Mese: aprile 2010

"La Germania non parli solo tedesco", di Piero Fassino

Caro direttore, «In un’Europa senza leader, la Germania è l’unica a esercitare una leadership: e, dunque, non si può che accettarne le condizioni». Gian Enrico Rusconi (La Stampa, 28 aprile) con esercizio di crudo realismo dice certamente una scomoda verità, che tuttavia non è priva di conseguenze. A preoccupare non è il richiamo duro e severo della Merkel perché ogni Paese rispetti puntigliosamente le regole che presiedono alla stabilità dell’euro. Tutti, infatti, siamo consapevoli di quanto sia necessario evitare che la moneta europea sia travolta dalla bufera che da mesi investe le economie e i mercati finanziari. Né è motivo di stupore la fermezza con cui Berlino chiede ad Atene l’adozione di provvedimenti strutturali drastici e incisivi, onde evitare che l’aiuto prestato dall’Europa sia vano. Sollecitazione più che fondata, visto che al severo piano di austerità proposto coraggiosamente dal primo ministro greco Papandreou si sono contrapposti vaste proteste popolari e uno sciopero generale il 5 maggio. Quel che colpisce sono gli argomenti offerti all’opinione pubblica tedesca e soprattutto la traduzione popolare che se ne è …

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"Pio La Torre, 28 anni dopo: ma quanti ricordano?", di Giorgio Frasca Polara

La mattina del 30 aprile 1982, in un agguato mafioso (commissionato dalla cosca Riina-Greco-Provenzano, tutti acciuffati tanti anni dopo), erano assassinati a Palermo il dirigente e parlamentare comunista Pio La Torre ed il suo stretto collaboratore Rosario Di Salvo. Li avevano trucidati con raffiche di mitraglietta e diecine di pistolettate. Una infame vendetta contro l’uomo che con intelligenza, con determinazione e con enorme coraggio aveva voluto lasciare la segreteria nazionale del partito e si apprestava anche ad abbandonare il seggio a Montecitorio per tornare nell’Isola – lui che un ruolo di dirigente politico nazionale se l’era guadagnato con le grandi lotte contadine del dopoguerra, nella campagna contro la base missilistica di Comiso, nella intransigente battaglia contro il gruppo di potere dc che aveva massacrato la sua città e che a sua volta verrà ferocemente eliminato – e qui riassumere l’incarico di segretario regionale del Pci nella consapevolezza della gravità della situazione siciliana. Parlo della terribile stagione di attentati politico-mafiosi che spazza via presidenti di regione e prefetti, ufficiali dei carabinieri e vicequestori, altissimi magistrati e …

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"Non ho soldi, li boccio tutti?" Un preside scatena la protesta, di Salvo Intravaia

La lettera del dirigente di un liceo romano alla Gelmini: “Niente fondi per i corsi di recupero”. Esplode un problema causato dai tagli e che sta mettendo in crisi moltissime scuole. Nel 2008 vennero stanziati 95 milioni per 735mila studenti. Sei politico a tutti gli studenti per mancanza di fondi per i corsi di recupero. O tutti bocciati. Il preside del liceo scientifico Keplero di Roma scrive una lettera aperta al ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, prospettando queste due ipotesi. Un modo per scatenare una protesta e far emergere il disagio comune a moltissime scuole dopo i tagli della Gelmini. Ma ce ne sarebbe una terza, che il dirigente scolastico esclude: fare pagare alle famiglie i corsi estivi. Come accadrà a all’istituto Fermi di Verona che farà pagare 100 euro per ogni corso di recupero di 15 ore. LEGGI LA STORIA 1 “La rigorosità di preparazione scolastica complessiva richiesta dalle nuove norme cozza fragorosamente – scrive il preside Antonio Panaccione – con la drammatica realtà di scuole senza soldi e sostegno per sopravvivere. A giugno prossimo …

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"Ricercatori, la protesta dilaga rischio blocco in tutti gli atenei", di F.V.

La protesta dei ricercatori universitari contro la riforma Gelmini, scoppiata nelle facoltà scientifiche della Statale, ha raggiunto tutti gli atenei milanesi. Alla Bicocca, nei consigli di facoltà di Scienze della formazione e Psicologia, professori ordinari e associati hanno espresso ufficialmente la loro solidarietà ai ricercatori, che minacciano di «rifiutare ogni incarico didattico non obbligatorio» se la riforma diventerà legge. Che equivale a dire, di fatto, che non si terrà più lezione. E che, di conseguenza, dal prossimo settembre si bloccheranno i corsi di laurea. Al Politecnico un gruppo di ricercatori si è riunito per discutere «azioni da intraprendere contro un provvedimento che cancella la nostra esistenza». Il problema è sentito a livello nazionale. Oggi alle 10.30, nel polo scientifico della Statale a Città Studi, in via Colombo, si incontreranno ricercatori di 27 atenei, dalla Sapienza di Roma all´università di Lecce, per studiare un documento comune con l´obiettivo di mettere pressione al governo e convincerlo a fare marcia indietro. Le preoccupazioni dei ricercatori si basano sul fatto che il documento licenziato dal ministero dell´Istruzione – che …

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"Napolitano sospende la firma del decreto per lo spettacolo", di Marcella Ciarnelli

Per ora il presidente della Repubblica non ha firmato il decreto legge che interviene in materia di «spettacolo e attività culturali» che è arrivato al Quirinale nella tarda serata del 23 aprile dopo essere stato approvato dal Consiglio dei ministri del giorno 16. Dopo aver esaminato attentamente il decreto, i cui contenuti sono di esclusiva responsabilità del governo, il Capo dello Stato ha deciso di segnalare al ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi «osservazioni di carattere tecnico-giuridico e specifiche richieste di chiarimenti sul testo inviatogli per l’emanazione» è scritto in una nota del Quirinale. Sono state molte le richieste arrivate in questi giorni a Napolitano di non firmare il decreto. Anche durante la visita alla Scala per la celebrazione del 25 aprile i lavoratori avevano ripetuto la richiesta al Capo dello Stato che a loro, come a tutti gli altri che gli avevano avanzato analoga richiesta compreso i 7.607 artisti che gli hanno inviato una lettera aperta, aveva spiegato i termini dettati dalla Costituzione per un suo intervento. Che non è …

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La Camera dice sì al ddl lavoro. Il testo ora passa al Senato

La Camera ha approvato il collegato lavoro. I sì al ddl sono stati 259, i no 214 e 35 gli astenuti. Il testo ora passa al Senato. Il ddl era stato rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che aveva chiesto correzioni su due punti in particolare: l’arbitrato e i risarcimenti per le cause di lavoro legate all’amianto. Sul primo punto, il governo è stato battuto ieri su un emendamento del Pd che ha fissato al momento del licenziamento, e non più alla firma del contratto, la possibilità per il lavoratore di optare per l’arbitrato anzichè per la giustizia ordinaria. La modifica potrebbe essere corretta a Palazzo Madama. ****** Di seguito riportiamo la dichiarazione di voto contrario appena formulata dall’On Cesare Damiano alla Camera dei Deputati Signor Presidente, con questo intervento, voglio annunciare e motivare il voto contrario del Partito Democratico sul disegno di legge atto Camera n. 1441-quater-E, che era stato rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica. Come è già stato ricordato, ci troviamo di fronte ad un iter estremamente travagliato: …

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La voragine ellenica

La bancarotta greca rischia di trascinare con sé le economie deboli dell’Europa. Il Fmi aumenta di 10 miliardi l’aiuto finanziario. Fassina:”Se il governo presenterà, come annuncia, un decreto per 5,5 mld di euro il Pd lo sosterrà in Parlamento”. La Grecia è sull’orlo di una crisi senza precedenti. Ma ciò che fa ancora più male è l’effetto che la sua bancarotta potrà avere sulle economie europee e sulla stessa Italia. L’incertezza domina sulle strategie di salvataggio da intraprendere sull’onda del declassamento del rating di Atene e Lisbona, con l’euro al suo minino storico da un anno e con le Borse europee in segno negativo. Intanto il Fmi potrebbe aumentare di altri 10 miliardi di euro il suo aiuto straordinario. L’emergenza ha spinto i leader dell’Eurozona ad aprire la possibilità di un vertice straordinario per il prossimo 10 maggio a Bruxelles: del resto i soccorsi necessari per la Grecia ammonterebbero a ben 70 miliardi, ovvero 25 miliardi in più rispetto al pacchetto organizzato dall’Unione europea e il Fmi. Gli interessi sul debito sono saliti oltre il …

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