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«I comuni al tempo della crisi. Il sostegno ai più deboli», di Paolo Fontanelli*

Gli amministratori del Pd si riuniranno a Bologna il 7 febbraio per mandare un messaggio al Paese: non è possibile affrontare la crisi senza il contributo delle autonomie locali.
Un messaggio che viene da ampi settori della società. Infatti con le prime avvisaglie degli effetti della crisi sul lavoro e l’occupazione,i redditi e le condizioni di vita di migliaia di persone e di famiglie,cresce la domanda di protezione sociale rivolta verso gli Enti Locali. Non è una domanda puramente espansiva del sistema dei servizi locali: è invece il segno dell’arrivo di una seria emergenza sociale che tocca i ceti popolari e a basso reddito e anche parti dei ceti medi.
È comprensibile che di fronte a un crescente senso di insicurezza ci si rivolga alle istituzioni locali per chiedere più sostegno alle politiche per l’infanzia e per gli anziani,per la casa,per il trasporto pubblico e per le attività produttive. Allora è evidente che questo messaggio deve essere raccolto.
Non solo dagli amministratori locali ma anche dal governo e dal Parlamento.
Ma con quali risorse? La legge delega sul federalismo fiscale è una risposta che si muove nell’alveo del titolo V della Costituzione ma è ancora lontana dal trovare un efficace equilibrio tra i principi di autonomia, le funzioni degli Enti e l’esigenza di contenere la pressione fiscale. Tuttavia,i tempi di attuazione della riforma non sono compatibili con la necessità di agire subito sull’emergenza economica e sociale del Paese. La situazione finanziaria dei Comuni è critica, segnata da una totale incertezza sia sulle risorse disponibili sia sulla tenuta dei bilanci. L’abolizione dell’Ici sulla prima casa è avvenuta con modalità che hanno cancellato non solo la poca autonomia di cui disponevano i Comuni ma hanno generato seri problemi nei flussi di cassa riducendo la operatività degli enti.
Mentre continuano ad agire vincoli sul lato della spesa che strozzano i Comuni e impediscono gli investimenti. Non a caso i Sindaci e l’Anci definiscono questa situazione del tutto insostenibile. A cui si aggiungono i pesanti tagli ai fondi sulle le politiche sanitarie e sociali,come denunciano le Regioni. Per tali motivi è assolutamente prioritario che il governo metta in campo misure straordinarie sulla finanza locale.
Non proponiamo trasferimenti aggiuntivi,al di là di quelli che il governo deve restituire integralmente sull’Ici,ma chiediamo che si concerti con gli enti territoriali un intervento ancorato alla pratica dell’autonomia responsabile. Non è più tempo di rinvii. A Bologna discuteremo anche di altri temi centrali per il governo del territorio e delle città: dalle questioni del suolo e delle trasformazioni urbane alle potenzialità di una nuova visione ecologica delle città,ai temi della sicurezza e della convivenza. Parleremo anche di trasparenza e della necessità di generalizzare l’anagrafe pubblica degli eletti..
* Responsabile Enti Locali del Pd

Unità, 5.2.2009

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