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Nucleare: NO alla superficialità del governo

Da Borgo Sabotino (LT), Bersani ribadisce il netto NO al nucleare come decisione approssimativa voluta dal governo e annuncia le proposte alternative del Pd in campo energetico e ambientale. Che ruolo avranno i candidati alle prossime elezioni regionali nelle fila del Pdl? Il loro giuramento pubblico davanti all’imperatore Berlusconi consentirà di scegliere se abbracciare la svolta nucleare tanto predicata dal governo o avranno la forza e il coraggio per rispondere di no? Chi decide: gli elettori o Berlusconi? Saranno governatori o vassalli? Sono domande di buon senso paradossali che possono sembrare anche surreali ma, nella politica italiana, purtroppo, corrispondono all’attualità di tutti i giorni.

A queste domande lecite ha dato una risposta il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani durante una conferenza stampa tenuta presso la centrale nucleare di Borgo Sabotino nei pressi di Latina. “I candidati del centrodestra che dovessero vincere le elezioni regionali “non hanno il fisico” per dire successivamente no al Governo quando questi vorrà costruire sul loro territorio le nuovecentrali nucleari”.

Così invece di investire sull’efficienza energetica, sulle energie rinnovabili e sul rientro nel campo della ricerca del nucleare di quarta generazione, con i risultati elettorali, gli italiani potrebbero trovarsi una “bella” centrale atomica nel giardino di casa senza averla mai richiesta e senza alcuna sicurezza sull’effettiva efficacia vista l’antiquatezza dell’impianto di terza generazione.

Per Bersani “non è sensato il ritorno dell’Italia al nucleare perché, ha spiegato, il nucleare è un sistema e non la costruzione di una o più centrali. Noi non siamo ancora all’abc, visto che dobbiamo ancora smantellare le vecchie centrali, non abbiamo ancora il sito di superficie e non abbiamo ancora l’Agenzia nazionale”.

Vanno sfatate inoltre le legende tanto conclamate dal governo sui minori costi legati al nucleare: “i calcoli del governo – ha sostenuto Bersani – sono una stupidaggine, perché vengono fatti con i criteri della Corea, e non con quelli seguiti in Francia o in Finlandia”.

“Mi sembra che qui si fa il pesce in barile – ha continuato il leader democratico – con norme che affermano che verranno consultate le regioni ma poi deciderà il governo; così si aprirà un percorso di incertezze. I governatori del centrodestra poi dicono che il nucleare e’ bello ma non nelle loro regioni. Sabato ho visto che loro, come tutti gli altri candidati del centrodestra, hanno giurato nelle mani dell’Imperatore; non credo che abbiano il fisico per dire ‘no’ quando il governo vorrà mettere le centrali nelle loro regioni. Su questo i cittadini si regolino”.

Affrontare la scelta nucleare come una possibile politica nazionale richiede uno studio non approssimativo come quello svolto dal Consiglio dei ministri. In tal senso il Pd si fa portavoce di politiche atte a:

lo smantellamento delle vecchie centrali, che è un’operazione industriale con ricadute tecnologiche importanti;
identificazione del sito di superficie;
varo dell’Agenzia nazionale;
ricerca sul nucleare di quarta generazione mentre mettiamo le nostre risorse dentro al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili.

“La nostra – ha concluso Bersani – è una proposta realistica e sensata”.
Un ulteriore attacco contro l’approssimazione con cui lavora il governo in campo energetico e ambientale è stato rimarcato anche da Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Pd. “In campagna elettorale Berlusconi non ha mai citato il tema del nucleare perché sa che gli italiani sono contrari, ma in realtà a Palazzo Chigi già sanno dove saranno costruite le centrali e i siti di stoccaggio. Un governo onesto lo farebbe sapere anche ai cittadini, evitando il balletto ridicolo che la destra continua a mettere in scena. I candidati affermano che le centrali non saranno costruite nella loro regione, i ministri propagandano le meraviglie del ritorno all’atomo. Ed è chiaro che chi ha giurato a piazza San Giovanni non potrà che obbedire.

Per i senatori ecodem Roberto Della Seta e Francesco Ferrante “le dichiarazioni del segretario del Partito democratico, Pierluigi Bersani, rilasciate a Latina in merito alla totale contrarietà del Pd al programma nucleare del governo Berlusconi rendono ancorapiù chiaro che dall’esito del voto di domenica e lunedì dipende se nel Lazio, e in particolare a Latina e a Montalto di Castro, verranno realizzate centrali atomiche”.

“La scelta nucleare del centrodestra – hanno aggiunto i senatori del Pd – è economicamente irrazionale, ed è un pericolo grave per l’ambiente e per la sicurezza dei cittadini. Da questa scelta il Lazio sarebbe una delle regioni più colpite visto che nei suoi confini vi sono ben due aree candidate ad ospitare impianti nucleari. Su questo punto il Pd ed Emma Bonino hanno detto parole chiare: se il Lazio sarà governato dal centrosinistra dirà no alla localizzazione sul suo territorio di centrali nucleari. Questa – hanno concluso Ferrante e Della Seta – è una ragione in più per votare Bonino”.

Per Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, “c’è un tema costantemente omesso dalla propaganda elettorale di Berlusconi: è il nucleare. Anche dal Palco di Piazza San Giovanni, da dove ha lanciato il patto con i candidati alla presidenza di regione, il nucleare è stato rimosso dalle promesse agli elettori. E’ un imbroglio indecente che sta caratterizzando tutta la campagna elettorale del Pdl: da una parte il Governo propaganda il ritorno al nucleare, dall’altra i candidati in ogni regione rassicurano che non sarà lì che si costruirà una centrale. Un fatto inaccettabile che nega ai cittadini la possibilità di fare di questo tema un punto di valutazione dei candidati in lizza”.

“Del resto Berlusconi sa benissimo che la maggior parte degli italiani, che ogni hanno già pagano in bolletta 400 milioni di euro per lo smaltimento delle scorie del vecchio nucleare, è contraria ad un ritorno all’atomo”, ha proseguito Realacci. “Ma con la solita strategia, racconta una verità a fasi alterne: in alcune occasioni parla delle meraviglie del nucleare, sicuro ed economico, ma alla verifica dei fatti, ben sapendo che si tratta di un argomento complicato, volutamente lo nasconde”.

“E’ ora di finirla con questa inaccettabile menzogna”, ha concluso Realacci. “Il Governo sa benissimo quali saranno le ragioni dove si costruiranno le centrali nucleari e i siti di stoccaggio delle scorie radioattive. Abbia il coraggio e l’onestà di renderli noti agli italiani prima delle elezioni regionali”.

A.Dra

www.partitodemocratico.it

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