lavoro, politica italiana
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Articolo 18, Napolitano non firma il ddl sul lavoro

«Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto alle Camere, a norma dell’art. 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge: “Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione degli enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonchè misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”, si legge in un comunicato del Quirinale. E’ la prima volta che l’attuale presidenza rinvia un provvedimento.

«Il Capo dello Stato è stato indotto a tale decisione dalla estrema eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità e problematicità di alcune disposizioni – con specifico riguardo agli articoli 31 e 20 – che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale. Ha perciò ritenuto opportuno un ulteriore approfondimento da parte delle Camere, affinchè gli apprezzabili intenti riformatori che traspaiono dal provvedimento possano realizzarsi nel quadro di precise garanzie e di un più chiaro e definito equilibrio tra legislazione, contrattazione collettiva e contratto individuale», aggiunge il comunicato.

Il rinvio alle Camere è motivato in un messaggio lungo dieci cartelle. Verrà letto in aula a Montecitorio, alle 15.

«La Cgil esprime soddisfazione e apprezzamento per la decisione del Quirinale». È quanto afferma il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, commentando il rinvio alle Camere del ddl lavoro deciso dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «È una decisione – prosegue – che conferma le considerazioni della Cgil sugli aspetti critici del provvedimento. È di tutta evidenza l’intempestività di una dichiarazione comune su una legge – conclude Epifani – nemmeno ancora promulgata nè pubblicata sulla Gazzetta ufficiale».

Dopo il monito del Quirinale, la risposta del governo. Il ministro del Lavoro, Sacconi: “Terremo conto dei rilievi, proporremo alcune modifiche”

da www.unita.it

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