Mese: Ottobre 2009

“In cinque minuti la banalità dell’inferno, ora sogno la ribellione del quartiere”, di Roberto Saviano

TUTTO normale. È questo che sembra essere il tempo e il modo di questa esecuzione di camorra. Normalità. Tutto normale scavalcare un morto per terra, tutto normale vedere un uomo che viene sparato alla testa e non far nulla, nemmeno gridare, o chiamare qualcuno. È tutto normale, non si corre, nessuno sente di dover far niente. La città è in guerra e si agisce come agiscono gli uomini in guerra ossia, strisciare, allontanarsi, non dare nell’occhio. Porta a casa la pelle, il resto vale zero. L’inferno c’è ed esiste e sono quei cinque minuti ripresi da una telecamera installata a Napoli, in via Vergini, nel quartiere Sanità. Scienza non insolita a Napoli negli ultimi trent’anni. Non insolita per le persone che la vivono come un’eventualità, come assistere ad un litigio o ad un tamponamento. L’assassino, l’uomo che uccide, è persona tecnicamente abile; molto probabilmente è un uomo che ha già ucciso. Vede il suo obiettivo, entra senza problemi nel bar, si fa un giro poi esce e spara tre colpi, secchi, ravvicinati, a pochi centimetri …

Finanziaria, a rischio il 5 per mille: “Affossato da Pdl e Lega”

Il senatore del Pd Barbolini: “La maggioranza ha votato contro i nostri emendamenti”. Ripartiti i fondi del 2007: 355 milioni di euro, di cui 234 al volontariato e 120 alla ricerca. 19 milioni di contribuenti lo avevano devoluto con l’ultima denuncia dei redditi. Per le associazioni di volontariato era una garanzia, per i 19 milioni di contribuenti che nell’ultima denuncia dei redditi avevano scelto di devolverlo una possibilità d’investire sulla ricerca o di sostenere i progetti in cui credevano. Eppure il 5 per mille è stato affossato. ”Colpa di Pdl e Lega nord”, denuncia il senatore del Pd Giuliano Barbolini, capogruppo in commissione Finanze. “E’ un paradosso, la misura era stata voluta dallo stesso Tremonti”, fa notare Legambiente. Barbolini spiega: ”Oggi nel corso della votazione della Finanziaria 2010 nelle Commissioni competenti la maggioranza ha votato contro i nostri emendamenti sul cinque per mille. Sia su quello che riprende i contenuti del Ddl che istituisce la misura ‘a regime’ fermo in Commissione da molti mesi, sia su quello che avrebbe ripristinato la copertura finanziaria per gli …

«Niente sarà più come prima», di Mario Deaglio

Il prodotto interno lordo italiano è caduto al livello di dieci anni fa, la produzione industriale italiana, con il suo balzo all’indietro del venticinque per cento rispetto al marzo 2008, è precipitata al livello addirittura di vent’anni fa. Lo ha osservato ieri il governatore della Banca d’Italia nel suo intervento in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio. Proiettate su questo sfondo sgradevole ma ineludibile, le polemiche relative al taglio dell’Irap appaiono piuttosto meschine, prive del grande respiro necessario per uscire bene dalla crisi. Occorre infatti osservare che mentre la caduta produttiva è stata all’incirca uguale per tutti i Paesi avanzati – si colloca attorno al 5 – 6 per cento del prodotto lordo rispetto agli ultimi valori pre-crisi – per economie come quelle tedesca, francese e americana che normalmente crescono dell’1,5 – 2,5 per cento l’anno, ci vorranno 2-4 anni per tornare ai livelli produttivi precedenti, sempre che la fragilissima tendenza positiva degli ultimi 2-3 mesi si consolidi davvero. L’Italia, al contrario, se dovesse tornare alla crescita a passo di lumaca alla quale ci siamo …

Lodo su lodo…arriveremo a Roma

Berlusconi ci riprova: in cantiere il “lodo Ghedini” per trasferire nella capitale i processi in corso a Milano. Anm: “Pronti alla protesta”. Bersani boccia la prosposta di La Russa su un lodo Alfano “costituzionale”: “Noi crediamo nell’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge”. Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a…barare. Il Berlusconi pensiero la vede così, soprattutto quando perdere la partita vorrebbe dire rinunciare alla poltrona e ritrovarsi ai polsi due bei braccialetti di ferro, al posto del solito Rolex. Contro la Corte costituzionale, che ha bocciato il suo lodo Alfano, contro la magistratura che osa trattare lui, il “primus super pares” come un comune mortale, contro l’opposizione che rifiuta una riforma della giustizia a misura di premier, scende in campo l’uomo della legge, l’avvocato Niccolò Ghedini. Evidentemente dimenticatosi di non essere il ministro della Giustizia, scavalca Angelino Alfano e propone la vera panacea ai problemi del premier: “Per i reati commessi dalle alte cariche il tribunale competente è quello di Roma”. Tutto da rifare, tutto da spostare. È questo il lampo di …

“Il governo in soccorso del Biografico”, di Antonio Carioti

Il caso La politica sostiene la continuazione del Dizionario. Il direttore, Mario Caravale: “È anche frutto della campagna sul Web”. Bondi: «Salviamolo utilizzando i fondi per i grandi progetti culturali» La politica corre in soccorso del Dizionario biografico de gli italiani. Si schierano a suo favore il presidente della Camera Gianfranco Fini e il Partito democratico. Ma soprattutto lo fa il governo con Sandro Bondi: «Considero il Biografico un’opera di prim’ordine per esperienza diretta, dichiara il ministro per i Beni e le attività culturali, in quanto io stesso ho avuto occasione di servirmene nelle mie ricerche di carattere storico. Quindi ho preso contatto con il presidente dell’Enciclopedia italiana, Giuliano Amato, per studiare insieme una via che consenta di proseguire e terminare l’opera, magari anche pi speditamente del previsto, senza abbassare in alcun modo il suo elevato livello scientifico». Bondi e Amato si sono sentiti ieri telefonicamente e hanno convenuto, si legge in un comunicato del ministero, «sulla necessità che le due istituzioni individuino le forme di collaborazione, soprattutto finanziarie, che possano rafforzare il Dizionario biografico …

“La vita ostaggio della politica”, di Stefano Rodotà

La vicenda parlamentare del testamento biologico ha conosciuto ieri una violenta accelerazione. Era imprevedibile? Non credo. Troppi segnali si erano accumulati negli ultimi tempi, troppe convenienze politiche si erano svelate perché si potesse prestar fede a qualche apertura, peraltro ambigua, venuta dalla maggioranza. La chiusura immotivata del confronto in Commissione, allora, assume un triplice significato. Smentisce la tesi secondo la quale la maggioranza è sempre disposta al dialogo, mentre l’opposizione è arroccata intorno a immotivate posizioni di rifiuto. Rivela una prepotenza che si dà una veste giuridica incostituzionale. Conferma la subordinazione della politica del governo a quella vaticana: non è un caso che la decisione del Pdl sia venuta all’indomani dell’incontro tra Gianni Letta e Benedetto XVI. 1. Giochi di potere. Da tempo in Vaticano vi era una fila lunga, e mortificante, di politici che portavano le loro offerte, racchiuse soprattutto in quel contenitore allettante che si chiama appunto testamento biologico e che sprigiona veleni tali da inquinare non solo l’ambiente istituzionale, ma l’intera società. Un’offerta sacrificale, dove le vittime sono le persone alle quali …

“Università, i rischi dell’autarchia”, di Luciano Modica

Dopo tre o quattro annunci in un anno ieri il progetto di riforma universitaria del ministro Gelmini è stato finalmente approvato dal governo. Gelmini ha puntato in alto. Articoli e commi per oltre diecimila parole che toccano molti dei nervi scoperti del nostro sistema universitario: dalla governance degli atenei ai concorsi, dallo stato giuridico dei docenti al diritto allo studio e ai premi per il merito degli studenti. Sarebbe auspicabile che il parlamento affrontasse con un dibattito molto attento questa gran messe di argomenti ma certo c’è da temere che i tempi di approvazione non saranno affatto rapidi. Anche perché il nervo più irritato di tutti, quello che riguarda le risorse finanziarie del sistema, è pudicamente sottaciuto. L’università italiana, la meno finanziata d’Europa secondo i dati Ocse, dovrà misurarsi tra due mesi con quel drastico taglio del 50% delle spese di funzionamento (al netto degli stipendi) che ha portato Francesco Giavazzi a prevedere che la maggior parte delle università chiuderà. In questa situazione porre l’intero sistema universitario in fibrillazione riformatrice è rischioso oltre che ingiusto: …