacità di analisi e di reazione. Il problema del rapporto tra politica, amministrazione della cosa pubblica ed economia non è risolto. Non è un problema del PD, è un problema del sistema politico tutto. Trasparenza, celerità delle decisioni, certezza delle regole, onestà e rigore nelle scelte dei governi locali: purtroppo dobbiamo dirci che la stagione di “mani pulite” non ha prodotto cambiamenti strutturali nel rapporto politica-economia. I partiti sono deboli, la selezione della classe dirigente non ha evidentemente messo competenza ed etica al primo posto. Il rischio è che – ora come nel passato – le inchieste giudiziarie travolgano colpevoli e innocenti, indeboliscano ancora di più la …

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