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Contro il decreto vergogna subito in piazza

Sabato 13 manifestazione PD e centrosinistra a Roma. “Un decreto che calpesta le regole senza vergogna. Subito in piazza e in Parlamento contro il governo e per difendere la democrazia violentata”. Lo scrive su Twitter il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, a proposito del decreto sulle regionali.
Il decreto ‘salva-liste’ è “una vergogna” e il Pd non resterà in silenzio. Lo dice il vicepresidente dei deputati democratici Michele Ventura: “L’intervento per cambiare le regole elettorali è una vergogna. Il Partito democratico non la farà passare in silenzio. Ancora oggi le dichiarazioni del centrodestra sono imbarazzanti e sprezzanti”.

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Nel pomeriggio appuntamento del centrosinistra al Pantheon. Ci saranno anche i viola

Le forze dell’opposizione alzano la voce contro il decreto “interpretativo” con cui il governo è intervenuto sul caso delle liste non ammesse alle regionali. Tra sit-in, presidi e manifestazioni, ecco una lista degli appuntamenti di oggi. Uno dei principali a Roma, alle 16,30 in piazza del Pantheon, a cui aderiranno sia i partiti del centrosinistra che il Popolo Viola.

Sit-in davanti Montecitorio (ore 11). Il portavoce nazionale della Federazione della Sinistra e candidato alla presidenza della regione Campania, Paolo Ferrero, ha convocato un sit-in alle ore 11 di fronte a Montecitorio.
“Si annuncia la scomparsa della Democrazia, uccisa dal governo il 5 marzo alle 19.30”. E’ quanto si legge in un manifestino funebre distribuito ai partecipanti.

Assemplea del Popolo Viola a Montecitorio (ore11). Sempre davanti a Montecitorio si sta svolgendo un’assemblea del Popolo Viola. “Il presidente Napolitano ci spieghi”: con questo e altri slogan i manifestanti sono decisi a rimanere in piazza fin quando non avranno “una risposta da Napolitano sulle ragioni della sua firma sul decreto. Organizzeremo anche una mobilitazione in questo momento di emergenza democratica”. Il Popolo Viola chiede al “Pd di concordare una manifestazione unitaria: non devono decidere solo i partiti ma anche i cittadini”. Tra gli slogan anche “Presidente Napolitano non abbiamo capito” e “Questo governo ha venduto la democrazia per un panino”. Al momento davanti a Montecitorio ci sono oltre duecento manifestanti. Al sit-in spiccano anche le bandiere dei partiti: molti i simboli dell’Italia dei Valori, di Rifondazione Comunista e Sinistra Ecologia e Libertà. Tra le altre anche alcune bandiere del Pd.

Milano, manifestazione davanti a prefettura (ore 12). Sit-in davanti alla prefettura organizzato da Vittorio Agnoletto per la Federazione della Sinistra. Decine di persone si sono fermate di fronte alla prefettura milanese bloccando il traffico per far sentire le loro ragioni e ribadire la propria contrarietà al decreto. Alcuni manifestanti, compreso lo stesso Agnoletto, si sono seduti a terra sulla strada di fronte alla prefettura incatenandosi simbolicamente e mostrando un volantino listato a lutto per “la morte della democrazia”. I dimostranti si sono poi diretti verso la sede del Tar lombardo in via Corridoni.

Roma, manifestazione Pd al Pantheon (ore 16,30). Le forze del centrosinistra danno appuntamento oggi a Roma, alle 16,30, al Pantheon. “Contro la destra dei sotterfugi e degli imbrogli la parola d’ordine sarà: per vincere, sì alle regole, no ai trucchi”: comunica il Pd in una nota. Secondo quanto si apprende da fonti del centrosinistra, alla manifestazione dovrebbe partecipare anche la candidata alla presidenza del Lazio, Emma Bonino.

Anche il Popolo Viola al Pantheon. Altro appuntamento del Popolo Viola per le 16.30 di oggi al Pantheon. Domani il ritrovo alle 15 a piazza Navona.

Popolo Viola, manifestazioni a Torino e Milano. Oltre a Roma il Popolo Viola annuncia manifestazioni anche a Torino e Milano. In ambedue le città l’appuntamento è per le ore 14 davanti alla sede della prefettura. “Altre città – informa un comunicato- si stanno organizzando per raggiungere Roma o il capoluogo più vicino. Ecco quello che tutti temevamo: di dover scendere in piazza contro un principio di dittatura”.

Milano, manifestazione Pd in via Dante (ore 17). Manifestazione del Partito Democratico alle 17 in via Dante a Milano. “Oggi pomeriggio manifestiamo con le penne per dire no al decreto salva liste, un provvedimento che invita a violare le regole, perché la penna è l’oggetto che i dirigenti del centrodestra avrebbero dovuto maneggiare meglio, evitando brutti pasticci”. Lo dichiarano i consiglieri regionali del Pd Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi. “Saremo con il popolo di Facebook alle 16 davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, in corso di Porta Vittoria, e con il Pd e tutti coloro che chiedono il rispetto delle regole dalle 17 in Via Dante a Milano”.

Torino, presidio Pd davanti a prefettura (ore 17). Anche il Pd di Torino e del Piemonte scende in piazza contro il decreto. La dirigenza del partito ha promosso per questo pomeriggio alle 17 un presidio davanti alla prefettura, in piazza Castello.

Bologna, manifestazione Pd (ore19). Questa sera, in occasione di un’iniziativa elettorale già programmata col segretario provinciale Andrea De Maria, si terrà un primo momento di protesta del Partito Democratico di Bologna contro il decreto “interpretativo”. L’iniziativa si terrà alle ore 19 al Centro Civico Lame, in via Marco Polo 51 a Bologna.

Psi: “Minuto di silenzio”. “Di fronte a un uso distorto e disinvolto che questa maggioranza fa dei poteri assegnati al governo a proprio esclusivo vantaggio, i socialisti propongono un minuto di silenzio in tutte le manifestazioni di partito e la convocazione a Lugano di un vertice immediato di tutto il centrosinistra”. E’ quanto afferma in una nota Riccardo Nencini, segretario del Psi.

Libertà e Giustizia: “Manifestazioni in tutti i capoluoghi”. In un comunicato Libertà e Giustizia chiede “a tutti i politici dell’opposizione e a tutti i movimenti della società civile di valutare la possibilità di non indire un’unica manifestazione di piazza a Roma, contro il decreto salva liste, ma di organizzare manifestazioni unitarie nei capoluoghi di Regione, per consentire al maggior numero di cittadini di partecipare alla protesta, in questo momento drammatico della nostra storia”.
La Repubblica 06.03.10

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