Mese: maggio 2009

“Vacuità della politica”, di Barbara Spinelli

Non è la prima volta che il presidente del Consiglio s’indigna per il trattamento che gli riservano i magistrati che lo processano, o i giornalisti che indagano sulla spregiudicatezza con cui mescola condotte private e pubbliche. S’indigna a tal punto che le due figure – il magistrato, il giornalista – sono equiparate a quella del delinquente: è avvenuto giovedì all’assemblea della Confesercenti. Le tre categorie sono assimilate a loro volta all’opposizione politica. Le accuse che vengono loro rivolte sono essenzialmente due. Primo, l’offesa al popolo sovrano, al consenso che esso ha dato alle urne e che imperturbato rinnova nei sondaggi. Secondo, la natura pretestuosa di tali attacchi antidemocratici: il primato dato alla forma sulla sostanza, ai problemi finti degli italiani su quelli veri, allo show sulla realtà, al gossip sulla politica del leader. L’accusa va presa sul serio, perché il premier ha costruito il proprio carisma sulla maestria dello show e non ha concorrenti in materia. In particolare sa abbandonarlo, se serve, e presentare l’avversario come vero manipolatore della società dello spettacolo. Come ha scritto …

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“Storia locale e dialetto. Contesa sulle materie della scuola «federale»”, di Lorenzo Salvia

Una parola in dia­letto, multa di 100 lire. Una parolaccia, multa da 2 mila. Una bestemmia, fino a 5 mila. Così la scuola Cesare Baro­nio, a Vicenza, costringeva gli studenti a parlare pulito. Era il 1999, sono passati solo die­ci anni. Eppure sembra un’al­tra epoca. Oggi il dialetto non è più una bestemmia: si stu­dia, si parla e alle multe non pensa più nessuno. Certo non ci pensa la Lega Nord che lo vorrebbe trasformare in un insegnamento obbliga­torio nella nuova scuola «fe­derale », come la matematica o la storia. La proposta, però, diventa un caso politico, e apre un’altra crepa nei rappor­ti fra Lega e gli ex di Alleanza nazionale. È il Secolo d’Italia, il giornale di casa, a dare voce ai dubbi che si addensano sul­la sponda destra del Pdl: «L’apprendimento coattivo del dialetto — scriveva vener­dì il Secolo in prima pagina — postula sul piano cultura­le, antropologico e istituzio­nale la dissoluzione dell’uni­tà d’Italia». Colpa della campagna elet­torale, forse. Perché in questi giorni di comizi ognuno tira acqua al suo mulino e sia …

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Le verità nascoste. Palermo sotto i rifiuti

“Il centrodestra ha incentrato la sua campagna elettorale alle Politiche sull’emergenza rifiuti in Campania perchè lì governiamo noi, mentre viene ignorata la situazione in Sicilia perché governa qualcun altro. Non vogliamo strumentalizzare, ma è giusto che gli italiani sappiano qual è la situazione anche a Palermo”. E’ diretta a Silvio Berlusconi e ai media italiani l’attacco di Dario Franceschini. Il segretario del Pd, a Palermo per la campagna elettorale in vista delle Europee, si è recato questa mattina nel mercatino degli ambulanti in via Giotto per incontrare i cittadini. E tra gli altri argomenti, Franceschini ha affrontato il problema dei rifiuti in città: “Vediamo tutti che la situazione di Palermo è peggiore di quella Napoli. Ho girato per le strade di Palermo, ho visto una drammatica emergenza rifiuti: sono stanco delle falsità politiche. Su questa situazione è scesa una cappa di silenzio perché siamo in una regione ed in una città amministrate dalla destra, mentre l’anno scorso è stata fatta tutta una campagna elettorale sull’emergenza rifiuti a Napoli”. Già perchè Palermo è invasa dai rifiuti. …

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«La presunzione dell’occidente: “Non esiste una civiltà superiore”», di Remo Bodei

L’identità dell’Europa secondo il filosofo è frutto di tante culture diverse. Non possiamo presentarci come un faro esportando i principi di libertà e democrazia. Dobbiamo eliminare l´idea dello straniero come potenziale nemico. Dalla caduta dell´impero romano l´Europa non ha più conosciuto alcuna forma di unificazione a lungo termine. Essa è costitutivamente la patria della diversità, è fatta di differenze: volerle unificare è assurdo, così come sarebbe ridicolo voler perseguire l´integrazione culturale per ottenere un melting pot analogo quello degli Stati Uniti. C´è invece bisogno, almeno nel presente, di incoraggiare la condivisione di una struttura istituzionale e di un patriottismo costituzionale, in modo che gli stati membri vecchi e nuovi seguano regole intonate ai principi democratici, alla diffusione dei diritti umani e all´adattamento a nuove strutture economiche. L´intera struttura deve venir rafforzata, specialmente per le generazioni europee più giovani, da un sistema educativo teso a creare una cittadinanza europea, la cui ricchezza deve prodursi catalizzando le differenze all´interno di un progetto di crescita condiviso. Oggi l´Europa – soprattutto alla luce del suo passato coloniale – non …

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Meno sorrisi, più riforme

Bankitalia bacchetta il governo e chiede riforme strutturali. Draghi: “Nel 2010 tasso di disoccupazione al 10% e Pil a -5%”. La crisi c’è, i lavoratori sono a rischio, il governo deve smetterla di rimandare gli interventi strutturali. In parole semplici si potrebbe riassumere così l’intervento Governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Le linee guida indicate all’esecutivo presuppongono un assetto tutt’altro che roseo, in cui a farla da padrone sono cifre e statistiche tutt’altro che incoraggianti. Durante la conferenza annuale della Banca d’Italia Draghi ha annunciato un’inflessione del Pil pari al -5% per l’anno 2009, che si andrà ad aggiungere al -1% del 2008. La conseguenza più drammatica di questa previsione sarebbe l’innalzamento del tasso disoccupazione, che nell’anno corrente potrebbe toccare il 10%, 1,5% in più rispetto alla stima odierna. Inoltre “l’operare degli stabilizzatori automatici dovrebbe accrescere il disavanzo pubblico nell’anno in corso di circa 2 punti percentuali del prodotto, a oltre il 4,5%; nel 2010, il disavanzo potrebbe superare il 5%”. Come uscirne? Draghi consiglia al governo alcune misure, in realtà talmente scontate che Berlusconi & …

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Prendi i soldi e scappa

“Il Sud ha dato tanti voti al Pdl, e un anno dopo il ringraziamento del governo e’ stato quello di tagliare 17 miliardi di euro dai fondi Fas”. Così Dario Franceschini, in visita al Centro Nazionale di Ricerca di Napoli, commenta una delle tante “magie” del governo: circa la metà dei fondi per le aree sottosviluppate sono scomparse, per poi riapparire nelle voci più disparate del bilancio, fra cui il terremoto in Abruzzo, quote latte e taglio dell’Ici. In questo modo, non si è fatto altro che mortificare territori che ogni giorno lottano per la sopravvivenza e che, oltre alla criminalità organizzata, adesso dovranno fare i conti con uno Stato che non c’è, almeno per loro. ”Nel sud ci sono enormi potenzialita’ – ha detto Franceschini – ma servono uomini giusti”. Uomini come Gino Nicolais, candidato alla provincia di Napoli, “con la sua storia, e’ una garanzia e ciò che promette troverà realizzazione”. Il difficile e scricchiolante rapporto tra il Mezzogiorno d’Italia e l’indifferenza, se non addirittura ostilità, del governo ha cominciato pochi giorni fa …

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