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"Giovani, allarme lavoro il tasso di disoccupazione schizza al 28,2 per cento", di Luca Iezzi

Rimane alto l´allarme disoccupazione. A febbraio il tasso dei senza lavoro si conferma all´8,5%, il livello peggiore da sei anni a questa parte. Risultato particolarmente negativo per la fascia tra i 15 e i 24 anni che con il 28,2% è tra i peggiori d´Europa che invece ha una media del 20,6%. Secondo il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni: «La disoccupazione giovanile è certamente figlia della crisi internazionale, ma anche di un atteggiamento tutto italiano che penalizza le nuove generazioni».
L´Istat rileva che tra i 2,1 milioni di disoccupati complessivi cresce la componente maschile (+297 mila in un anno, +4000 in un mese) anche se le donne mantengono la percentuale più alta di senza lavoro (9,7% contro il 7,7%). Regge, anche grazie all´estensione della cassa integrazione, il numero complessivo degli occupati a 22 milioni e 806 mila unità, -0,1% in un mese e -1,7% rispetto a febbraio 2009, corrispondente a 395.000 unità.
Parziale consolazione arriva dal confronto europeo: Eurostat ha certificato il nuovo record della disoccupazione al 10% per Eurolandia, le doppia cifra non si vedeva dall´agosto 1998, mentre un anno fa era all´8,8%. Il tasso nella Ue a 27 sale al 9,6% dal 9,5% di gennaio, raggiungendo il nuovo massimo storico dall´inizio della serie statistica nel gennaio 2000. Eurostat stima i disoccupati nell´Ue in febbraio a 23,01 milioni, di cui 15,74 milioni nell´Eurozona. L´incremento rispetto a gennaio è stato di 131.000 unità, di cui 61.000 nell´Eurozona. Rispetto al febbraio del 2009 l´aumento è stato di 3,13 milioni nell´Ue di cui 1,84 nei sedici paesi che utilizzano l´euro. L´unica buona notizia per l´Europa è che la Germania si muove in controtendenza dove l´indice dei disoccupati è sceso all´8% dall´8,1% del mese di febbraio. Le persone in cerca di lavoro sono scese da 3,413 a 3,382 milioni.
«La crisi è a pieno regime ed è ora che gli slogan su un Paese che ne sarebbe fuori cessino e si faccia di più», dice il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni. La Cisl, con il segretario confederale Giorgio Santini, rimarca l´emergenza giovani e chiede «un´azione urgente e strutturale per supportare il loro accesso al lavoro partendo dal rilancio dell´apprendistato». La Uil ribadisce che «se da una parte lo strumento della cassa integrazione ha attutito per molti lavoratori gli effetti della crisi, dall´altra il costante aumento dei disoccupati, è il segnale che gli attuali strumenti di tutela non sono sufficienti» e chiede l´apertura di un confronto con il governo. Provocatorio il presidente dell´Inps Antonio Mastrapasqua: «I giovani possono e devono rimboccarsi le maniche e andarsi a trovare un lavoro. Non è vero che non ci sono. Ci sono artigiani e commercianti che cercano manodopera».
La Repubblica 01.04.10

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