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Precari, sventato il colpo di mano del governo

Ghizzoni e Miglioli: “Il voto di ieri ha un significato politico: è stata la maggioranza a prendere le distanze dalle politiche miopi e discriminatorie del ministro Gelmini”.
“Abbiamo sventato un colpo di mano del governo contro i diritti dei precari nella scuola”. Così gli On. Manuela Ghizzoni e Ivano Miglioli commentano l’approvazione dell’emendamento, voluto dal Partito democratico, al decreto cosiddetto “salva-precari”. I due parlamentari sono intervenuti in aula e hanno partecipato attivamente alla discussione sul decreto del governo.

“Il governo e’ stato costretto a fare dietrofront – dicono Ghizzoni e Miglioli – e a rivedere totalmente una disposizione che, se approvata, avrebbe scippato il futuro ai docenti non di ruolo della scuola, condannandoli al precariato a vita. La norma originaria – voluta dal Governo – prevedeva infatti che i contratti a tempo determinato dei precari della scuola non potessero mai, “in alcun caso”, trasformarsi in tempo indeterminato. Prevedeva altresì l’impossibilità di maturare gli scatti biennali ai fini retributivi. Insomma, una norma fortemente discriminatoria e per questo illegittima.”

“Grazie alla decisa opposizione del Partito Democratico, la disposizione è stata completamente riformulata: l’anzianità di servizio resta, così come la possibilità di trasformare il contratto da tempo determinato a indeterminato con l’immissione in ruolo”. “Ma il voto di ieri – concludono Ghizzoni e Miglioli – ha anche un significato politico: è stata infatti la stessa maggioranza a prendere le distanze dalle politiche miopi e discriminatorie del ministro Gelmini”.

Il giudizio complessivo sul provvedimento resta negativo – precisano i due parlamentari del Pd – perché si inserisce, senza modificarla, nella politica scolastica del Governo, fondata sui tagli indiscriminati. I deputati modenesi registrano tuttavia positivamente che per la conversione in legge di questo decreto si sia finalmente scelta la strada giusta, quella del dibattito parlamentare e del confronto tra opposizione e maggioranza, che ha consentito all’opposizione di migliorare il testo originario varato dal governo.

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