economia, lavoro

O. Giovanelli: “Primo, nessuno tocchi l’Irap senza prima risolvere il finanziamento del SSN. Secondo, subito i soldi che la pubblica amministrazione deve alle imprese. 50-60 miliardi da mettere in circolo subito”

La posizione di Legautonomie sulla situazione della nostra finanza pubblica, e in particolare sull’Irap, è arrivata forte e chiara con le parole del presidente Oriano Giovanelli, al termine della presentazione della ricerca Sda Bocconi-Legautonomie sulle Scelte di finanziamento degli enti locali, realizzata con il contributo di Unicredit: “Nessuno si azzardi a manomettere l’Irap finché non venga trovata una tassa o un contributo sostituivo che finanzi il sistema sanitario nazionale. Non facciamo un’altra disastrosa operazione Ici, continuando perversamente a ridistribuire il reddito dal basso verso l’alto, dai poveri verso i ricchi”.
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“Spostiamo – ha proseguito Giovanelli – il dibattito Irap-pmi o Irap-imprese su come far avere alle imprese i crediti che vantano con la P.A. nel più breve tempo possibile. Legautonomie ha una proposta: la Cassa Depositi e Prestiti, che sta cambiando la sua natura di sostegno alle politiche pubbliche, anticipi subito il pagamento dei crediti alle imprese. A sua volta la Cassa sarà pagata con tempi concordati dalla P.A. E’ un’operazione a costo zero sul fronte del debito pubblico, che può mettere in circolo – unitamente alla moratoria del patto per tutto il 2010 con la possibilità per gli enti locali di fare investimenti e quindi di aprire subito tanti piccoli cantieri – almeno 50-60 miliardi di euro”.

“ E’ tempo – ha concluso Giovanelli – di cambiare un’impostazione che si è rivelata rovinosa per il Paese e generato un Patto di stabilità perverso secondo cui gli enti locali sono solo centri di spesa da controllare ossessivamente. Gli enti locali non vogliono più soldi ma esigono la certezza delle proprie basi imponibili, la certezza di entrate proprie, l’efficacia e la giustezza di riscossione. Di questo possono e debbono rispondere ai cittadini, non di un Patto di stabilità che si risolve in una manovra di risanamento da rovesciarsi tutta sulle loro spalle”.

“Del resto – aveva detto il direttore dell’associazione,Loreto Del Cimmuto –, la formulazione annuale del Patto (Legautonomie propone di passare a una formulazione almeno triennale) indica che manca una vera cabina di regia della nostra finanza pubblica. Si pensi solo al fatto che alcuni provvedimenti del goveno o proposte di riforma come quella della contabilità pubblica spesso si sovrappongono a o addirittura configgono con la legge delega sul federalismo fiscale. Occorre rivedere l’approccio sulla finanza pubblica tra Governo e autonomie locali che deve essere cooperativo, come in altri paesi, e non top/down, con obiettivi stabiliti dall’alto e piccoli cambiamenti concessi dopo lunghi ed estenuanti contenziosi”.

Antonio Rosati, assessore alle politiche finanziarie e di bilancio della Provincia di Roma, ha dichiarato: “La forza di questa indagine sta nell’idea di un Patto di stabilità concordato con e calato negli eell, che ridefinisca premialità e penalità in modo che tutto il comparto degli enti possa contribuire a sostenere l’economia e possa valutare i sacrifici da compiere per il rigore dei conti pubblici. Non sono questi i tempi dell’imposizione ma della collaborazione. Perché noi siamo Stato”. Rosati ha voluto anche ringraziare Unicredit che, dopo la tempesta finanziaria, si è confermata banca che fa l’interesse del Paese.

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