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Borrelli e il decennale di Craxi: “Stupore e amarezza”, di Antonella Mascali

Francesco Saverio Borrelli è stato il capo del pool mani pulite di Milano. Un punto di riferimento per tutti i magistrati anti corruzione di quella stagione degli anni ’90, iniziata con l’arresto di Mario Chiesa. Molti di loro, ancora in procura, lo rimpiangono. Borrelli, di fronte alla concreta possibilità che si intitoli una strada o un parco a Bettino Craxi non si stupisce “per i tempi che corrono”, ma quando gli parliamo, esercita il suo diritto all’indignazione. “Sono amareggiato di questa proposta e anche sconcertato perché Bettino Craxi, se vogliamo restare ai fatti, è stato un imputato condannato con sentenza definitiva per reati notevolmente gravi e che si è sottratto all’esecuzione della pena. E’ andato all’estero da latitante e da latitante è morto. Prima di pensare a dedicargli una strada, forse sarebbe bene considerare questa sua posizione di latitante”.
A dire il vero in molti parlano di esilio, non di latitanza.
“Purtroppo questa condizione di latitante non fa più impressione perché, ahimè, ci siamo abituati nel tempo a tenere sempre in minor conto quello che è il rispetto della legalità. Un rispetto non solo formale, ma un rispetto sostanziale del principio della legalità . E in questo concetto si inserisce il rispetto delle pronunce della magistratura, che è l’organo istituzionalmente deputato a stabilire ciò che è legale da ciò che non lo è. Ma non mi stupisco di questa sorta di desensibilizzazione verso le regole, visto i tempi che corrono”.
Che tempi sono?
“Sono tempi in cui l’interesse personale e di parte prevale su qualsiasi considerazione”.
Cosa pensa della possibilità che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano potrebbe partecipare a una cerimonia in onore di Craxi nell’aula del Senato?
“Credo che la risposta sia implicita in quello che le ho detto. Il significato storico di determinate personalità, lo si può valutare opportunamente soltanto dopo che è passato molto, molto tempo, e dopo che si sono spente quelle che potevano essere le polemiche, le considerazioni legate all’attualità. Quindi mi stupisce che in Senato si faccia per Bettino Craxi, che è forse l’unico personaggio politico morto da latitante all’estero, una cerimonia alla quale addirittura si pensa che possa partecipare il capo dello Stato. Ma per il rispetto che ho delle istituzioni e del presidente della Repubblica, aggiungo che se parteciperà, vorrà dire che avrà le sue buone ragioni”.
Il figlio di Bettino Craxi, Bobo, ha dichiarato che deve “mettersi il cuore in pace”, per la via di Milano dedicata al padre e che tanto a lei “dedicheranno il Teatro alla Scala, ma spero più in là, nel tempo”.
“Con queste parole è convinto di aver detto una spiritosaggine? Il figlio di Bettino Craxi dovrebbe ricordarsi che è stato da me querelato per un’affermazione che aveva reso circa i miei rapporti con suo padre e con la segreteria del partito socialista, e che è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a un modesto risarcimento per il danno. Ma ancora non si è messo a disposizione per il pagamento di queste spese da lui dovute. Si è sottratto persino ai pignoramenti. Quindi non mi sembra che sia la persona più qualificata a parlare di me”.
Il Fatto quotidiano 30.12.09

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