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Parte la campagna per le regionali

Le buone ragioni per votare PD raccontate dai candidati e dal segretario nazionale. Sono state al centro di “Buone Regioni” l’iniziativa di apertura a Roma della campagna elettorale per le regionali con quasi tutti i candidati presidenti in Toscana, Puglia, Campania, l’Umbria, le Marche, la Liguria, la Calabria, il Piemonte, il Veneto, la Basilicata.
Bersani ha spiegato perché le opposizioni hanno fatto alleanze comuni nelle regioni: “Nessun politicismo ne tatticismo. Noi vogliamo fare altre politiche di governo e per fare altre politiche è inutile perdere. Bisogna vincere ed è per questo che in questi mesi abbiamo lavorato per migliorare le relazioni con le forze di opposizione per costruire alleanze a livello ragionale. Dopo tante traversie, alcune vere ma altre pompate, siamo sulla griglia di partenza. La macchina si sta scaldando e sono convinto che il motore darà la spinta ma serve ottimismo e fiducia e una buona conduzione della campagna elettorale perché le campagne elettorali hanno un peso molto significativo. certo, il berlusconismo ha preso una piega tale di deformazione dei meccanismi democratici tra fiducie, decreti, parlamentari nominati, che questo ha determinato un sommovimento delle forze moderate e della sinistra radicale per impedire che la destra prevalga. Non riusciamo a parlare dei problemi del Paese perché i metodi usati dal governo che va avanti a colpi di decreti hanno reso silente gran parte della società. Forze economiche e sociali sono state messe sotto ricatto, non si alzano a dire che il problema c’è. La maggioranza – ha concluso il leader Pd – detta l’agenda e crea tifoserie lontane dai problemi veri, ma questo non va bene”. Insomma, sul voto del 28 e 29 marzo Bersani accetta la sfida di Berlusconi che ha parlato di un voto nazionale, di una scelta di campo: “Le nostre coalizioni sono competitive, le candidature buone, abbiamo la capacità di offrire un’idea che è possibile un’altra Italia. Noi chiederemo un voto per dire che le cose così non vanno. Se ora Berlusconi vuole alzare tiro e parlare di battaglia nazionale non ci tiriamo indietro. Alle ultime amministrative il nome di Berlusconi era anche sui manifesti del più sperduto paesello da 2.000 abitanti. E lui ha bisogno del nemico, noi siamo in un altri meccanismo, deve cominciare a capire che lui è importante, ma fino a un certo punto. In 7 anni su 9 che ha governato il presidente del Consiglio i problemi non li ha risolti. Anzi, ha anche aggiunto qualcosa di suo. Ma tanto falsificherà le nostre posizioni, dirà bugie sui nostri programmi”. Quanto ai temi della campagna per le Regionali sarà centrale l’economia: “Negli ultimi 20 mesi ci hanno detto che la crisi non c’era, che i soldi dello scudo fiscale faranno girare l’economia. Mi viene da ridere. Quella manovra è stata solo un’ingiustizia per chi paga le tasse, lo scudo fiscale fa rientrare capitali dall’estero, arrivano 30 miliardi o anche più, come ci raccontano. Ma non ci illudiamo che arriveranno all’economia. Un po’ gireranno nell’edilizia, un po’ nelle obbligazioni delle grandi imprese, ma gli altri torneranno all’estero”.
Nella campagna per le prossime regionali “dobbiamo avere un piglio combattivo – esorta il segretario del Pd – loro ci attaccano ma noi dobbiamo andare giù alla pari.Ad esempio sui temi dell’immigrazione e della sicurezza. In questo campo, se non c’e’ stato un miglioramento, la colpa e’ loro che governano. Noi dobbiamo impedire al centrodestra di creare i problemi. Ci sono le lungaggini, la burocrazia? C’e’ Brunetta, che volete da noi?”.
E ancora, attaccare sulla Lega Nord, falsa autonomista al contrario dei democratici: “la Lega è un problema del Pdl, tende a posizioni che ci allontanano dall’Europa e spesso e’ determinante per le politiche nazionali. La Lega è un partito fintamente del nord: è la Lega-Roma. E’ il più saldo garante del Governo romano, tutte le volte che nel Governo c’è un problema serio, l’aiuto indefettibile viene da lì. Non possono fare tre parti in commedia” ha spiegato Bersani. Marcedes Bresso, presidente uscente della Regione Piemonte usa toni simili: “In tutta Europa i partiti razzisti e xenofobi sono isolati. Ovunque, tranne che da noi. Questo è un punto politico che non possiamo trascurare. Io – ha aggiunto la Bresso – credo che non sia ancora abbastanza percepito il degrado che sta producendo al Nord la Lega”.
Bersani invece ha ricordato come si è “messo spesso il colore verde in tutti i Comuni, è una mistificazione dell’autonomia che nasconde una grande operazione centralista: il colore dei Comuni è quello dei gonfaloni e noi siamo quelli dei gonfaloni”.
Nel dibattito irrompe inevitabilmente la questione delle iniziative del governo in materia di anti-corruzione e dei candidati “puliti” nelle liste elettorali. “Mi viene da sorridere – dice Bersani – sono mesi che assistiamo a un abbassamento del sistema delle regole da parte del centrodestra. Ora improvvisamente si sono convertiti ad alzare quest’asticella. Ho qualche dubbio, gradirei essere smentito. Il governo e il centrodestra oggi dicono di volere norme anticorruzione? Bastava che dormissero gli ultimi 6 mesi, invece hanno pensato al processo breve, alla Protezione civile spa…. Il tema della trasparenza cruciale. Noi dobbiamo metterci la faccia e dobbiamo sapere che non tutto può essere affidato ai magistrati. Servono criteri della politica, noi abbiamo un nostro codice etico e in piu’ vanno bene le indicazioni della Commissione antimafia. Noi siamo sotto questo profilo in condizioni di garanzia” ha sottolineato Bersani.
Il segretario Pd ha evidenziato che “l’uomo può essere ladro ma anche l’occasione può fare l’uomo ladro” e quindi semplificare i passaggi “tra imprese e amministrazione” impedisce la corruzione. è necessario togliere quello che c’e’ di troppo tra la vita dei cittadini, la vita delle imprese e le amministrazioni. Non sto dicendo di non mettere regole. Le regole ci vogliono ma quelle efficaci’
Il tema della legalità dell’azione criminale è stato al centro anche delle dichiarazioni del candidato calabrese Agazio Loiero, implicato nell’inchiesta Why not, la cui sentenza è attesa fra tre giorni. Loiero ha annunciato che si ritirerà se verrà condannato e ha ricordato come . la sua giunta si sia costituita parte civile in tutti i processi per n’drangheta, poi nonostante un bilancio gracilissimo la Regione ha stanziato 5 milioni di euro per comprare le auto alla polizia e abbiamo fatto la staizone unica appaltante per sottrarre alle mafie le opere pubbliche”

E sull’inchiesta giudiziaria sugli appalti del G8 Bersani ha commentato: “La magistratura farà il suo lavoro per accertare quel che è successo. Penso che questo aiuterà anche a correggere le regole e a non fare ulteriori errori perché’ si possa riprendere un clima di serenità. Questo paese ha un sacco di problemi e dobbiamo poterli affrontare”. In sala, al centro Grandi Eventi di Roma, mancano Emma Bonino, candidata nel Lazio, Filippo Penati (Lombardia) e Vasco Errani (Emilia Romagna). La candidata è in Lombardia per spiegare le ragioni che l’hanno portata a proclamare uno sciopero della fame e della sete: la battaglia per l’accesso ai mezzi di informazione e la regolarità dei meccanismi di autenticazione delle firme. Ma Pier Luigi Bersani, presentando a Roma i candidati del centrosinistra alla Regionali, rassicura: la minaccia di ritirare i candidati radicali non significa che Bonino farà un passo indietro: “Non credo – dice il segretario Pd – che comunque la sua candidatura sia a rischio”. C’è invece Nichi Vendola che esorta il Pd a “ritrovare le parole giuste che ricostruiscano un’idea di coalizione e di alternativa” specie “a fronte delle crepe importanti che si manifestano nel blocco di centrodestra”. Enzo De Luca, candidato in Campania fa autocritica: “A Napoli il governo di centrosinistra ha sbagliato. Punto. Quando i rifiuti arrivavano ai primi piani dei palazzi, noi eravamo al governo. Però ora smettiamola con la propaganda: l’emergenza rifiuti è tutta quanta in piedi in Campania. I rifiuti sono accumulati nei grandi territori devastati a nord di Napoli. Lì ci sono milioni di tonnellate di ecoballe e in quel territorio si registrano i tassi di malattie tumorali più alti d’Italia”.
Le buone ragioni le ha ben riassunte in uno slogan Giuseppe Bertolussi ,candidato in Veneto: “C’è voglia di fare, abbiamo idee buone, e con la nostra testa le faremo camminare”. Da qui al voto di marzo, e poi al governo nelle buone regioni.
Marco Laudonio

www.partitodemocratico.it

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