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Le cure palliative sono legge

Una chiara vittoria del Pd che da tempo si è battuto affinché la terapia del dolore e delle cure palliative potessero avere una regolamentazione specifica. Garantiti il diritto di scegliere il luogo dove morire e quello sulla continuità di cura
“Le cure palliative sono finalmente regolamentate da una legge dello Stato. Un grande vuoto è stato colmato grazie alla tenacia e alla determinazione del gruppo del Pd che questa legge l’ha voluta e sostenuta sin dall’inizio della legislatura”. Così il Presidente dei deputati del Pd, Dario Franceschini al termine del voto con cui la Camera ha approvato definitivamente la legge sulle cure palliative.

È proprio grazie all’impegno profuso in prima persona dal Pd che ora esiste una legge che prevede regole meno macchinose per l’accesso ai farmaci antidolore e maggiore attenzione alle strutture sul territorio.

“Abbiamo preteso questa approvazione in ogni modo – ha dichiarato Dario Franceschini – sfidando la maggioranza che ancora questa mattina si è rifiutata di accelerare l’iter del provvedimento. Ha persino tentato una volgare quanto inutile strumentalizzazione, peraltro subito smascherata. Ora questa proposta è finalmente legge i suoi benefici saranno a disposizione di migliaia di malati e di famiglie che da troppi anni vivono in condizioni di sofferenza”.

Dello stesso parere anche Livia Turco, capogruppo Pd in commissione affari sociali della Camera, che ha aggiunto: “Siamo riusciti a sconfiggere la demagogia della destra che non ha esitato ad usare cinicamente il dolore a fini di propaganda ideologica”.

“Grazie al lavoro che abbiamo fatto in commissione prima e in aula dopo – ha continuato la Turco – siamo riusciti a migliorare il testo rispetto alla prima versione. L’accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore viene finalmente riconosciuto come un diritto per assicurare la dignità della persona umana, il bisogno di salute, l’equità d’accesso, l’uniformità delle prestazioni su tutto il territorio nazionale, la qualità delle cure e la loro appropriatezza. Questa legge si propone sostanzialmente di realizzare due diritti fondamentali: la libertà di scegliere il luogo in cui concludere la propria vita, sia esso la casa, l’hospice, l’ospedale o la casa di riposo; e la continuità di cura, per assicurare in tutto il percorso di avvicinamento alla morte una presenza qualificata in grado di dare risposte tempestive ed adeguate. E’ una legge che merita certamente di più in termini sia di risorse economiche, che di formazione degli operatori e del necessario riconoscimento delle loro professionalità”.

La normativa sulle cure palliative ha dovuto affrontare un percorso ad ostacoli in Aula a causa dell’ostracismo del Pdl: “un uso ignobile del tema delle cure palliative per nascondere il vulnus inferto alla nostro democrazia e contro il quale vogliamo dare un segnale forte e chiaro ai cittadini”.

Per Roberta Agostini, responsabile Salute della segreteria nazionale del Pd, “finalmente una legge che dà risposta alla sofferenza di migliaia di famiglie e di malati. Da oggi, grazie al tenace lavoro del gruppo del Partito democratico, anche il nostro Paese riconosce il diritto universale alla dignità e alla tutela del fine vita. Ancora una volta il Pd ha dimostrato di avere a cuore i diritti delle persone, lavorando sul merito delle questioni che davvero interessano i cittadini. Oggi abbiamo scritto una pagina positiva, da domani sapremo incalzare il governo affinché vengano garantite le necessarie risorse economiche per una applicazione piena e corretta della legge”.

Anche per Donata Lenzi, della presidenza del gruppo Pd, quello di oggi “è un importante successo dell’opposizione che smentisce l’uso strumentale del tema delle cure palliative fatto ieri dalla destra. Abbiamo dimostrato capacità di essere un’opposizione responsabile che sa scegliere quando è il momento di tutelare gli interessi dei malati piuttosto che concentrarsi solo sulla battaglia politica contingente”.

A.Dra
www.partitodemocratico.it

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Sì della Camera al ddl sulle cure palliative
Fazio: migliora la qualità della vita dei malati e aiuta le famiglie. Pd: superare disomogeneità nel nostro Paese. La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulle cure palliative e sulle terapie del dolore. Il via libera (in terza lettura) è avvenuto praticamente all’unanimità, con 476 voti a favore e 2 astensioni.
Positivo il commento del ministro della Salute Ferruccio Fazio: «Esprimo la soddisfazione del governo e quella mia personale anche come medico, perché riteniamo sia un traguardo importante» in quanto la legge, spiega, «migliora la qualità della vita» dei malati e aiuta le loro famiglie. Fazio ha ricordato il clima di «positivo confronto e collaborazione» tra maggioranza e opposizione in cui si è svolto l’esame nei due rami del Parlamento per poi rivolgersi ai cittadini. «La proposta di legge in esame migliora la qualità di vita di chi vive in una situazione di sofferenza fisica e sostiene le famiglie, che vivono quindi un dramma non paragonabile agli altri drammi – dice Fazio -. Ricordo che nel provvedimento sono contenuti aspetti estremamente innovativi, quali l’istituzione delle reti (sia per le cure palliative, sia per la terapia del dolore) e il progetto Ospedale-territorio senza dolore, che conta su un modello organizzativo integrato nel territorio».

«SUPERATA DISOMOGENEITÀ» – Palude anche l’opposizione. «Finalmente il Parlamento approva la legge sulle cure palliative che il Pd ha voluto tenacemente e imposto alla maggioranza, rissosa e arrogante, con l’inversione dell’ordine del giorno» ha detto Margherita Miotto, deputata del Pd in commissione Affari sociali della Camera. «La terapia del dolore e le cure palliative – spiega – sono obiettivi prioritari del piano nazionale sanitario. I governi Prodi hanno finanziato ottime esperienze di cure palliative che le regioni stanno attuando, mentre i governi Berlusconi hanno dimostrato di essere molto disattenti. Con questa legge vengono varate misure affinché sia superata la disomogeneità esistente sul territorio nazionale in merito alle cure fornite ai cittadini, venga garantita l’assistenza domiciliare e incentivato il parto indolore».

I PUNTI E IL FINANZIAMENTO – Il disegno di legge prevede la creazione di una rete di strutture, partendo da quelle già esistenti sul territorio, e importanti novità per la prescrizione dei farmaci antidolore, tra cui gli oppiacei. Medicinali più facili da prescrivere, dunque, con il ricettario ordinario che prende il posto di quello speciale per oppioidi e cannabinoidi. Una possibilità riconosciuta però ai soli medici dipendenti del Ssn, non ai camici bianchi che operano all’interno di strutture private. Si stabilisce inoltre che le Regioni adeguino i propri livelli di assistenza, con criteri uniformi in tutta Italia, vincolando le risorse ad esse destinate per la realizzazione della rete di hospice e strutture. Lo stanziamento è di circa 150 milioni di euro per il triennio 2010-2012. Finanziamenti troppo esigui secondo l’opposizione, che si è infatti astenuta dal voto all’articolo 12, quello che regola appunto i capitoli di spesa.
www.corriere.it

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“Non soffrire, l´ultimo diritto”di Anna Rita Cillis
Tutte le terapie che devono accompagnare il percorso di chi soffre
Sono 250mila le persone che ogni anno entrano in fase terminale Dopo mesi di polemiche e battaglie, finalmente in Parlamento il disegno di legge. Che comprende anche le terapie del dolore

Ha vita complicata il disegno di legge sulle “Cure palliative e terapia del dolore”. Il testo è da oltre un anno accompagnato da non poche diatribe al Senato come alla Camera. L´ultima, ieri, in Parlamento dove non sono mancate le polemiche tra opposizione e maggioranza. Il progetto di legge era arrivato alla Camera per l´approvazione definitiva, prevista per oggi, peccato però che si sia arenato nuovamente.
Un vero peccato, perché gli articoli scandiscono in maniera completa quali cure dovranno accompagnare il percorso di chi soffre. Prevedendo la «realizzazione di una rete ospedaliera, territoriale, ambulatoriale e domiciliare che dovrà garantire cure adeguate, la creazione di nuovi hospice, la formazione degli operatori socio-sanitari, il riconoscimento delle professionalità acquisite sul campo e l´obbligo di introdurre nella cartella clinica la rilevazione del dolore e le sue caratteristiche», spiega Livia Turco, tra le parlamentari più attive in questo campo. In più il pdl prevede anche la nascita di una rete di “attenzioni” per i piccoli malati (progetto innovativo al quale molto ha contribuito la Fondazione Maruzza Lefebvre D´Ovidio).
L´approvazione definitiva della proposta di legge era prevista proprio oggi alla Camera: le nubi che hanno accompagnato il suo iter sembravano dissolte. Così, non è stato, però. Non è la prima volta che accade. Va ricordato infatti, che il cammino è stato lungo, tortuoso, pieno di ostacoli negli anni. Le cure palliative, ovvero quell´insieme di interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata che al suo nucleo familiare, hanno avuto grandi difficoltà a radicarsi sul nostro territorio. Nonostante alcune leggi come quella del 1999 dell´allora ministro alla Salute Rosy Bindi sulla creazione degli hospice (strutture sanitarie residenziali riservate a malati alla fine della vita) e nonostante alcune disposizioni regionali e la volontà personale di numerosi camici bianchi, i servizi sono stati sempre a macchia di leopardo.
E, anche se ogni anno 250mila persone entrano nella fase terminale, il 40,6 per cento degli italiani non ha mai sentito parlare di cure palliative, il 10 le conosce solo di nome, il 25,9 ne ha solo una conoscenza vaga e solo il 16 ha un´idea precisa di cosa siano (da un´indagine della Fondazione Maruzzi). Per la terapia del dolore le cose non sono molto diverse, anche se riguardano una persona su quattro. Dati che non stupiscono Livia Turco: «Seguo l´argomento da così tanti anni da sapere perfettamente quanto poco sia conosciuto. Per questo la legge prevede anche delle campagne d´informazione. Perché il punto fondamentale di questa disegno di legge è che riconosce il diritto alla non sofferenza. Noi speriamo che non vengano meno i fondi per realizzarle». Un punto, quello dei fondi, molto dibattuto nei mesi scorsi: ma ora il testo stanzia cento milioni di euro l´anno (soldi vincolati alla concreta realizzazione da parte delle Regioni, però) dopo che il Pd aveva chiesto più volte e in più occasioni «una copertura finanziaria definita», rimarca Turco.
In attesa che il testo si trasformi in legge, Giovanni Zaninetta, presidente della Società italiana delle cure palliative, spera «che al più presto le indicazioni vengano adottate da tutte le Regioni. Per noi sarà una “ricchezza” questa legge, peraltro attesissima. Molto di quello che è stato fatto negli anni passati si deve al settore no profit».
La Repubblica 09.03.10

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