Mese: gennaio 2010

Caselli: "Ci hanno ridotti a fare gli accattoni", di Alberto Gaino

Seduto in prima fila, la toga sulle spalle, Gian Carlo Caselli si alza e lascia l’aula magna del Palazzo di Giustizia torinese non appena prende la parola il rappresentante del Guardasigilli. Fuori, il procuratore della Repubblica non si sottrae alle domande: «Ho aderito alla protesta per stare realmente dalla parte dei cittadini. Altro che casta – sbotta indignato – non siamo messi in condizione di rendere il servizio che la cittadinanza si aspetta». Rientra per ascoltare l’intervento del procuratore generale Marcello Maddalena. «Lo condivido pienamente», commenta alla fine. «Chi ci impone certe riforme deve assumersene la responsabilità. Ogni giorno al nostro ufficio arrivano 150 nuove notizie di reato. Alcune comportano investigazioni complesse, con il ricorso (autorizzato da un giudice) ad intercettazioni telefoniche. Non si può gridare che è venuto il momento della tolleranza zero e sbrecciare, nel modo previsto dal disegno di legge approvato alla Camera, la linea Maginot delle inchieste penali: lo strumento delle intercettazioni telefoniche e ambientali. Senza le quali migliaia di delinquenti resteranno impuniti e si avrà serio motivo di invocare più …

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"Pd, la festa per il tesseramento. Bersani: serve più squadra", di Andrea Carugati

Due ore di diretta su Youdem, tre teatri collegati da Milano, Roma e Palermo, tutti i big presenti (chi di persona, chi come Veltroni, Franceschini e Marino con un contributo video), e il Pd lancia la sua campagna per il tesseramento 2010 riuscendo a sorridere e a dare l’impressione di una “squadra”, immagine molto cara a Bersani che, chiudendo la festa dallo Zelig di Milano, si concede una battuta sul clima piuttosto teso dentro il partito. Clima ben riassunto dal blogger Zoro, che saluta Enrico Letta chiedendogli a bruciapelo: “Ma cosa avrete mai da festeggiare?”. Dice Bersani: “Non dobbiamo farci impressionare dagli attacchi che arrivano da destra, e non solo da destra…siamo consapevoli dei nostri difetti, li correggeremo, bisogna finirla coi personalismi. Dobbiamo avere sempre presente che abbiamo una funzione per questo paese: solo noi possiamo portare le bandiere del lavoro, della famiglia, dei giovani, della scuola e dell’ambiente. E dobbiamo faro con poche parole chiare, che ci raffigurino”. Tanti i testimoni alla festa Pd: un’insegnante di Roma, un operaio di Termini Imerese (che chiede …

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I Presidenti di circolo e di istituto di Bologna e provincia sulle mancate nomine dei supplenti

Lettera inviata ai dirigenti scolastici dell’Emilia Romagna e Bologna e al Ministro dell’Istruzione. “”Nelle nostre scuole accade sempre più frequentemente che in caso di malattia dell’insegnante i bambini ed i ragazzi vengano divisi, distribuiti e “parcheggiati in altre classi”, inficiando così il diritto allo studio previsto dalla Costituzione ed in molti casi anche andando contro le condizioni di sicurezza stabilite per legge. Ovviamente tale “soluzione” (accettabile solo nel caso di assenza improvvisa per una giornata) non è mai stata prevista da nessuna legge o circolare, e del resto non potrebbe essere altrimenti. Anzi, da parte Ministero è stata correttamente più volte richiamata la necessità “di non incorrere in una sospensione della didattica nei riguardi degli allievi interessati” (Prot. n. AOODGPER 14991 del 6 ottobre 2009 a voi indirizzato affinché rappresentaste tale necessità alle istituzioni scolastiche di vostra competenza) perché “va comunque assicurato l’ordinato svolgimento delle attività di istruzione, di formazione e di orientamento, giacché il diritto allo studio va in ogni caso garantito” (Prot. n.3545 del 29/4/ 09). I nostri Dirigenti scolastici, con cui volentieri …

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"Il cavaliere e la xenofobia", di Ilvo Diamanti

Il premier Silvio Berlusconi nei giorni scorsi ha sostenuto l´equazione: + immigrati = + criminalità. E ha ribadito il proposito di agire in modo coerente e conseguente. Ridurre gli immigrati per abbassare il numero dei reati e dei criminali. Altre fonti autorevoli hanno contestato la fondatezza di questa relazione. A partire dalle statistiche sui reati.(Trascurando, peraltro, che il tasso di criminalità cresce insieme al grado di marginalità sociale. I ricchi non rubano per strada o nelle case. E finiscono in carcere molto più raramente dei poveracci). A noi interessano, invece, le ragioni di questa affermazione. Proprio in Calabria, proprio alla presentazione del piano antimafia. Più logico sarebbe stato un riferimento ai fatti di Rosarno, al ruolo delle organizzazioni criminali e della ‘ndrangheta nel mercato e nello sfruttamento dell´immigrazione clandestina. Rivendicando a sé e al governo i successi conseguiti nella lotta alle mafie nell´ultimo anno. Invece no. Piuttosto che alle organizzazioni criminali ha preferito rivolgersi alla criminalità comune, sottolinearne il legame con gli immigrati. Silvio Berlusconi non è un “radical-choc”. Raramente indulge alle battute di “bassa …

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Un milione di cassintegrati per colpa della crisi

Dall’ottobre 2008 al dicembre 2009 le ore di cassa integrazione (tra ordinaria e straordinaria) autorizzate sono state oltre 1 miliardo. Lo rileva la Cgil nel Rapporto sulla Cig del 2009 a cura dell’osservatorio sulla cassa integrazione del Dipartimento settori produttivi del sindacato di Corso d’Italia. Nel solo 2009 – spiega la Cgil – c’è stato il maggiore ricorso alla Cig di sempre, con oltre 918 milioni di ore (+311% sul 2008). Tra le regioni che hanno totalizzato un maggiore ricorso alla cassa integrazione ordinaria , si segnalano la Lombardia con 182 milioni di ore per un aumento del 627%, l’ Emilia Romagna (+813%), l’ Abruzzo (+618%), il Piemonte (+532%), il Veneto (+567%) e le Marche (+482%). «La Cig – sottolinea la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso – ha permesso di contenere, fino ad oggi, in parte i riflessi della crisi sull’occupazione e per questo resta essenziale intervenire per prolungare i massimali della cassa integrazione ordinaria , come fondamentale obiettivo immediato per fermare i licenziamenti». Le ore di Cig hanno coinvolto un numero di lavoratori …

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"Università, la cultura e il sapere al primo posto", di Rosy Bindi

Ringrazio gli autorevoli professori per le parole di stima che mi hanno rivolto sul manifesto del 20 gennaio scorso e con le quali mi sollecitano a entrare nel dibattito sulla riforma dell’università. Lo faccio con un ritardo di cui spero sarò perdonata. Dico subito che condivido le loro preoccupazioni. Temo anch’io un’ulteriore involuzione di un sistema universitario che appare sfiduciato, persino rassegnato sulle proprie possibilità di riscatto. La crisi dell’Università è forse l’indizio più evidente della più generale crisi delle classi dirigenti italiane. Le responsabilità vanno cercate anche nel centrosinistra che nella metà degli anni Novanta ha condotto un coraggioso tentativo di ripensare la nostra l’università nell’orizzonte internazionale ma si è anch’esso impantanato in una logica meramente normativa che ha finito per esasperare le burocrazie e l’autoreferenzialità degli atenei. Il paradosso è che in questo contesto, reso ancor più difficile da una cronica scarsità di risorse, il Ddl Gelmini può apparire a molti come l’ultima occasione per uscire dal pantano. In realtà, con il suo elefantiaco apparato di norme, non fa che esasperare un approccio …

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"Il doppio equivoco di vescovi e Palazzo Chigi", di Marco Castelnuovo

Le cifre danno torto a entrambi. Sul boom dei detenuti incide la clandestinità. L’equazione di Berlusconi «meno clandestini, meno crimini» è rimbalzata talmente tanto che ieri è intervenuta pure la Cei: «Dai nostri dati risulta che la percentuale della criminalità tra italiani e stranieri è analoga se non identica», ha detto il segretario generale Mariano Crociata. Chi ha ragione? Per scoprirlo, è necessario innanzitutto fare alcune distinzioni. La prima riguarda gli stranieri regolari e irregolari: è certamente vero, come dice la Cei (e il Viminale conferma nel suo ultimo rapporto) che il tasso percentuale di reati commessi da stranieri regolari è di poco più alto rispetto a quello commesso dagli italiani. È circa dell’1,3% contro lo 0,75% dei cittadini italiani. Hanno dunque ragione i vescovi nel sostenere che non c’è alcuna correlazione tra l’incremento del numero degli stranieri e il numero di reati, tanto che i primi continuano a crescere, mentre i crimini, come ha annunciato anche recentemente il ministro Maroni, per fortuna calano. Berlusconi però non si riferiva genericamente agli immigrati, ma più precisamente …

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