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Dalla preoccupazione delle RSU delle aziende in crisi di Carpi agli allarmi del Governatore Draghi

Venerdì pomeriggio, il collega Ivano Miglioli ed io abbiamo incontrato le rappresentanze sindacali del distretto carpigiano. Un incontro che abbiamo sollecitato per ascoltare coloro che la crisi la vivono sulla propria pelle e per illustrare le proposte del PD in favore degli ammortizzatori sociali, per sostenere i redditi e l’economia reale.
Dai lavoratori delle imprese meccaniche e tessili è emersa la forte preoccupazione per un futuro assai incerto ed è stata lanciata la richiesta che il PD si faccia interlocutore attento delle loro istanze.
Il distretto carpigiano pur partendo da una situazione economica più solida di altri territori, sta subendo pesantemente gli effetti della crisi: ne è sintomo preoccupante l’incremento della disoccupazione, che ha subito nei comuni dell’Unione Terre d’Argine (Carpi, Campogalliano, Novi e Soliera) un aumento drammatico dell’85%. In termini assoluti si tratta di oltre 500 disoccupati in più. Dietro a questi freddi numeri si nascondono lavoratori, persone, famiglie.
Ad essi poi si aggiungono coloro che subiscono la crisi, ma sono invisibili per il mercato del lavoro:  giovani in cerca della prima occupazione e pensionati, “atipici” insieme a lavoratori a tempo determinato e collaboratori a progetto ai quali non verrà riconfermato il contratto. Donne e uomini che guardano in faccia una crisi che parte da lontano, ma che in Italia sconta l’inadeguatezza del Governo. Ad esempio, nella manovra finanziaria di Tremonti dell’estate scorsa – cioè quando i rischi della crisi erano già palpabili –  ha preferito investire ben 600 milioni di euro nella detassazione degli straordinari e molto meno (solo 400) negli ammortizzatori sociali. E’ la dimostrazione di una assoluta incapacità previsionale! Al contrario, poco prima della sua caduta  (febbraio 2008) il Governo Prodi stava lavorando ad un’intesa con i sindacati per investire l’extragettito erariane in sgravi fiscali a sostegno dei redditi da lavoro dipendente e da pensioni. Berlusconi, dopo la schiacciante vittoria, ha pensato bene di togliere l’ICI alle fascie sociali più agiate e di detassare, appunto, gli straordinari. E a fronte della quattordicesima attribuita ai pensionato da Prodi nel dicembre 2007, il Presidente del Consiglio dal cilindro ha invece preferito estrarre la social card, che molti pensionati hanno purtroppo scoperto essere “vuota” solo al momento del suo utilizzo alle casse del supermercato…
Il Governo nell’ultimo decreto anticrisi  ha varato incentivi fiscali che riguardano solo la grande impresa (come il settore dell’auto), ma ha trascurato le piccole e medie imprese. Il PD ha proposto invece di contrastare la crisi anche attraverso sgravi fiscali per il lavoro autonomo e le piccole e medie imprese, e sostenendo il made in Italy: misure appropriate anche per il distretto carpigiano, in grado di sostenere imprese e lavoratori, perché la crisi la si affronta e la si contrasta assieme, e non contrapponendo il mondo del lavoro, dell’impresa e della cooperazione, come invece ha fatto il Presidente del Consiglio.
Chiederemo pertanto di inserire nel pacchetto anticrisi incentivi per le imprese tessili e per il settore meccanico e, in analogia a quanto fatto per il distretto ceramico, presenteremo una interrogazione parlamentare per chiedere al Governo come intenda  affrontare le specificità della crisi del distretto carpigiano. Come sempre, lavoreremo in difesa degli interessi della comunità locale e del suo sistema produttivo e per far sentire la voce della periferia, che sempre meno viene presa in considerazione dal Governo, che troppo a lungo ha sottovalutato la crisi.

Il giorno successivo all’incontro con le RSU di Carpi (mentre il PD affrontava, alla Fiera di Roma, una delle sue giornate cruciali), il Governatore della Banca d’Italia al Forex di Milano ha reso pubblica la sua analisi della sitazione economica (clicca qui per leggere l’intervento), che non poteva essere più chiara nel dimostrare come siano state tardive e deboli le azioni di politica economica dell’Esecutivo Berlusconi. Al contempo, fornisce una conferma alla giusta impostazione delle nostre proposte per uscire dalla crisi  (ne abbiamo dato conto anche in questo blog), presentate sabato scorso dal PD alle parti sociali, che le hanno apprezzate all’unisono.
Siamo nel giusto quando ipotizziamo un forte investimento per espandere le politiche di bilancio: nel pacchetto PD prevediamo un piano da 16 miliardi (circa un punto di PIL), contro il pacchetto del Governo che stanzia solo mezzo punto di PIL tra maggiori spese e minori entrate. Vale la pena ricordare che gli Stati Uniti  hanno deciso interventi per 800 miliardi di dollari, il Canada e la Germania per 3 punti di PIL,  la Spagna per poco meno di 2 punti, il Regno Unito per quasi 1,5 punti e la Francia per circa tre quarti di punto di PIL. Insomma, anche in questa classifica siamo fanalino di coda: davvero Tremonti e i lGOverno Berlusconi hanno fatto il possibile per sostenere i redditi (e quindi il consumo) delle fasce deboli e per rafforzare la capacità di crescita dell’economia?Ancora, siamo nel giusto nell’invocare più risorse e una riforma più equa degli ammortizzatori sociali per proteggere il mondo del precariato e dei lavoratori delle piccole e medie imprese, che non godono di tutele sociali contro la disoccupazione e per favorire il rientro nell’attività produttiva. Draghi ci informa che  sui  quattro quinti dei tre milioni di lavoratori a termine, interinali e a progetto grava la scadenza del contratto entro un anno e il possibile mancato rinnovo. Pertanto, l’accordo che il Governo ha siglato con le Regioni sugli ammortizzatori non è sufficiente, poiché non sono state messe a disposizione nuove risorse, ma sono state riorientate quelle del Fondo sociale europeo.
. A breve incontrerò anche le associazioni datoriali e gli imprenditori, per esporre le proposte del PD e discutere sulle iniziative da mettere in campo a sostegno dell’economia reale.
Draghi, nella sua relazione, ha poi sottolineato che accelerare il pagamento di beni e servizi da parte delle Pubbliche Amministrazioni rappresenterebbe una vera boccata d’ossigeno per le aziende e le imprese creditrici: nelle proposte del PD è incluso anche questo specifico punto.
Infine, l’analisi del Governatore Draghi coincide con il piano del PD contro le sirene del protezionismo.
Un Governo responsabile, in questa congiuntura inedita, terrebbe conto delle proposte avanzate dal maggior partito dell’opposizione per affrontare la crisi: purtroppo, un governo responsabile è esattamente ciò che manca al Paese.
Manuela Ghizzoni

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