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Terremoto: un decreto ancora da migliorare

Dieci sono ancora i nodi prioritari da sciogliere sul decreto legge per l’Abruzzo. Per questo il Pd ha presentato in Senato un pacchetto di miglioramenti all’intervento del Governo che vanno dalla governance, alla certezza delle risorse per gli enti locali, per le persone colpite dal terremoto e per far ripartire l’economia abruzzese.

“Il testo reca il segno della nostra battaglia ma presenta ancora vistose lacune. Non condividiamo una impostazione che estromette i sindaci dalla ricostruzione”, ha dichiarato il capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro. Per il Pd “non è accettabile che ai sindaci venga attribuito solo un limitato potere sui centri storici, mentre per tutto il restante territorio e per le altre strutture pubbliche si voglia introdurre un accentramento di poteri e gestione di risorse senza precedenti nei programmi di ricostruzione”.

“Siamo vigili e attenti perché non siamo convinti che la copertura del provvedimento sia adeguata”, ha spiegato la Finocchiaro lamentando il fatto che nel testo non ci sia “nulla sui professionisti e le imprese, sul restauro del patrimonio storico, sull’università”.

Il modello da seguire è quello utilizzato per la ricostruzione dopo il sisma in Umbria: “Quella è stata riconosciuta come buona prassi, visto che dopo 10 anni la ricostruzione è’ stata quasi ultimata. Per questo appare strano che quel modello si abbandoni per estromettere i sindaci dalla ricostruzione”. Il Pd apre una riserva per decidere il voto in aula sul decreto: “Vedremo che testo esce, riuniremo l’assemblea con i colleghi della Camera e decideremo”, ha concluso la Finocchiaro.

“Sul testo attuale non vi è alcuna certezza per le attività economiche, di servizi e professionali – ha detto Luigi Lusi, senatore Pd – mentre serve far ripartire il volano dell’economia”. Per quanto riguarda la zona franca urbana “il governo – ha continuato Lusi – ha messo i soldi sul 2009 mentre questa partirà dal 2010. C’è il rischio concreto che i tempi occorrenti per l’autorizzazione dell’Ue e la limitazione quantitativa e temporale della copertura possano vanificare l’efficacia della norma”.

La forte iniziativa del Partito democratico, che ha pressato governo e maggioranza per apportare consistenti modifiche al decreto sul terremoto, ha consentito di conseguire, tra gli altri, i seguenti importanti risultati:

sulla prima casa abbiamo ottenuto una formulazione definitiva del riconoscimento del costo integrale per la ricostruzione o l’acquisto delle case distrutte, con una previsione solo opzionale del credito di imposta e del finanziamento agevolato, nel senso che tali ultimi strumenti possono essere attivati solo su richiesta dell’interessato.
La precisazione del diritto ad ottenere l’integrale ristoro dei danni per l’abitazione principale, evidenzia ancora di più il permanere della grave insufficienza della copertura finanziaria, in particolare per il 2009, anno nel quale non vi è alcuna certezza sulla disponibilità di risorse per la ricostruzione.
Su tale aspetto il Pd ha presentato uno specifico emendamento finalizzato ad integrare la copertura finanziaria per il 2009, prevedendo un ulteriore stanziamento di almeno 1 miliardo di euro a valere sul Fondo strategico per il Paese che, sulla base dei dati forniti dalla Ragioneria dello Stato, presenta una disponibilità di risorse non impegnate fino a 7,5 miliardi di euro.

E’ stato accolto un importante emendamento del Pd che prevede l’attribuzione di un contributo massimo di 10 mila euro per i lavori di riparazioni di limitata entità dei fabbricati lesionati; nonché di 2.500 euro per ciascuna unità abitativa per i lavori condominiali.
Tale previsione colma un vuoto del decreto e consentirà a migliaia di famiglie di effettuare lavori urgenti per rientrare nelle proprie case e lasciare gli alberghi e le tende.

E’ stata introdotta a possibilità per il Cipe di istituire zone franche urbane all’interno della provincia dell’Aquila, previa autorizzazione dell’Unione europea. Ciò in accoglimento di emendamenti sia del Pd che dei senatori della maggioranza.
La riformulazione del testo da parte del relatore ha, però, peggiorato la previsione finanziaria limitando lo stanziamento a 45 milioni di euro e solo per il 2009.
C’è il rischio concreto che i tempi occorrenti per l’autorizzazione dell’Ue e la limitazione quantitativa e temporale della copertura possano vanificare l’efficacia della norma.
Il Pd ha presentato emendamenti per migliorare il testo e garantire la copertura finanziaria anche per il triennio 2010-2012.

E’ stata introdotta una norma che prevede l’immediata entrata in vigore delle norme di sicurezza antisismica per tutte le nuove costruzioni, che nel recente Decreto cosiddetto Milleproroghe era stata rinviata per l’ennesima volta.
Il Pd esprime soddisfazione per i risultati raggiunti, frutto della sua decisa iniziativa politica e del lavoro in Commissione nonché delle forti istanze provenienti dal territorio, ma ritiene che il testo all’esame dell’aula sia ancora insoddisfacente.
Ciò che abbiamo ottenuto sulla prima casa era già in partenza garantito per tutti gli altri terremoti, mentre per l’Abruzzo il Governo aveva proposto una formulazione confusa e gravemente limitativa dei diritti delle famiglie danneggiate.

LE 10 BATTAGLIE PRIORITARIE DEL PD

Molte sono ancora, però, le risposte che mancano. Gli emendamenti presentati per l’Aula dal Pd insistono particolarmente sui seguenti punti prioritari:

coinvolgimento e attribuzione di funzioni e poteri certi ai Sindaci, al Presidente della Provincia e al Presidente della Regione per la ricostruzione sulla base delle rispettive competenze. Non è accettabile che ai sindaci venga attribuito solo un limitato potere sui centri storici, mentre per tutto il restante territorio e per le altre strutture pubbliche si voglia introdurre un accentramento di poteri e gestione di risorse senza precedenti nei programmi di ricostruzione. E’ altresì grave che al Presidente della Provincia non vengano riconosciuti neanche i poteri per le competenze proprie dell’Ente, quali l’edilizia scolastica, le strade e le infrastrutture provinciali, ecc.;

certezza delle risorse finanziarie a partire dal 2009, con priorità per le prime abitazioni ma prevedendo stanziamenti certi e congrui per le case secondarie, compresi i palazzi storici dei privati che costituiscono un patrimonio molto importante dell’economia locale, di cui va garantita la ricostruzione anche per salvaguardare l’integrale recupero dei centri storici;

previsione di stanziamenti certi per la ricostruzione di aziende e studi professionali e risarcimento delle perdite economiche subite, per garantire una rapida ripresa dell’economia. Sul testo attuale non vi è alcuna certezza per le attività economiche, di servizi e professionali;

miglioramento del testo e integrazione di risorse per la zona franca urbana;

stanziamento di risorse per coprire le minori entrate dei Comuni e delle aziende pubbliche ricomprese nella zona del terremoto;

esclusione dal Patto di stabilità per gli enti locali delle spese relative alla riparazione dei danni derivanti dall’evento sismico e per la messa in sicurezza di immobili pubblici ed edifici scolastici;

stanziamenti di risorse dal 2009 per le principali istituzioni pubbliche. Nuovo campus universitario, ospedale, più risorse per l’edilizia scolastica ed eliminazione dei tagli della Gelmini, recupero uffici giudiziari e dei principali beni culturali;

attribuzioni di maggiori certezze per i Comuni terremotati fuori dal primo elenco del Commissario, al fine di garantire solo il risarcimento dei danni materiali ed economici e le spese per l’emergenza, nonché l’esclusione dal patto di stabilità per le spese originate dall’evento sismico. Ciò anche per evitare una pressione sull’ampliamento dell’elenco dei Comuni ricompresi in fascia A;
trasparenza e controllo successivo sulle ordinanze del Commissario straordinario;

inserire gli interventi per l’adeguamento antisismico tra i lavori che beneficiano della detrazione fiscale del 55%.

A.Dra

www.partitodemocratico.it, 20 maggio 2009

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