Mese: aprile 2010

"Università in rivolta. L’alleanza dei precari. da Firenze a Siena", di Silvia Casagrande

Atenei a rischio paralisi. Sempre più ricercatori stanno aderendo alla mobilitazione contro il disegno di legge Gelmini di riforma universitaria e se decidessero di incrociare le braccia tutti (in Toscana sono 2.010, tra ordinari e precari), un terzo dell’attività didattica rimarrebbe scoperta. A Firenze hanno già aderito i ricercatori delle facoltà di scienze, architettura (70%) e scienze politiche (18 su 23). A Siena l’80% di quelli di ingegneria, 40 su60 a scienze e pare che anche medicina parteciperà allo “sciopero”. A Pisa per ora si sono mossi solo a Scienze politiche, dove i firmatari sono 23 su 25. Maggio è stato scelto per lanciare una settimana di mobilitazione, che si chiuderà il 21 con una manifestazione nazionale, perché è il mese della programmazione didattica per l’anno successivo. Ma senza la disponibilità dei ricercatori a insegnare, attività che per altro non compete loro per legge e viene svolta a titolo gratuito, molti corsi corrono il rischio di saltare, facendo andare in cortocircuito tutta la macchina universitaria. Una presa di posizione forte, ma da cui i ricercatori …

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Steton, Ghizzoni: bene l’accordo ma il governo è assente

“Piano anticrisi della Regione e intervento degli enti locali hanno ridotto l’impatto”. L’on. Manuela Ghizzoni esprime soddisfazione per l’accordo raggiunto alla Steton. Ma non nasconde le sue preoccupazioni per una crisi pesante che colpisce lavoratori, famiglie e imprese. Ecco di seguito la sua nota. «Alla vigilia della Festa del Primo Maggio, l’accordo raggiunto alla Steton ci consola, ma non cancella la nostra preoccupazione per una crisi pesante che colpisce lavoratori, famiglie e imprese. Anche questa volta il Piano anticrisi della Regione e l’intervento degli enti locali hanno ridotto l’impatto della crisi economica su lavoratori, imprese e famiglie. A riprova che l’accordo siglato nella primavera del 2009 tra Regione Emilia-Romagna, Associazioni di Impresa e Sindacati resta l’unico strumento che consenta di tamponare gli effetti della crisi, mentre continuiamo a non avere una politica nazionale anticrisi degna di questo nome e in grado di mettere finalmente al centro il lavoro e la crisi economica e sociale. Purtroppo siamo ancora una volta a chiederci dove sia il Governo. Servono interventi da parte dello Stato con politiche anticicliche e …

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I ricercatori: «Stop alle lezioni», di Roberto Ciccarelli

Dal prossimo ottobre rifiuteranno di tenere lezione e bloccheranno i corsi di laurea se nel disegno di legge Gelmini sull’università non cambieranno le norme che regoleranno la governance degli atenei, non saranno ritirati i tagli al fondo ordinario (Ffo) degli atenei e non saranno modificate quelle che ostacolano la carriera dei ricercatori e aggravano il precariato. Lo ha stabilito l’assemblea organizzata ieri alla Statale di Milano dai ricercatori universitari dei 72 atenei mobilitati contro il Ddl. «Se dovesse passare – afferma Alessandro Ferretti, fisico dell’università di Torino – rifiuteremo ogni incarico didattico non obbligatorio, limitandoci a tutoraggio e laboratori così come prevede la legge». La scelta di rinunciare alla didattica ricorda quanto è successo in Francia un paio d’anni fa quando i maitre-à-conference sospesero per un anno intero la didattica e gli esami. L’impressione è che abbia aumentato la forza contrattuale del movimento che ieri si è dotato anche di un coordinamento nazionale. Se ne sono accorti a Roma dove due giorni fa si è tenuto al Miur un incontro interlocutorio tra i ricercatori e …

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Scuole, Pd: deroghe a tetto 30% dimostrano che i presidi sono più avanti della Gelmini

Ghizzoni: ministro ci dica dove sono finiti i fondi per l’integrazione. “È la dimostrazione che la scuola italiana è molto più avanti della rappresentazione becera che ne vorrebbe fare il ministro Gelmini”. E’ quanto dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commentando le motivazioni che hanno consentito ad una quota rilevante di istituti scolastici lombardi di ottenere la deroga al tetto del 30% di alunni stranieri per classe. “E’ anche la dimostrazione che i modelli di integrazione, al di la delle quote, ci sono e sono efficaci e che tutta l’enfasi mostrata dalla Gelmini e dal governo sul tetto del 30% era dettata esclusivamente da ciniche ragioni politiche, per non dire elettorali. Resta piuttosto il tema delle risorse. Oltre ai tagli insostenibili si somma anche il mistero dei 20 milioni annunciati per finanziare i progetti di integrazione e di insegnamento della lingua italiana per gli stranieri? Su questo tema presenteremo una interrogazione parlamentare perché affrontare il problema degli stranieri nelle scuole senza mettere neanche un euro è pura demagogia”. ****** …

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"Casa con vista: scoppia il caso Scajola", di Mariagrazia Gerina

La discrezione è tutto. Nella tranquillità della via sormontata dalla Torre degli Annibaldi, dove un tempo venivano barbaramente appese le mani dei ladri, l’unica traccia della presenza del ministro sono le sue iniziali, «C. S.», sul citofono dell’unica palazzina moderna incastonata nella collina di via del Fagutale. Nascosta tra i cespugli una targa ricorda che qui Sordi ha girato «Un americano a Roma». «All’attico c’abita Lory del Santo», s’improvvisa cicerone un tassista. «E pure Raoul Bova». La vista, comunque, davanti mozza il fiato: le arcate del Colosseo, l’Arco di Costantino. Via dei Fori imperiali è appena 49 gradini più in basso. Dietro casa, la splendida chiesa di San Pietro in Vincoli. Un angolo di paradiso che Scajola divide i vicini frati di San Francesco Di Paola e con gli studenti della bellissima facoltà di ingegneria. Il ministro giura che per comprarlo ha acceso un muto di quasi 600 mila euro. Ma, secondo la procura di Perugia, l’architetto Zampolini ci avrebbe aggiunto ottanta assegni, 900mila euro, provenienti dalla cricca di Anemone e Balducci, versati direttamente alle …

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"Scuole senza soldi. La tentazione del “sei” politico", di Flavia Amabile

Non ci sono soldi, dunque niente corsi di recupero nelle scuole. E che cosa accadrà agli studenti meno bravi? Il sei politico a tutti, oppure tutti bocciati? A lanciare l’allarme sono i dirigenti di un liceo scientifico statale di Roma, il Keplero. Il responsabile del Keplero, Antonio Panaccione, ha preso carta e penna e ha indirizzato al ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, una lettera aperta che punta i riflettori sulla «drammatica realtà di scuole senza soldi per sopravvivere» e sull’impossibilità di fare corsi integrativi. «A giugno prossimo – scrive il dirigente scolastico – saremo obbligati ad applicare, completamente disarmati, le nuove disposizioni del governo in merito alla valutazione finale e all’ammissione delle classi quinte agli esami di Stato 2009-10. Di fronte al tradizionale alto numero di alunni che non avranno raggiunto la sufficienza in ogni materia, i Consigli di classe avranno solamente due possibilità, entrambe assurde: bocciare molti allievi o regalare tanti 6 politici». L’iceberg Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, avverte che «l’allarme lanciato dal preside del liceo romano Keplero non può e …

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"L'ora delle vendette del partito dell'amore", di Curzio Maltese

Con il manganello in una mano e il pugnale nell’altra, il partito dell’amore ha lanciato la stagione delle vendette. Obiettivo Gianfranco Fini e i suoi. Tutto scontato e avvilente come sempre. Ogni mattina il Giornale di famiglia, rovistando nella spazzatura, offre una variante del linciaggio al presidente della Camera. Con notevole faccia di tolla, come si dice dalle sue parti, il premier finge di dissociarsi. Lo stesso Giornale, giorni fa, annunciava guarda caso che le epurazioni sarebbero cominciate da Italo Bocchino: «Sarà il primo a perdere la poltrona». Puntuale è arrivato il siluro al vicepresidente del gruppo parlamentare del Pdl, che si è dimesso, con gesto inusuale. Con gesto ancora più inusuale, ha denunciato le pressioni personali di Berlusconi. Il presidente del consiglio l´avrebbe chiamato al telefono per dissuaderlo dal partecipare come ospite a Ballarò, proferendo minacce del tipo «farai i conti con me» e «io t´infilzo». A dar retta a Bocchino insomma avremmo un capo del governo che parla come un boss della ´ndrangheta. E meno male che Gomorra e la Piovra «danneggiano l´immagine …

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