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Dario Franceschini incontra gli amministratori e i candidati del PD

Non si venda il terremoto in televisione. Non è facile per il segretario del PD prendere la parola dopo Stefania Pezzopane, presidente della provincia di L’Aquila, toccata in prima persona dalla tragedia dele terremoto. “In lei c’è tutto il coraggio e la dignità dell’Abruzzo. – dice Franceschini – Grida vendetta l’idea che di fronte all’esigenza di avere risorse immediate, per un’operazione tutta politica si siano buttati via’ 460 milioni di euro. Non è moralmente accettabile, e’ un atto di irresponsabilita’ grave. E purtroppo e’ gia’ pregiudicato perche’ ieri era l’ultimo giorno per fare l’accorpamento. C’erano risorse spendibili subito e bastava un banalissimo atto di coraggio del premier per spostarle sulla gestione del terremoto”. Il governo ha preferito, invece, la strada più semplice, ha ceduto al ricatto della Lega, anteponendo gli interessi di pochi alle esigenze di una regione in ginocchio. “Non si puo’ dire come ha fatto il presidente del Consiglio che lo stato dara’ il 33 per cento per ricostruzione. Come e’ stato fatto in Umbria bisogna dare il 100 per cento per chi vuole ricostruire la propria casa, secondo un parametro minimo che va messo a disposizione di tutti. Da parte nostra nessuna polemica gratuita, ma siamo chiamati ad una funzione di controllo, propria dell’opposizione e ad un operazione di verità. Il terremoto non può essere un prodotto da vendere in televisione”. Una critica aspra, quella del segretario, che si accompagna però al “nostro impegno”. “Abbiamo dato tutta la nostra disponibilità a discutere il provvedimento d’urgenza, partecipando anche alla stesura del decreto legge”. Senza contare i mille volontari e le 100 cucine da campo, già attivi in Abruzzo.

Berlusconi venga a Milano a ricordare la resistenza. All’indomani del richiamo del presidente Giorgio Napolitano al rispetto della Costituzione, il segretario del Partito Democratico riflette sui valori comuni a tutte le forze politiche, primi fra tutti l’antifascismo e l’orgoglio della resistenza. Di qui, la sfida al presidente del Consiglio: “Berlusconi non e’ mai andato alle manifestazioni del 25 aprile e quindi gli rivolgo l’invito a venire con me a Milano a ricordare la Resistenza, per dimostrare insieme che la Resistenza e’ un luogo condiviso. Nel passato il 25 aprile era un luogo di unita’, gli avversari politici andavano insieme a ricordare un momento fondativo. Noi vogliamo che torni ad essere la festa di tutti e saremo in tutti i luoghi in cui si ricorda la Resistenza e vorremmo essere li’ con i nostri avversari per dimostrare che e’ un luogo condiviso”.

Liste pulite, Rita Borsellino candidata in Sicila “In Europa andrà chi crede nel Partito Democratico e nei suoi valori”. Primo fra tutti quello della legalità e della lotta alle mafie, “per questo – annuncia Dario Franceschini -, in Sicilia, a guidare la lista delle europee sarà Rita Borsellino che di quella lotta è il simbolo concreto”. E proprio sulle candidature il segretario da una direttiva precisa ai presenti: “Vogliamo liste pulite e se qualcuno minaccia di andarsene in un altro partito se non e’ candidato, non lo candidate! Per un voto perso ne guadagneremo dieci”.

La Rai non è una torta da spartire.Ed a poche ore dal mini vertice a palazzo grazioli, per decidere le nomine Rai, il segretario democratico torna sull’argomento: “Io non ho fatto ne’ faro’ mai telefonate con il governo. Ci sono state perche’ ho dovuto gestire per legge la nomina del presidente della Rai ma da quel momento in poi io non faro’ alcuna telefonata. Le scelte per i dirigenti Rai si fanno li’, alla Rai, e non a casa del proprietario delle reti concorrenti. Perche’ le nomine non sono una torta da spartire. La Rai non e’ una torta ma e’ il servizio pubblico televisivo”

Crisi globale, soluzioni locali.“La crisi va affrontata anche e soprattutto in Italia, senza aspettare soluzioni da fuori. Da una parte abbiamo chi pensa alla propria salvezza individuale, dall’altra chi considera la crisi un luogo in cui recuperare il senso di solidarietà nazionale. I più forti aiutino i più deboli, a tutti siano date le stesse opportunità di partenza. Se vogliamo vincere dobbiamo spostare il confronto dagli interessi, cari agli altri, ai valori, ai nostri valori”.

Il coraggio delle parole: povertà, eguaglianza, lotta.“Ci sono valori – spiega Dario Franceschini – che uniscono l’uomo di sinistra e il cattolico. Lotta, solidarietà, eguaglianza. Non dobbiamo avere paura ad usare le parole perche’ quelle fanno capire da che parte stiamo. Non dobbiamo averne paura. Sono parole del passato, e’ vero, ma possono essere utili per caratterizzarci come partito del futuro e dire che noi non ci possiamo rassegnare a questo modello sociale”. E per chi si illude che non usare una parola sia sufficiente ad eliminare un problema, il leader democratico ricorda: “La povertà esiste, esistono famiglie a reddito zero. Noi non li abbandoneremo. Anche se ci hanno risposto di no, non accantoneremo la proposta per la quale i redditi alti, a cominciare dai parlamentari, devono dare il 2 per cento dell’Irpef in termini di contributo di solidarietà”

Noi non moriremo di prudenza. In conclusione, il segretario democratico cita “uno dei nostri padri, Don Primo Mazzolari”. “Dalle pagine della sua rivista ‘Adesso’ diceva: ‘Rischiamo di morire di prudenza in un mondo che non vuole e non può attendere. Adesso, è un atto di coraggio’. Ebbene, noi non moriremo di prudenza”.

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