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“Meno inglese, più italiano così cambia la scuola superiore”, di Salvo Intravaia

Meno Latino e Filosofia allo scientifico, meno ore di Lingua straniera in quasi tutti gli indirizzi, più italiano negli istituti tecnici e professionali. La riforma degli istituti superiori è ai nastri di partenza. Tra poche settimane (le iscrizioni andranno presentate entro fine febbraio 2010) circa 500 mila ragazzini di terza media si ritroveranno a fare la scelta più importante della loro vita scolastica. E a viale Trastevere fervono i preparativi per la campagna di informazione che nei prossimi giorni raggiungerà genitori e figli ancora all´oscuro di quadri orario e materie su cui dovranno cimentarsi dal prossimo anno scolastico. Dopo le proteste dei mesi scorsi e i confronti – spesso tumultuosi – con i rappresentanti di categoria, i regolamenti che metteranno ordine nella giungla dell´istruzione superiore italiana sono pronti. Al posto degli oltre 800 indirizzi sperimentali attualmente funzionanti in Italia i ragazzini dovranno districarsi fra 27 opzioni: 10 licei, 11 istituti tecnici e 6 istituti professionali. Ma cosa c´è nel futuro scolastico di coloro che studieranno nella scuola riformata? Meno ore di lezione e meno materie per tutti. Sembra proprio questa la direzione in cui si è diretto il governo. E dopo mille correzioni, limature e aggiustamenti dei 27 istituti superiori gelminiani si conoscono anche i cosiddetti curricula: materie e ore di lezione di tutti gli anni. Insomma: tutto pronto. Al liceo classico, dove le sperimentazioni coprono l´80 per cento dei corsi, le ore calano drasticamente. È il caso della sperimentazione in lingua straniera (circolare ministeriale 198/092) che lascerà sul campo in media 3 ore settimanali di lezione, tutte di lingua straniera, ovviamente. Stesso discorso per i licei scientifici, dove è diventato difficile trovare un corso tradizionale: il 55 per cento di studenti studia in corsi di Piano nazionale informatica (Pni) e 23 su 100 in corsi bilingue. Anche per loro c´è all´orizzonte un calo delle ore di Latino, Inglese, Matematica e Fisica, con un recupero parziale di lezioni di Scienze. Passando agli istituti tecnici e agli istituti professionali non c´è bisogno di fare troppi conteggi per rendersi conto che i ragazzi staranno tra i banchi parecchie ore in meno. Finora, chi ha frequentato l´istituto tecnico commerciale, anche quello ad indirizzo tradizionale, si è dovuto sobbarcare 36 ore settimanali di lezione. Che arrivano a 38 all´istituto tecnico industriale e a 40 negli istituti professionali. Per diventare provetti ragionieri, geometri, periti tecnici o cuochi occorreva passare a scuola dalle 6 alle 8 ore al giorno. Ma dal prossimo anno tutto questo sarà un “brutto ricordo”: 32 ore settimanali per tutti, dai tecnici ai professionali. Si studierà meno Inglese, Matematica ed Economia aziendale all´istituto tecnico commerciale. E meno Geografia (che scompare) ed Elettrotecnica ed Elettronica all´industriale (ad indirizzo Elettronico ed Elettrotecnico). Ma si recupera con l´italiano che aumenterà leggermente. E soprattutto niente più ragionieri o geometri: dal 2010/2011 i vecchi istituti saranno sostituiti rispettivamente dagli indirizzi di Amministrazione, finanza e marketing e da Costruzioni, ambiente e territorio.

La Repubblica, 16 ottobre 2009

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