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“Pochi volontari sulle strade, flop delle ronde fai da te”, di Vladimiro Polchi

“È prematura ogni valutazione – sostiene Giuseppe Forlani, prefetto a La Spezia e presidente dell’Associazione sindacale dei funzionari prefettizi – ma va detto che per ora le richieste dal territorio sono vicine allo zero. Il decreto è nato per regolamentare un fenomeno in corso, tenendo saldo il principio che non ci può essere alcuna sovrapposizione con le funzioni della polizia di Stato”. Forlani conferma che “neppure a La Spezia abbiamo ricevuto richieste di iscrizione negli albi della prefettura, ma c’è ancora tempo e sarà interessante vedere se il decreto riuscirà alla fine a intercettare il fenomeno”. Insomma, il rischio è che molte ronde già attive non chiedano un riconoscimento ufficiale, ma continuino ad agire informalmente sul territorio.

I tecnici del Viminale invitano però a non trarre valutazioni definitive, perché “il regolamento sulle ronde prevede una fase transitoria di sei mesi, fino all’8 febbraio prossimo, che consente alle associazioni di volontariato già esistenti di continuare a svolgere le attività di sorveglianza senza necessità di iscrizione. L’effettivo contributo delle nuove associazioni quindi potrà essere calcolato e giudicato soltanto tra qualche mese”.

Non solo. “Gli osservatori volontari – spiegano dal ministero dell’Interno – non potranno comunque svolgere la loro attività senza aver sostenuto un corso di formazione. Saranno poi i sindaci, ai quali le nuove norme riconoscono poteri di sicurezza urbana, a proporre al prefetto l’impiego delle associazioni che si saranno iscritte negli appositi elenchi”.

“Assistiamo a un flop annunciato”. I sindacati di polizia non hanno però dubbi e non nascondono la loro soddisfazione per il mancato assalto alle prefetture da parte delle aspiranti ronde. “È una buona notizia – sostiene Claudio Giardullo, segretario nazionale della Silp Cgil – ed è la dimostrazione che hanno funzionato i due divieti inseriti nel decreto: nessun finanziamento privato, né collegamento con formazioni politiche. Tentazioni, invece, che sono ben presenti tra gli aspiranti rondisti”. “La Carta costituzionale – osserva Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell’associazione nazionale funzionari di polizia – rispecchia quello che è il sentimento più profondo degli italiani, ovvero che la sicurezza non può che essere affidata allo Stato”.

La Repubblica, 4 novembre 2009

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