partito democratico

“Franceschini: sfida al premier su scuola, lavoro e imprese”, di Bruno Miserendino

«No grazie», dice Franceschini. «Berlusconi mi ha sfidato, ma è una sfida berlusconiana che imbroglia l’Italia, perchè lui a Strasburgo non può andarci. Una vergogna, sarà l’unico leader europeo che invece di occuparsi di crisi, farà comizi. Io non mi candiderò alle europee, resterò al mio posto e farò come fa Fini che è di destra ma persona seria e non si candiderà». Se vuole, dice il segretario del Pd a Berlusconi, si può fare una sfida più seria: «Faccia con me tre dibattiti, uno davanti a 1000 lavoratori, un altro davanti a studenti e insegnanti, un altro davanti a piccoli imprenditori, vediamo chi fa proposte più convincenti». Franceschini, reduce da un faticoso viaggio in Cile al summit dei progressisti, va alla stampa estera e alza il volume. «Il confronto – dice – facciamolo sul futuro non sul passato ». Se Berlusconi si autocelebra, minaccia riforme istituzionali a colpi di maggioranza, chiede più poteri, il segretario del Pd spiega senza giri di parole, che l’obiettivo è togliere potere al premier, che ne ha fin troppo, non aumentarlo. «Lo sfido a rispettare le regole della democrazia, non si fa un congresso per chiedere più poteri per sè, con slogan vecchi, che alimentano divisioni, quando il mondo è pieno di leader giovani e dinamici. È che lui è vecchio dentro e quando si è vecchi dentro non si può far nulla per ringiovanire».

IL NODO INFORMAZIONE
La frase fa scattare la batteria dei dichiaratori del Pdl, ma è il segnale che il segretario del Pd, come le squadre che sono in svantaggio, ha deciso di giocare all’attacco. E così, mentre il premier va a Porta a Porta, per un’altra profluviale intervista, Franceschini, accompagnato da Gentiloni, presenta i dati che testimoniano la sproporzione dei mezzi tra maggioranza e opposizione: sulle reti Mediaset, quelle del premier, la maggioranza dispone del 77% del tempo, contro il 14% di tutta l’opposizione e l’11% del Pd. Franceschini ha un decimo del tempo del premier. A corredo dei dati viene presentato un filmato di venti secondi in cui si vede Berlusconi che esprime tutto il suo programma elettorale, mentre il segretario del Pd non riesce nemmeno a finire una frase. «È un’anomalia planetaria, il problema è che ci siamo assuefatti», dicono Franceschini e Gentiloni, «Berlusconi sta violando la sua stessa legge sul conflitto d’interessi», quella che obbligherebbe i destinatari di concessioni pubbliche al rispetto del pluralismo. Perchè, incalzano i giornalisti stranieri, non avete mai fatto una legge sul conflitto d’interessi? «Berlusconi va battuto politicamente,ma fu un errore – ammette Franceschini – non aver approvato la norma nella legislatura 1996-2001». Postilla: «Il centrosinistra aveva presentato un’altra legge che doveva arrivare in aula nel gennaio del 2008, ed è una delle ragioni per cui Berlusconi si è impegnato ad acquisire senatori che poi ha candidato col Pdl».

TROPPO TENERI
In realtà, sul punto e sulla qualità dell’opposizione, dalla stampa estera fioccano domande indicative. Il succo è che l’opposizione del Pd non si vede, non propone, non buca il video, sbaglia sulle alleanze, e quindi se Berlusconi può fare quel che vuole, la colpa è di chi glielo permette.
Franceschini ribatte: «Noi troppo teneri? L’opposizione non si giudica dagli aggettivi che usa, e poi mettetevi d’accordo, o ne facciamo troppa o troppo poca». Però, tanto per far capire quanto poco crede in riforme fatte con Berlusconi, e quanto poco ha gradito alcune aperture di credito a stagioni costituenti, il segretario spiega che ovviamente il Pd sulla bozza Violante, ossia riduzione dei parlamentari, istituzione del Senato federale, non si tirerà certo indietro, ma non è quella la priorità del paese. Ovvero, «purtroppo la legislatura durerà altri 4 anni e quindi avremo tempo, adesso tutti dovrebbero concentrarsi a trovare risposte alla crisi». L’anomalia planetaria è anche qui, dice il segretario: mentre tutti i leader del mondo si occupano di crisi e si confrontano con le rispettive opposizioni, da noi il premier pensa ai comizi, a attaccare gli avversari, e tenta di nascondere la crisi.
Lei, chiede un altro giornalista straniero, si sente in continuità con Veltroni? Il segretario dice di sì, dice che il Pd è fallito nella testa degli editorialisti, non degli elettori e comunque difende la vocazione maggioritaria che tanti guai ha portato all’ex segretario: faremo alleanze ma la vecchia stagione delle Unioni ammucchiata è morta. Evita battute su Di Pietro: «Non parlo male degli alleati». Poi si corregge: «Insomma di chi sta all’opposizione, poi vedremo se saremo alleati ». Quanto al referendum elettorale un’ammissione: «Riunirò la direzione e decideremo». Tra il sì e l’astensione. Ma non sarà facile.

L’Unità, 31 marzo 2009

1 Commento

  1. La redazione dice

    Vecchio dentro

    “Sfido Berlusconi sui contenuti. Perché non fare tre dibattiti con 1000 disoccupati, con 1000 studenti e insegnanti e con 1000 imprenditori per parlare di futuro? Il congresso del Pdl ha visto il premier chiedere maggiore potere per sé stesso senza dare nessuna risposta a come risolvere i problemi ma solo lanciando vecchi slogan e agitando vecchie paure. Berlusconi è vecchio dentro. E quando si è vecchi dentro non c’è nulla da fare per ringiovanire”. Così Dario Franceschini, segretario del Pd, durante l’incontro con la stampa estera dove, insieme a Paolo Gentiloni, responsabile dell’Area Comunicazione e il presidente dell’associazione Maarten van Aalderen sono stati illustrati i dati dello squilibrio di trattamento e di visibilità esistente sulle reti Mediaset per le opposizioni e il Pd.

    Franceschini ha posto l’accento sul fatto Berlusconi rappresenta un anomalia per l’Europa e per tutti i paesi che affrontano la crisi attuale. “Tornando dal vertice cileno abbiamo capito che esiste una consapevolezza generale: i problemi globali economici, sociali e climatici non si possono risolvere solo a livello nazionale e, come tali, necessitano risposte globali. C’è dunque la necessità di aprire riflessioni comuni attraverso il dialogo, l’incontro e la condivisione. La green economy è un esempio di una giusta politica condivisa che, al pari dell’informatica negli anni ’80, può diventare il traino della ripresa generale”.

    “In tutto il mondo – ha continuato Franceschini – i leader si preoccupano della crisi e di come risolverla. Anche il Pd, nel suo ruolo di opposizione, ha proposto diverse azioni ed iniziative (assegno di disoccupazione, aiuto alla povertà estrema, rilancio edilizia in deroga al patto di stabilità, aiuti per le PMI) senza ricevere alcune risposte se non dei No immotivati”.

    Per Franceschini “non basta pronunciare frasi ad effetto durante il congresso del Pdl, tipo ‘non lasceremo nessuno indietro’. Servono risposte concrete. Anzi il premier è l’unico capo di Stato al mondo che nega la crisi o la nasconde. Pensa solo alla campagna elettorale e alla sua candidatura di bandiera. Invece di occuparsi della crisi, nei prossimi giorni farà solo comizi per ottenere preferenze, sapendo che un secondo dopo la sua elezione si dimetterà.”

    Per queste ragioni Franceschini non accetta la provocazione di Berlusconi che lo invitava a candidarsi alle prossime elezioni europee. “Io non mi candido perché non voglio imbrogliare gli italiani. Anzi sfido Berlusconi sui contenuti: tre dibattiti pubblici davanti a 1000 disoccupati, 1000 tra studenti e insegnanti e 1000 imprenditori. Tutto con uno sguardo rivolto verso il futuro e non al passato come ha fatto il premier durante il congresso del Pdl dove ha lanciato vecchi slogan e agitato vecchie paure. Berlusconi è vecchio dentro. E quando si è vecchi dentro non c’è nulla da fare per ringiovanire”.

    Quindi è intervenuto Paolo Gentiloni illustrando una nuova ricerca fatta dal Partito democratico sui disequilibri di presenze sulle reti Mediaset tra Governo/Maggioranza e Opposizione. “Volendo tralasciare i tre giorni della kermesse del Pdl dove nel prime-time di Mediaset si è assistito ad uno straripamento in favore del governo con servizi di 10/15 minuti, la nostra ricerca ha registrato i dati relativi solo al periodo 1-26 febbraio. Dall’elezione di Franceschini alla guida del Pd al giorno prima del congresso del Pdl”.

    “Il tempo-parola nei telegiornali di prime-time di Mediaset – ha continuato Gentiloni – vede la presenza del governo pari al 76,9% del tempo contro il 14,5% delle opposizioni di cui l’11,8% per il Pd. Se poi si guarda al ranking dei personaggi presenti espresso in secondi, solo Dario Franceschini, con 395 secondi dedicati è presente tra i primi dieci politici. Gli altri 9 sono vicini all’area governativa e Berlusconi domina la presenza con ben 2934 secondi”.

    A tal proposito, per spiegare la sproporzione Youdem ha presentato un breve video per spiegare bene lo squilibrio.

    Di seguito la classifica Tempo- Parola espresso in secondi dei Tg Mediaset (in prime-time):

    1.Berlusconi 2934
    2.Sacconi 629
    3.Gasparri 548
    4.Franceschini 395
    5.Capezzone 391
    6.Fini 377
    7.Alberti Casellati 325
    8.Bonaiuti 210
    9.Gelmini 198
    10.Tremonti 184

    A.Dra

    http://www.partitodemocratico.it, 31 marzo 2009

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