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Scuola, caos e disorientamento ecco il tranello iscrizioni, di Maristella Iervasi

Eccoci qua «ai fatidici 6 anni di mio figlio Patrizio. Devo scegliere per lui la scuola elementare. Ma proprio la Gelmini mi doveva capitare?». Stefania del quartiere Garbatella, a Roma, è arrovellata da mille dubbi, derivanti proprio dalla riforma del ministro. Identico dramma per Francesca dell’Ardeatino-Tor Marancia. Il tour de force per iscrivere Riccardo alla prima media ha prodotto finora solo un salto nel buio. Non per colpa dei presidi e gli insegnanti delle cinque scuole open-day della capitale che ha visitato. Bensì per l’incognita Gelmini che aleggia su tutto.

Dalle risorse agli istituti, ridotte all’osso – come ha denunciato il sindacato Flc-Cgil -, ai tranelli sui moduli dell’iscrizione predisposti dal ministero. Fino allo stravolgimento delle classi per chi è ad un passo dalla licenza media: italiano ridotto a 9 ore frontali e un’ora in meno anche per Tecnologia, l’ex educazione tecnica.

I tranelli sull’iscrizione. Per la primaria la domanda è formulata in modo tale da far «cadere» i genitori nella rete del maestro unico: le famiglie scelgono ma devono indicare l’ordine di preferenza. Perché? Alle medie tra i quesiti irrisolti c’è quello dell’inglese potenziato, che le famiglie possono scegliere a discapito delle 2 ore di francese, spagnolo o tedesco. «Sulle lingue comunitarie si è fatto un passo indietro – spiega la dirigente Anna Maria Luperto della Moscati -. Chi opterà per le 5 ore di british difficilmente avrà lo stesso insegnante». Non solo: lo studente non potrà più tornare indietro, non potrà cambiare se scoprisse di non essere portato per le lingue. Gelmini docet.

E non finisce qui. Tempo scuola sforbiciato alle medie. Con un’ora di approfondimento che molte scuole «leggono» nella nuova materia Educazione e Costituzione. Ma non sanno cosa rispondere alla domanda dei genitori: chi la insegnerà? A Torino come a Viterbo sono orientati a far ruotare in tutta la scuola un solo insegnante. «Sarà una mortificazione» – commenta la preside Luperto. Un rebus che verrà risolto all’inizio del nuovo anno scolastico: la Gelmini gli organici alle scuole li ha fatti slittare di un mese: li assegnerà entro il 31 agosto.

Caos e disorientamento. E non c’è certezza neppure per le classi successive alle prime. Un bambino che oggi frequenta la la 4° elementare a settembre prossimo potrebbe trovare una scuola diversa: se la sua classe funzionava a modulo non avrà più i 3 insegnanti abituali. Sono state cancellate tutte compresenze, tempo pieno compreso. E il professor Giovanni Impegnoso del 145° circolo, non nasconde un altro rischio: «Potrà capitare che una futura terza o seconda funzionerà con uno spezzatino d’ore di maestri». Alla scuola della Garbatella, meglio nota come la scuola dei Cesaroni, c’è un boom di domande per il tempo-pieno. E il dirigente scolastico ha escogitato una proposta per non lasciare scontenti i genitori. Allarmatissime le mamme, che rivelano: «Vogliono proporci un tempo pieno di 37 ore settimanali più altre 3 ore a pagamento». In pratica i bambini fino al giovedì uscirebbero alle 16.30, il venerdì alle 13.30. Ma chi volesse potrà restare a scuola per frequentare un doposcuola, purché i genitori paghino il docente.

E le polemiche non finiscono qui. C’è chi non vuole saperne di impoverire la didattica del proprio figlio nell’anno della licenza media o elementare. Così il tam-tam su Internet ha raggiunto le famiglie di tutt’Italia. «Chiedete il mantenimento dell’attuale assetto organizzativo, orario e didattico delle classi già avviate», si legge sul sito coordinamentogenitoriscuolemyblog.it. «È un nostro diritto».
L’ Unità,31 gennaio 2009

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