Mese: agosto 2009

Sull’immigrazione il centrodestra reagisce con insulti

Si chiedano perché le organizzazioni Ue e Alto Commissariato chiedono chiarimenti “La reazione difensiva sul tema dei respingimenti è fatta solo di aggressioni, insulti e intimidazioni’. ‘Si domandino – ha detto Franceschini – perche’ non l’opposizione, ma l’Ue chiede chiarimenti rispetto alla politica dei respingimenti e al rispetto del diritto di asilo politico. Si chiedano perché l’Alto commissariato, che opera nel rispetto del mandato ricevuto dall’Onu e in base alla Convenzione di Ginevra denuncia le violazioni al diritto internazionale contenute nelle azioni di respingimento, da ultima quella dei somali. L’unica risposta è l’intimidazione nei confronti delle persone fisiche: dopo i giornalisti è la volta dei funzionari delle organizzazioni internazionali”. È l’opinione di Dario Franceschini sull’immigrazione ad un’iniziativa a Riccione. Condividi

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“Il Pd è la garanzia di stabilità per il Paese”, di Andrea Draghetti

Attualità politica, accordi e possibili alleanze. Alla Festa Democratica ne hanno parlato Fioroni e Cesa Un incontro tra rivali politici e un dibattito tra amici. In estrema sintesi, questo potrebbe essere il riassunto dell’appuntamento alla Festa Democratica tra Giuseppe Fioroni, responsabile Istruzione del Pd e Lorenzo Cesa, segretario del Udc. Intervistati dal direttore del Tg3, Antonio Di Bella, hanno discusso di attualità politica, di programmi e di possibili alleanze elettorali già dalle prossime elezioni regionali del 2010. Immigrazione e Libia. Di Bella ha voluto introdurre il dibattito puntando l’indice sul sit-in organizzato dal Udc davanti all’ambasciata libica proprio in concomitanza della visita di Berlusconi a Gheddafi per celebrare l’accordo diplomatico tra Italia e Libia. “Un gesto simbolico, un gesto composto – ha risposto Cesa – proprio per ribadire la distanza e l’opposizione ad un trattato che l’Udc ritiene sbagliato. Dare 5 miliardi di dollari in cambio di nessuna garanzia, e per giunta darli ad un dittatore che non rispetta i diritti umani è sbagliato. Va bene l’amicizia nei confronti della Libia ma non accordi di …

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“Sì, formiamo insegnanti. Ma poi chi li assume?”, di Giunio Luzzatto*

Il ministro Gelmini ha lanciato, con grande evidenza mediatica, la sua proposta di un Regolamento per la formazione degli insegnanti della scuola di domani, che avverrebbe in un anno di “Tirocinio formativo attivo”. Non ha chiarito che esso non affronta il problema delle modalità di assunzione di chi sarà stato formato, né del fatto che si tratta, appunto, di una proposta; per divenire decreto essa ha ancora bisogno di un parere delle commissioni parlamentari e di quello del Consiglio di Stato. Quest’ultimo non può essere dato per scontato. Infatti il provvedimento costituisce l’attuazione di una norma della Finanziaria 2008, che prevede un Regolamento atto a disciplinare contestualmente sia la formazione iniziale sia il reclutamento dei docenti. Si pone perciò il quesito: è legittimo che il governo attui tale disposizione tramite un testo che affronta solo una delle due questioni indicate dalla norma base, senza dare risposta all’altra questione? Non si tratta di un cavillo: la Finanziaria 2008 voleva proprio stabilire che si sarebbero attivate le nuove procedure di formazione in quanto vi è la necessità …

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“«Io, il Gregoretti furioso e questa tv malata…»”, di Valerio Rosa

Quando la Rai inaugurò il suo regolare servizio di trasmissioni, Ugo Gregoretti vi lavorava da un mese. Era già talmente scapestrato e ingestibile, che i suoi superiori definivano «gregorettate» le alzate d’ingegno di chiunque volesse aggirare i limiti imposti dall’asfissiante censura democristiana. Eppure in quei limiti lei ha individuato, come Queneau con i «contraintes» che si autoimponeva, uno stimolo creativo. «C’era una censura capillare, che non esplodeva soltanto in casi eclatanti come la vicenda di Dario Fo a Canzonissima, ma che era pane quotidiano. I responsabili dei programmi erano più realisti del re, più servi di quanto fosse necessario, ma in ogni caso privi dell’indecenza, della volgarità e dell’arroganza dei loro omologhi attuali. Noi però eravamo una strana generazione di giovani raccomandati, come Eco, Vattimo e Furio Colombo, che entrarono grazie a un concorso truccato con cui Guala travasò nell’azienda i migliori cervelli della gioventù cattolica, e aguzzavamo l’ingegno per fare breccia in questa maglia fittissima di prigionia censoria. Qualche volta ci riuscivamo, suscitando pandemoni». In quel clima lei si impose come una sorta di …

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“4 risposte da Mimmo Pantaleo”, di Felicia Masocco

1. Insegnanti sui tetti Sono persone che rimangono senza lavoro, disperati ed esasperati. Le proteste dei questi giorni, come quella dei coniugi di Caserta che hanno minacciato di lanciarsi da una finestra perché rimasti senza incarico, sono spia di tensioni sociali che rischiano di non essere governate. 2. Che fare È fissato un incontro per il 3 settembre, ma è chiaro che non si può continuare a discutere su tavoli tecnici. Sono necessarie misure concrete, a cominciare dagli ammortizzatori sociali per chi resta senza lavoro, e dalla copertura dei posti rimasti vacanti. E serve una drastica revisione dei tagli. 3. Licenziamenti di massa I precari della scuola pagheranno conseguenze pesantissime per la scelta del governo di tagliare la spesa per l’istruzione. Sono tagli che mettono una seria ipoteca sulla qualità della formazione oltre che sull’occupazione. 4. La mobilitazione Se dovessimo constatare il solito rinvio delle decisioni o il solito scaricabarile tra questo e quel ministro non staremo fermi. Scenderemo in campo già ai primi giorni di settembre con iniziative di mobilitazione fino allo sciopero generale …

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