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“Qui si sente odor di zolfo…”, di Giorgio Genta*

Meglio cambiarla radicalmente l’integrazione scolastica oppure cercare di migliorare quello che esiste, ad esempio realizzando davvero una presa in carico collegiale degli alunni con disabilità? Anche perché le varie proposte che vengono avanzate per risolvere i problemi degli studenti con disabilità hanno un vago sentore di zolfo, o meglio ancora di “classi speciali”… Mentre è indiscutibile che sia stata l’integrazione scolastica nelle classi “normali” ad aprire la società italiana alle persone con disabilità
Ma se si sente odor di zolfo, vuol proprio dire che siamo all’inferno? Se molti insegnanti di sostegno non sono adeguatamente preparati a svolgere le loro mansioni e se hanno scelto di svolgerle solo per facilità di carriera, vuol dire che tutta l’integrazione scolastica è da buttare? Troppo semplicistico condannare (ma anche assolvere) in blocco trent’anni di integrazione scolastica!

Come andavano le cose prima? Ora vanno peggio o meglio? E come andranno domani, cambiando? Meglio cambiare radicalmente o cercare di migliorare quello che esiste, ad esempio realizzando davvero una presa in carico collegiale degli alunni con disabilità?

È da un po’ di tempo che si sentono voci, anche illustri, anche non-ministeriali, che propongono formule diverse per risolvere i problemi degli studenti con disabilità. Le proposte appaiono talvolta allettanti, seducono con argomenti affascinanti (tecnologia, preparazione specifica, personalizzazione, concentrazione di risorse eccetera eccetera), a volte provengono anche da chi sta da “questa parte” della barricata. E tuttavia hanno un vago sentore di zolfo e ad olfatti sottili evocano un antico odore: le classi speciali.
Forse sbagliamo. In fin dei conti lo zolfo era usato anche nella cosmesi e nei depurativi intestinali, quindi a fin di bene. Però il dubbio rimane, come rimane la convinzione che è stata l’integrazione scolastica nelle classi “normali” ad aprire la società italiana alle persone con disabilità. E se non ha insegnato molto agli studenti con disabilità, ha insegnato moltissimo a quelli senza!

*Federazione Italiana ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi).

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