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“Scuola, la protesta delle mamme: beffate sulla scelta del tempo pieno”, di Maristella Iervasi

Vanessa è una mamma che lavora nell’archivio di un grande giornale nazionale ed ha un figlio che andrà in prima elementare il prossimo settembre. Federico è stato iscritto nella scuola del quartiere, la «Vincenzo Cuoco» di Roma, nello stesso istituto dove il bambino frequenta l’ultimo anno di materna. Presentando la domanda di iscrizione, la famiglia ha scelto per il figlio il tempo pieno. Ma qualche giorno fa l’amara sorpresa: scorrendo la graduatoria dei bambini ammessi nell’istituto didattico comprensivo del quartiere Marconi, la sua mamma ha scoperto che Federico pure avendo tutti i requisiti avrà invece il maestro unico.
Vanessa lì per lì ha sperato in un errore. Con l’angoscia nel cuore è entrata subito in segreteria per chiedere spiegazioni. Ma nulla da fare. Per Federico c’è solo è soltanto il maestro unico. E non è l’unico caso isolato. Da Roma al Piemonte cresce la protesta delle mamme: «Siamo stati beffati. Il ministro e lo stesso Berlusconi ci hanno più volte ripetuto che le famiglie potevano scegliere, che non ci sarebbero stati tagli al tempo pieno. E invece…», si legge sui vari blog. Per ora è scattata una raccolta di firme, ma non è escluso l’«assedio» a Montecitorio.
È l’effetto Gelmini. La pesante cura dimagrante imposta all’istruzione (tagli agli organici, abolizione del modulo e delle compresenze in cattedra) comincia a mostrare la cruda realtà: il mero aspetto finanziario dell’operazione. Altro che riforma e lotta agli sprechi. E il tutto a discapito di studenti e famiglie.
La Vincenzo Cuoco di Roma ha perso una classe a tempo pieno. Dalle attuali 3 e una a modulo ha ottenuto solo un 2+2. E Federico non è certo un caso isolato. «Mio figlio è rimasto fuori – denuncia la sua mamma – perché la graduatoria è stata stilata in base alla data di nascita». Criteri decisi dal Consiglio d’istituto. Federico e altri 15 bambini sono stati accettati in prima ma a loro non è permesso restare a scuola fino alle 16.30. Tutti i nuovi alunni nati dopo il 15 ottobre verranno affidati alle «cure» del maestro unico con pranzo a casa per 3 giorni alla settimana. E le famiglie protestano per la lotteria sulle iscrizioni.
Il maestro unico piace solo alla Gelmini. Solo il 3% delle famiglie ha scelto il maestro unico nella scuola elementare. Il 27% ha scelto il tempo pieno con punte del 70% nelle città del Nord. Il resto ha chiesto il “vecchio” modulo. E non finisce qui. La scuola viene «governata» con circolari che precedono i decreti. E la Gelmini offre organici tarati sulle 27 ore di scuola, di cui 2 sono destinate alla religione cattolica: gli unici docenti “intoccabili” della controriforma.
Domani in piazza i Cobas e gli studenti dell’Onda contro il taglio di 57 mila docenti per l’anno scolastico 2009-2010, l’aumento della precarietà nella scuola e le proposte di legge Aprea e Cota. È prevista una manifestazione in viale Trastevere sotto le finestre della Gelmini e un corteo fino al Senato-Piazza Navona.

L’Unità, 15 maggio 2009

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