Anno: 2009

“Allarme sociale” e dialogo le parole d´ordine di Napolitano, di Giorgio Battistini

Saranno quindici minuti dedicati all´Italia che soffre, al Paese in credito di solidarietà, a un passo dall´allarme sociale. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo discorso di fine anno intende concentrare l´attenzione sulle emergenze che stanno catturando l´Italia dopo la violenta crisi economica. Sull´«allarme sociale»: la disoccupazione, il precariato, il lavoro. Questioni da sempre sottolineate dal capo dello Stato e che ora rappresentano il cuore della sua azione. Napoilitano, insomma, vuole rivolgersi al “Paese reale”, e non più soltanto al Paese legale. «Mentre nel messaggio alle alte cariche della Repubblica mi sono concentrato sui temi istituzionali – ha annunciato la settimana scorsa visitando la comunità di Sant´Egidio – nel discorso di capodanno mi occuperò dei problemi della gente comune». Sul Colle, del resto, da giorni sono messi in bella vista i rapporti della banca d´Italia sulla disoccupazione e sul precariato. Sulla percentuale di giovani che vivono con rapporti di lavoro a termine. «La vostra missione – rivelò ancora ai rappresentati della comunità fondata da Andrea Riccardi – che si può riassumere nelle parole “sofferenza …

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“Italiani stanchi di conflitti”, di Rossella Bocciarelli

Non è solo per desiderio di evocare lo “spirito dei Natali passati” che nei giorni scorsi tutte le parole pronunciate nelle sedi più autorevoli del paese (il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio, il Papa) hanno battuto sull’esigenza di ritrovare al più presto un minimo denominatore comune di intesa e di coesione nel dibattito politico. C’è infatti la percezione di un crescente distacco dei cittadini, duramente stressati per la crisi economica appena passata e per le sue pesanti eredità, dai “luoghi” più caldi e più praticati nella recente polemica politica. Se qualcuno ne dubitasse, può verificare i risultati di un sondaggio svolto per conto del Sole 24 Ore dai ricercatori di Ipsos Pa su un campione di popolazione italiana (9.808 contatti e mille interviste) nei giorni 18-19 dicembre: per intenderci, dopo l’aggressione subita a Milano dal premier Silvio Berlusconi e prima della telefonata di pacificazione fatta da Berlusconi a Napolitano. Agli intervistati, la squadra diretta dal sociologo Nando Pagnoncelli ha chiesto di pronunciarsi sul fatto che negli ultimi mesi nella politica italiana c’è stata …

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“L’Iran brucia, scontri e arresti”, di Marina Mastroluca

Non sono più solo i siti web a parlare di carneficina. «Oltre 15 persone sono state uccise nei disordini» di domenica a Teheran, A dirlo è la tv di Stato iraniana, che corregge al rialzo – altre fonti parlano di 8 vittime – il bilancio degli scontri nella giornata dell’Ashura, la festa sciita che ha visto l’opposizione riprendersi la piazza e la repressione tornare a colpire. «Cinque persone uccise da gruppi terroristici», «più di 10 appartenenti a gruppi anti-rivoluzionari», questa l’aritmetica del ministero dell’intelligence. Sessanta i feriti, secondo il ministero della salute, mentre la polizia nega di aver aperto il fuoco, anzi lamenta il ferimento di numerosi agenti. I manifestanti, questa è l’insinuazione, sono vittime della loro stessa violenza. Terroristi, in ogni caso. Zittiti gli sms che avevano fatto da tam tam per le vie di Teheran, la reazione alla domenica di protesta ha puntato in alto. Gli apparati di sicurezza ieri mattina hanno fatto una vera e proria retata tra le file dell’opposizione. Tre stretti collaboratori dell’ex candidato alle presidenziali Mir Hossein Moussavi sono …

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“Scuola, il 2010 sarà un anno durissimo” L’on. Ghizzoni condivide l’allarme lanciato da alcuni insegnanti di Carpi

Pubblichiamo una dichiarazione dell’on. Manuela Ghizzoni in risposta all’allarme lanciato dai docenti di alcune scuole carpigiane. “L’allarme lanciato dai docenti di alcune scuole carpigiane sui tagli del Governo è solo l’ultimo di una lunga serie. A dimostrazione del fatto che le nostre denunce, dentro e fuori il Parlamento, sono fondate su riscontri oggettivi. Raccogliendo la sollecitazione dei consigli di Istituto locali, tempo fa abbiamo presentato un’interrogazione alla Camera, alla quale il Governo non ha risposto in termini puntuali (come dimostrano gli atti parlamentari), mostrando senso di impunità e, ancora una volta, colpevole disattenzione ai temi della scuola. La realtà è quella descritta dagli insegnanti carpigiani: il 2010 sarà un anno durissimo per la scuola, costretta a fare i conti con la seconda rata di tagli agli organici stabiliti dalla manovra estiva 2008 di Tremonti e con le nuove decurtazioni di risorse definite dalla Finanziaria appena approvata. Ciò significa 132 mila cattedre in meno, a fronte di un aumento del numero di studenti per classi. Quindi meno docenti, meno risorse, meno offerta formativa, meno opportunità, meno …

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La Corte dei conti bacchetta il governo “Troppe coperture dall´esito incerto”, di Roberto Mania

Nel mirino la manovrina d´estate. Il Pd: esecutivo miope e inaffidabile Critiche anche al decreto per l´Abruzzo: rischioso affidarsi a giochi e lotterie. Le entrate dovute alla lotta all´evasione fiscale sono incerte e, come tali, non possono essere utilizzate per finanziare interventi strutturali di politica economica. Lo dice la Corte dei conti. E nel mirino dei giudici contabili entrano anche le norme sullo scudo fiscale e sul contrasto ai paradisi fiscali sulle quali il ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, ha puntato per rafforzare i flussi finanziari verso le casse statali e per la copertura di buo-na parte della “manovrina” esti-va del cosiddetto “decreto Abruzzo”. Certo, le osservazioni delle Corte dei conti non sono nuove, ma assumono un rilievo particolare per il ripetuto ricorso del governo a forme di copertura, per maggiori entrate o minori spese, che proprio per loro natura sono aleatorie. È di per sé difficile, infatti, quantificare con certezza i comportamenti dei contribuenti e, d´altra parte, non è nemmeno mai stata fatta con precisione una verifica successiva sul maggior gettito ottenuto dalla lotta all´evasione. …

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“Il mondo si prepara alla guerra del cibo”, di Marco Sodano

Siamo tanti: ad aprile gli abitanti del pianeta raggiungeranno quota sette miliardi. Mangiamo. Chi più chi meno – purtroppo – ma mangiamo tutti. La Terra è quella che è, non cresce di pari passo con il numero dei suoi inquilini. Come se non bastasse negli ultimi cento anni, dice un rapporto Fao, ha perso il 75% della varietà alimentari disponibili per chi ci vive. Colpa del clima che cambia, delle grandi città che crescono senza sosta, dell’agricoltura che ha sposato il sistema industriale moderno mandando in soffitta la figura del vecchio coltivatore diretto. Il primo risultato? L’agricoltura occidentale è basata su quattro coltivazioni: mais, riso, soia, grano. Una comunità thailandese di appena 600 abitanti può contare su 387 specie diverse. Le risaie non bastano I prezzi delle materie prime alimentari che schizzano verso l’alto sono le prime scaramucce della prossima guerra mondiale: quella per il cibo. Dietro alle quotazioni boom c’è la speculazione – come sempre sui mercati – ma c’è anche la corsa dei paesi emergenti. Cinesi, indiani, brasiliani usciti dalla povertà che li …

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“Pensione anticipata? No, grazie”, di Eugenio Fatigante

Scatta, insomma, un’altra misura che penalizzerà non poco i più giovani. Per questo il sindacato (specie la Nidil-Cgil) ha chiesto più volte, ma invano, un rinvio. C’era una volta la pensione d’anzianità. Lo strumento della pensione anticipata, che tanto ha contribuito negli anni passati ad appesantire i conti della previdenza, sta diventando sempre più desueto. È crollato, infatti, il numero delle persone che lasciano il lavoro in anticipo, prima dell’età prevista per la pensione di vecchiaia. I dati anticipati ieri dall’Inps all’agenzia Ansa dicono che, nei primi 11 mesi dell’anno, le nuove pensioni d’anzianità sono state 91.925. Ovvero il 53% in meno rispetto al 2008 quando, nell’intero anno, furono 196.522. Immediate le ripercussioni in termini di bilancio: questo dato è «il migliore dal 2002», ha detto il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, e – assieme ad altri fattori – consentirà all’istituto di chiudere il 2009 con un avanzo finanziario di 6-7 miliardi di euro (ma «il risultato – ha aggiunto – potrebbe essere anche molto superiore»). Numeri che stanno a dimostrare, sempre secondo Mastrapasqua, che le …

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