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“Requiem per la scuola pubblica” di Manuela Ghizzoni

Una lettera aperta dell’on. Manuela Ghizzoni del Pd

Caro direttore

Non mi ha sorpreso la lettera del gruppo di genitori del 3° circolo pubblicata ieri dal suo giornale. Purtroppo è la conferma di quello che l’opposizione parlamentare, i sindacati della scuola, i docenti, le famiglie, gli studenti vanno dicendo da tempo, senza che il governo si sia mai degnato di dare loro ascolto. Proteste, scioperi, interrogazioni e mozioni parlamentari, ordini del giorno, denunce e inchieste sui mezzi di informazione non sono serviti a far desistere il ministro Gelmini dal suo piano di attacco alla scuola pubblica.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le scuole non hanno più i soldi nemmeno per pagare i supplenti e il materiale didattico. Dietro la cortina fumogena del ritorno al merito, al grembiulino e alla serietà degli studi, si nasconde un’operazione di mera contabilità economica che riduce pesantemente le risorse a disposizione della scuola e pregiudica la qualità della didattica e dell’apprendimento dei nostri ragazzi. Altro che riforma. Questo governo ha intonato il requiem della scuola pubblica, secondo un piano più complessivo che prevede il progressivo arretramento dello Stato dalle proprie competenze non solo nel campo dell’istruzione ma in quelli del welfare, della sicurezza, della sanità, della ricerca di base.
Ormai il debito accumulato dallo Stato con le scuole modenesi supera i due milioni di euro, e rischia di aumentare ancor più nell’attuale anno scolastico; si sono ridotti i fondi per il pagamento dei docenti supplenti, di conseguenza negli istituti superiori si registrano frequenti “buchi” negli orari di lezione mentre l’offerta fprmativa si impoverisce progressivamente. Il tutto si accompagna a una riduzione costante degli organici e l’annunciata azione del governo a favore dei precari è solo un pannicello caldo che non risolve il problema. E’ paradossale – come testimonia la lettera pubblicata dalla Gazzetta – che a provvedere alle necessità immediate delle scuole siano gli enti locali, oberati da mille difficoltà di bilancio. D’altra parte, se mancasse il loro sostegno molte scuole non potrebbero nemmeno garantire la normale attività didattica.
Il rinnovo del Patto per la scuola tra il Comune di Modena e le scuole statali primarie e secondarie di primo grado che oggi approda in Consiglio comunale costituisce sicuramente un esempio di buona prassi locale di sostegno all’autonomia scolastica.
Ma le posso assicurare, caro direttore, che la situazione drammatica denunciata dai genitori del terzo circolo è comune a gran parte delle scuole modenesi e del resto d’Italia. Questo governo sta mettendo a repentaglio il futuro di un’intera generazione. Sarebbe un danno incalcolabile che il nostro Paese non può permettersi.

La Gazzetta di Modena, 10 Novembre 2009

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