scuola | formazione

“Lombardia: la scuola è iniziata, ma non per tutti”, di Silvia Ferrario

A distanza di un mese dall’inizio dell’anno scolastico, numerose sono le segnalazioni pervenute a LEDHAScuola (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), da parte di famiglie di bambini e ragazzi con disabilità della Lombardia, che lamentano soprattutto un’inadeguata e insufficiente assegnazione delle ore di sostegno ai loro figli, fino ai casi limite di quegli alunni con disabilità che ancora non hanno potuto cominciare le lezioni per il ritardo nel reperimento degli insegnanti

Ci sono bambini come Alessandro, che frequenta la seconda elementare, costretto ad andare a scuola solo al mattino o come Jacopo, affetto da autismo, che deve uscire alle 14 dalla scuola materna e non può svolgere le attività pomeridiane con i compagni. Stefano, invece, non ha più trovato all’inizio dell’anno scolastico la sua insegnante, sostituita con un’altra e ora non vuole più andare a scuola, mentre Afef, bimbo con grave disabilità figlio di immigrati regolari, è stato invitato dal suo Comune – che non ha predisposto l’assistenza educativa che solitamente supplisce alle carenze del sostegno – a «ripassare più tardi»: per lui la scuola materna inizierà a gennaio!

Sono quanto mai numerose le segnalazioni di questo tipo pervenute nel primo mese dell’anno scolastico a LEDHAScuola (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), da parte di famiglie di bambini e ragazzi con disabilità della Lombardia. Altre gravi problematiche riguardano l’ormai cronica mancanza di continuità didattica e il sovraffollamento delle classi.
A proposito di quest’ultimo, è necessario ricordare che l’abolizione per decreto (il DPR 81/09) del tetto massimo di alunni con disabilità in ogni classe e l’accorpamento delle classi successive alla prima (dove almeno il numero di alunni non dovrebbe essere superiore a 20) hanno portato in alcuni casi alla compresenza di tre o più alunni con disabilità, fatti che fanno tornare alla memoria le classi differenziali e che compromettono seriamente la qualità del servizio di istruzione nel suo complesso [su questo si legga, nel nostro sito, in particolare il testo disponibile cliccando qui, N.d.R.].

Nonostante le rassicurazioni del Ministero, quindi, anche in Lombardia la situazione è “effervescente” e si preannunciano numerosi ricorsi Tribunali Amministrativi Regionali (TAR). Per rispondere alle numerose richieste di aiuto delle famiglie, la LEDHA ha recentemente pubblicato sul proprio sito un vademecum a cura del Servizio Legale della LEDHA stessa, con le indicazioni su come comportarsi per tutelare il diritto allo studio e all’inclusione scolastica dei propri figli con disabilità [lo si legga cliccando qui. Altro documento molto utile sul tema della scuola è quello curato per Superando da Francesco Marcellino, raggiungibile cliccando qui, N.d.R.].
Come infatti evidenzia Gaetano De Luca del Servizio Legale LEDHA, «la realtà di questi giorni ci dimostra purtroppo che l’esistenza di un chiaro quadro normativo, di numerose sentenze della magistratura e perfino di Linee Guida emanate recentemente dal Ministero, non è sufficiente a garantire una corretta predisposizione degli strumenti a sostegno dell’inclusione scolastica». Nel caso in cui le ore di sostegno assegnate siano inferiori alle effettive esigenze dell’alunno – cosi come stabilito dagli specialisti e dal gruppo di lavoro operativo responsabile della progettazione educativa individualizzata (il cosiddetto “GLH operativo”, ai sensi dell’articolo 12, comma 5 della Legge 104/92) – occorre quindi agire rapidamente, proponendo un ricorso cautelare d’urgenza presso il Tribunale Amministrativo Regionale territorialmente competente.

LEDHA Scuola è un gruppo di lavoro e di coordinamento promosso dalla LEDHA sul tema dell’integrazione scolastica delle persone con disabilità. Composto da leader associativi e operatori esperti delle associazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie, è il primo gruppo interassociativo sorto in Lombardia per dare informazione e formazione alle associazioni stesse sul diritto all’inclusione scolastica e per affiancarsi ai referenti LEDHA, che si confrontano con le istituzioni su quanto accade ai bambini e ai ragazzi con disabilità in Italia e in modo particolare nella Regione lombarda.

Superando.it, 15 ottobre 2009

Condividi