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Crisi, migliaia in piazza a Torino. PD “assegno a chi perde il lavoro”

Il segretario dei democratici Franceschini: “Berlusconi porti il
provvedimento in aula, noi lo sosterremo”
Decine di migliaia di persona stamattina in piazza a Torino per il lavoro, alla marcia promossa dalla Cgil Piemonte, sessantamila persone secondo il sindacato, diecimila per le forze dell’ordine. Qualche ora dopo, parlando a Bari, il segretario del Pd, Dario Franceschini, lanciava la sua proposta per aiutare chi perde il lavoro: “La prima proposta contro la crisi è di dare un assegno mensile di disoccupazione per tutti quelli che perdono il posto di lavoro. Berlusconi porti il provvedimento in aula, noi lo sosterremo”. “Se vuole presenti pure un decreto legge, visto che ne ha già fatti tanti”, ha aggiunto il n.1 dei democratici.

Il corteo nel capoluogo piemontese era aperto dallo striscione “Contro la crisi una soluzione c’è: lavoro e contratti”. Tra le centinaia di lavoratori che sono scesi in piazza, cartelli gialli che riportano le ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria aggiornate allo scorso gennaio con percentuali che evidenziano aumenti a tre cifre in tutta la regione. Numerosi gli esponenti politici che hanno sfilato in corteo da piazza Vittorio a piazza Castello: tra gli altri, il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero e l’ex ministro Pd, Cesare Damiano.

Un dato per tutti: in Piemonte a fine gennaio 2009 le ore di cassa integrazione ordinaria erano quasi 4 milioni, con un incremento del 599% rispetto al gennaio 2008 mentre quella di Cig straordinaria ammontavano ad oltre 2 milioni, con una crescita del 196,4%. Dati ai quali si aggiungono 28 mila lavoratori in mobilità di cui il 40% donne.

“Al centro di iniziative come queste continua a esserci il lavoro e la difesa dell’occupazione – sottolinea Agostino Megale della segreteria nazionale Cgil – è evidente che se il ministro del Lavoro e il governo in una situazione come l’attuale pensano di poter agire con un disegno di legge delega che altera o modifica il diritto di sciopero, noi ci opporremo anche perchè come Cgil, insieme agli altri sindacali confederali siamo sempre stati contro gli scioperi corporativi, che procurano disagi ai cittadini e che mettono l’uno contro l’altro, ma questo non può voler dire procedere d’autorità modificando il diritto di sciopero”.

Su questo punto interviene anche il segretario piemontese della Cgil, Vincenzo Scudiere, che sottolinea “le altre organizzazioni stanno assecondando il disegno del governo che tenta di isolare la Cgil ma manifestazione come quella di oggi dimostrano che la Cgil non è sola”.

La Repubblica 28.02.09

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