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"Licei, le iscrizioni nel caos,nessuna certezza sui nuovi corsi", di Salvo Intravaia

I tecnici di viale Trastevere consigliano ai genitori di attendere l’ultimo momento. “Per sicurezza, nella domanda è meglio indicare una o due soluzioni di riserva”. Iscrizioni ai nuovi licei nel caos. Formalmente si sono aperte venerdì scorso e si chiuderanno il 26 marzo, ma restano ancora parecchi dubbi. Dove saranno attivati i nuovi licei linguistici statali? E i licei musicali, dove verranno aperti? Quali licei scientifici della città offriranno anche l’opzione delle Scienze applicate? E in quali licei delle Scienze umane sarà possibile seguire il corso Economico sociale? E ancora: nei licei artistici cittadini saranno attivati tutti e sei gli indirizzi previsti dalla riforma, o soltanto alcuni?

Ecco un semplice campionario di dubbi riguardanti i nuovi licei dell’era Gelmini ancora non chiariti. Intanto, oltre 500mila ragazzini della scuola media sono in procinto di scegliere come proseguire gli studi. E, se le cose andranno come negli anni passati, oltre 150 mila si dirigeranno verso i licei. Ma dove saranno i 6 licei previsti dalla riforma approvata in via definitiva pochi giorni fa? Genitori e figli non hanno affatto le idee chiare e si è visto durante l’Open day di due giorni fa a Torino.
“Interessano molto – spiega l’ispettore ministeriale Alessandro Militerno, coordinatore dell’Open day piemontese – soprattutto i licei nuovi: coreutico, musicale, delle scienze umane. Noi raccomandiamo di aspettare fino all’ultimo a iscriversi, soprattutto a chi si sta orientando sui licei della danza e della musica, in modo di dare il tempo a ministero e Regione di definire la situazione. E suggeriamo – conclude – a tutti di indicare sul modulo di iscrizione anche una seconda e una terza scelta, anche perché per entrambi gli istituti sono previste prove di selezione”. In effetti, i dubbi sono ancora parecchi e il 26 marzo si avvicina. Genitori e figli dovrebbero potere scegliere fra sei diversi licei: classico, scientifico, linguistico, delle scienze umane, artistico e musicale/coreutico. Per lo scientifico è prevista anche una seconda opzione: quella delle Scienze applicate, che non prevede lo studio del Latino e introduce l’Informatica. Il liceo delle scienze umane, oltre a quella di ordinamento, avrà anche l’opzione Economico-sociale e per l’artistico sono previsti addirittura sei indirizzi: arti figurative; architettura e ambiente; audiovisivo e multimedia; design; grafica; scenografia. Ma saranno tutti disponibili? Non sembra proprio.

Le informazioni sono ancora ufficiose e frammentarie. L’opzione delle Scienze applicate al liceo scientifico, quest’anno, non dovrebbe essere attivata. Dovrebbe scattare soltanto negli istituti (alcuni tecnici industriali e pochissimi licei scientifici) che quest’anno hanno la sperimentazione del liceo scientifico-tecnologico. Ma non allo scientifico. Stesso discorso per i licei musicali e coreutici che vedranno ai nastri di partenza appena 10 classi del primo e una soltanto del secondo. Dove? Non si sa.

I licei delle Scienze umane dovrebbero potere attivare anche l’opzione Economico-sociale. Ma quali scuole saranno autorizzate? E quante prime classi? Viale Trastevere aveva promesso di pubblicare tutto entro oggi sul proprio sito. Ma della “mappa”, con istituti e indirizzi in tutte le città, non c’è ancora traccia. E per quanto riguarda i licei artistici, i sei indirizzi saranno disponibili in tutte le scuole?

Il discorso si fa ancora più complicato per i licei linguistici, altra vera novità della riforma. Dovrebbero essere attivati negli ex istituti magistrali che verranno trasformati in licei delle Scienze umane. Ma, in questo caso, la presenza di due diversi licei (quello delle scienze umane e il linguistico) costringe le singole Regioni e gli uffici scolastici regionali ad emanare decreti che trasformino le scuole interessate in istituti superiori. Al momento sono pochissime le Regioni che hanno provveduto. L’unico liceo per il quale, invece, non sussistono dubbi di sorta è il classico, con un unico indirizzo e nessun dubbio.
La Repubblica 02.03.10

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