politica italiana

Un'altra bocciatura per il Pdl!

Il Tar del Lazio respinge il ricorso del Pdl per l’esclusione della lista dalle regionali. Letta: “Adesso faranno chiudere il Tar?” Roma e provincia off limits per il Pdl. È stata questa òa decisione della seconda sezione bis del Tar Lazio. La richiesta di sospensiva è respinta dai giudici amministrativi presieduti da Eduardo Pugliese. Nel merito si deciderà a maggio ma, la scelta dei giudici lascia intuire che nessuno di loro fosse abbastanza convinto dalle ragioni del ricorrente da sospendere l’esclusione della lista dalle elezioni regionali del 28-29 marzo decisa dall’ufficio elettorale del tribunale e, poi, dalla Corte d’Appello.

E non è tutto. Anche il decreto “interpretativo”, approvato venerdì sera con un colpo di mano, a quanto pare, non servirà a nulla. Come spiegato nella sentenza “le elezioni regionali del Lazio sono disciplinate dalla legge regionale numero 2/2005″ e non dalla normativa nazionale “interpretata” dal governo. Quella legge “prevedeva la presentazione dei documenti necessari alla candidatura della lista entro le ore 12 dello scorso 27 febbraio”, ma “nel verbale dei carabinieri presenti nell’ufficio elettorale della corte di appello di Roma è scritto che alle ore 12 erano presenti solo 4 delegati di lista e che tra questi non risultava il delegato della parte ricorrente”. Insomma: tempo sprecato! Al governo toccherà cominciare a pensare alla marcia su Roma…

Il vicesegretario del Pd Enrico Letta da Varese ha così commentato la sentenza del Tar del Lazio: “Ora c’è da chiedersi se verrà convocato questa sera da Berlusconi un consiglio dei ministri urgente per fare un decreto legge che abolisca il Tar del Lazio”.

Finocchiaro presidente del gruppo Pd al Senato afferma: “Siamo all’ennesimo passaggio di una vicenda che conferma il delirio di onnipotenza, l’arroganza e al tempo stesso l’incapacità di questo governo e di questa maggioranza che impongono al paese un decreto che si è dimostrato, la sentenza di stasera ce lo conferma, una forzatura superflua e inutile. Sarebbe stato più corretto e onesto aspettare i gradi di giudizio della magistratura. La protervia della maggioranza e del governo ci hanno avvicinato ad una crisi istituzionale e ad uno scontro tra poteri di cui il paese non ha certamente bisogno. Si è trattato di un comportamento irresponsabile. Noi siamo consapevoli che la rappresentanza nelle competizioni elettorali deve essere la più ampia possibile e deve essere garantita. Ma non si possono calpestare le regole. Il Pdl lo ha fatto. E quello che è avvenuto questa sera lo conferma”.

Ed è d’accordo il responsabile del forum Giustizia, Andrea Orlando, che aggiunge: “La pronuncia del Tar dimostra che lo strappo prodotto con l’approvazione del decreto da parte del governo, oltre a costituire un atto di arroganza, non risolve neppure tecnicamente il problema, aggiungendo un pasticcio al pasticcio che avevano già combinato. L’ordinanza dice due cose. La prima di assoluto buon senso, e cioè che se uno entra in un tribunale e si chiude nel bagno non può essere equiparato a chi presenta nei tempi previsti le firme necessarie. La seconda ha implicazioni anche di carattere politico: il Tar afferma, infatti, che il governo non poteva invadere le competenze delle Regioni. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i “federalisti” della Lega”.

Estremamente ironico il senatore Stefano Ceccanti che analizza così la situazione: “Salve verifiche ulteriori, credo di aver capito quanto segue:
1. Il Tar boccia dicendo che la competenza dovrebbe essere regionale e che comunque le condizioni poste dal decreto (scongelare dal freezer le liste delle ore 12) non sono verificabili perché per ore sono state incustodite.
2. Con questi argomenti anche se la corte d’appello prendesse (per assurdo) per buone le nuove liste, un controricorso al tar confermerebbe la linea di oggi
3. Possono tentare un ricorso al Consiglio di Stato, ma ci vuole tempo e si mette a rischio la data delle elezioni: da un pasticcio all’altro, fanno tutto da soli
4. se anche il Consiglio di stato desse loro ragione sulla sospensiva, rimettendo il Pdl sulla scheda, bisognerebbe aspettare il giudizio del Tar sul merito a maggio (visti gli argomenti sarebbe quasi sicuramente negativo con elezioni annullate) e poi fare un nuovo ricorso al Consiglio di Stato sul merito
5. Il Tar ha quindi confermato la prudenza del Presidnete della repubblica sulla costituzionalità, ma ha soprattutto dimostrato che si tratta dell’ennesima legge ad personam rivelatasi inapplicabile e controproducente.
Auguri”.

Chiude Filippo Penati, candidato alla presidenza della Lombardia: “Se venisse confermata la volontà del Pdl di ricorrere al Consiglio di Statocontro la sentenza del Tar del Lazio, è evidente che tale circostanza farebbe venire meno le ultime perplessità che mi rimangono per fare lo stesso in Lombardia”.

www.partitodemocratico.it

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