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Interrogazione del Pd al Governo in merito ad ipotesi di regolarizzazione di badanti e colf extracomunitari

A seguito della interrogazione del Pd, riportiamo l’intervento dell’On. Bressa a illustrazione della stessa, la risposta del Ministro Elio Vito e la replica del Deputato:
Presidente, Ministro Vito, un suo collega, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla famiglia, Carlo Giovanardi, ha dichiarato: «le nuove norme sulla sicurezza saranno efficaci soltanto se accompagnate da un provvedimento indirizzato agli extracomunitari già in Italia con un rapporto di lavoro in
essere che non possono trasformare in contratto di lavoro in quanto irregolari». Lo stesso chiede al Presidente del Consiglio dei ministri di mettere all’ordine del giorno un provvedimento di urgenza soprattutto per quanto riguarda l’emergenza colf e badanti. Ora si può e si deve – continua Giovanardi – risolvere questo problema che riguarda centinaia di migliaia di famiglie italiane e centinaia di migliaia di lavoratori extracomunitari.
A parte il fatto che ci sarebbe da chiedersi dove era il sottosegretario Giovanardi quando noi in quest’Aula paventavamo questo effetto disastroso della vostra legge, come mai il Ministro Calderoli, il Ministro Maroni, il Ministro La Russa hanno detto: mai una regolarizzazione? In questo panorama confuso, per non dire ottenebrato, qual è la posizione il Governo?

Il Ministro per i rapporti con il parlamento, Elio Vito, ha facoltà di rispondere.

ELIO VITO, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, mi auguro di poter soddisfare le richieste di chiarimento dell’onorevole Bressa e della successiva interrogazione dell’onorevole Vietti, che verte sulla medesima questione. Perciò avrei organizzato così le risposte a nome del Governo (che parla sempre nella sua collegialità, onorevole Bressa): con la risposta alla prima interrogazione daremo alcuni dati sulle domande relative ai flussi dell’immigrazione e alle risposte che sono state date con i relativi decreti sui flussi – che sono atti amministrativi, come sa bene l’onorevole Bressa – e con la risposta alla seconda chiariremo l’impatto delle nuove norme e gli effetti che il Governo ritiene si possano anche assumere per il futuro, tenendo comunque in chiaro che il Governo non vuole assolutamente negare il rilievo sociale ricoperto dalle cosiddette badanti, che assicurano delicati compiti di sostegno dei soggetti anziani, disabili e alle famiglie che, per la loro condizione, sono bisognosi di particolari cure ed assistenza.
Il decreto sui flussi per l’anno 2007, onorevole Bressa, relativo alla programmazione transitoria dei flussi di ingresso, ha stabilito 170 mila quote di ingresso, articolate in base a quote destinate alle cosiddette regioni nazioni privilegiate (si fa riferimento alla provenienza da Paesi con cui esistono accordi bilaterali in materia di ammissione), quote per cittadini stranieri di altre nazionalità, quote relative a conversioni, quote destinate ai lavoratori formati all’estero e via dicendo. A fronte delle 170 mila quote disponibili sono state registrate domande fino al 31 maggio 2008 per oltre 700 mila richieste di ingresso. In base agli ultimi dati forniti dal Ministero dell’interno, le richieste di assunzione dei lavoratori stranieri nel settore del lavoro domestico e di assistenza alle persone sono stati complessivamente circa 420 mila, di cui 250 mila provenienti dalle nazioni privilegiate a cui ho fatto riferimento.
Per l’anno 2008 è stato invece adottato un decreto di programmazione dei flussi di ingresso che ha autorizzato 150 mila ingressi e che, proprio per dare riscontro alle richieste presentate nell’ambito del decreto flussi 2007, ha avuto particolare riguardo, con una massima prevalenza, riservando le assunzioni proprio al settore del lavoro domestico e di assistenza alle persone.
Con le quote stabilite dal decreto flussi 2008 si ritiene di poter dare riscontro a tutte le richieste di assunzione nel settore del lavoro domestico e di assistenza alla persona presentate fino al 31 maggio 2008, con particolare riferimento ai lavoratori appartenenti alle cosiddette altre nazionalità. Potrebbe quindi restare scoperto solo un numero di quote relativo ai lavoratori riguardanti le cosiddette nazionalità privilegiate e comunque, a fronte del numero complessivo di richieste di assunzione di lavoratori stranieri da impiegare nel settore del lavoro domestico e di assistenza alle persone, finora sono stati già rilasciati circa 95 mila nulla osta al lavoro. Probabilmente occorreranno alcune altre riflessioni, ma che non potranno essere assolte in materia di decreto flussi che, come dicevo prima, è un atto amministrativo.
Con la successiva risposta, se avrà la cortesia di attendere onorevole Bressa, potremo anche vedere quali sono gli effetti che il Governo presume possano avere o non avere le nuove norme in materia di sicurezza e come il Governo intende andare incontro alle esigenze delle famiglie.

On. Bressa – Signor Presidente, nel manifestare perplessità per la singolarità di una risposta «a scatti», comunque accetto quello che è stato detto. Tuttavia non posso che dichiararmi profondamente insoddisfatto, sostanzialmente per la reticenza e per non aver centrato il problema della nostra interrogazione.
Vi avevamo messo in guardia: solo adesso vi accorgerete dell’effetto devastante dell’introduzione del reato di clandestinità? Voi eravate in qualche modo ubriacati dalla vostra propaganda e continuate ad essere ubriachi di propaganda: non vi rendete conto di quale sia la realtà del nostro Paese. La realtà è che l’irregolarità nel nostro Paese è la normalità, perché la legge Bossi-Fini, consentendo di entrare in Italia per lavorare solo su chiamata, ha ridotto a pochissimi casi questa fattispecie. Per non parlare poi dei ragazzi che sono nati in Italia e che, al compimento del diciottesimo anno d’età, diventano automaticamente irregolari. Quante sono in Italia le persone che si trovano in questa situazione?
Signor Ministro, non imbrogli con le cifre: proprio sui dati del Ministero dell’interno riferiti al 2007 relativi alle richieste di permesso di soggiorno, noi sappiamo che le richieste inevase allora erano 420 mila, il che vuol dire che abbiamo almeno 420 mila irregolari. Quanti si saranno aggiunti a questi 420 mila, da allora ad oggi?

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