Mese: maggio 2010

"Dall'emergenza al pasticcio", di Massimo Giannini

Vandalismo istituzionale, dilettantismo politico, avventurismo comunicazionale. C´è tutto il peggio possibile, nel cortocircuito innescato dal governo con il pacchetto-farsa da 24 miliardi che doveva scongiurare il rischio «di finire come la Grecia». Tutto ciò che è accaduto e sta tuttora accadendo, tra il Quirinale, Palazzo Chigi e Via XX settembre, è un inedito assoluto e allucinante nella storia repubblicana. Non si era mai visto un decreto legge approvato «salvo intese» il martedì, che balla fino a venerdì tra misure che entrano nel testo la mattina e escono la sera, indiscrezioni su tagli di spesa che trovi scritte di giorno e scompaiono di notte: misure e tagli che incidono sulla carne viva di milioni di persone, perché riguardano i loro stipendi, le loro pensioni, le loro liquidazioni. Non si era mai visto un provvedimento «urgente» che viene inoltrato alla presidenza della Repubblica solo il sabato, accompagnato dall´ennesimo sbrego costituzionale inferto dal premier, che parla strumentalmente di un testo da lui non ancora firmato «in attesa del parere del Colle»: anche l´ultimo degli studenti di giurisprudenza sa …

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Il blocco tocca 254.000 lavoratori

Si va precisando la portata della manovra finanziaria. Secondo la Flc-Cgil il blocco dell’anzianità, previsto dalla manovra 2010 per i prossimi tre anni, toccherà 254.000 lavoratori nel comparto della conoscenza tra insegnanti e personale tecnico e amministrativo. In pratica, nota la Flc, la carriera del personale viene allungata di tre anni per legge, e si traduce in minori entrate. Ad esempio un collaboratore scolastico neo assunto, che guadagna 14.900 lordi l’anno, per effetto del blocco ne perde 290 euro; un docente di scuola elementare a metà carriera, con uno stipendio di 23.000, ne perde 1.878; un docente di scuola superiore con 34 anni di servizio, che guadagna 32.000 euro, perde 1.560 euro l’anno. Tuttoscuola 31.05.10 Condividi

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"La ricerca italiana? Come la tela di Penelope" , di Umberto Guidoni*

Nella sua accorata lettera al Presidente Napolitano, Tommaso Maccacaro rivendica con fierezza il ruolo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) – di cui è presidente – nell’ambito della scienza italiana ed internazionale e sottolinea l’importanza di finanziare la ricerca per rilanciare il paese proprio in un momento di crisi: «… Non siamo considerati per ciò che produciamo ma solo per quanto costiamo, in un esercizio aritmetico di “più” e “meno” che prescinde dal valore e dal merito come se fossimo solo una spesa e non un investimento… ». Il disprezzo di questo governo per la scienza è sotto gli occhi di tutti, non dobbiamo meravigliarci troppo che un commercialista, che conosce la partita doppia assai più che l’astrofisica, voglia tagliare con la scure le spese che considera superflue. Ecco, quindi, la decisione di inserire l’Istituto Nazionale di Astrofisica tra gli enti inutili e di accorparlo al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), per risparmiare risorse ed aumentare l’efficienza. Quante volte abbiamo sentito questo ritornello da questa maggioranza fustigatrice degli sprechi e dei carrozzoni clientelari. Peccato che solo …

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"L'attacco a cultura e bellezza", di Salvatore Settis

Prosegue alacremente il cantiere di smontaggio dello Stato. Sotto l’etichetta di “federalismo demaniale”, passano a Regioni ed enti locali 19.005 unità del demanio dello Stato, per un valore nominale di oltre tre miliardi. Mente Calderoli quando afferma (La Padania, 7 maggio) che i beni trasferiti «demaniali sono e demaniali resteranno». Il demanio non è una forma di proprietà, ma servizio pubblico nell´interesse generale di tutti i cittadini, per questo è inalienabile. Al contrario, i beni trasferiti possono essere «anche alienati per produrre ricchezza a beneficio delle collettività territoriali», o saranno versati in fondi immobiliari di proprietà privata; la legge incoraggia anzi i Comuni a produrre varianti urbanistiche che ne consentano non solo la mercificazione, ma la cementificazione, sigillata e garantita dai ricorrenti condoni edilizi (l´ultimo disegno di legge, presentato dal Pdl, sana con un sol colpo di spugna tutti i reati contro il paesaggio e l´ambiente commessi o da commettersi entro il 31 dicembre 2010). La manovra Tremonti, approvata sulla parola e senza il testo finale da un Consiglio dei ministri assai ubbidiente, aggraverà lo …

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«A tagliare così sono capaci anche i bambini»

Bersani in ‘un’intervista al Corriere della Sera annuncia: “Il Pd dirà no a questa manovra, governo contro ogni logica costituzionale. Non c’è una politica economica, fanno come un sarto che per due anni sbaglia il vestito, le correzioni non bastano”. E a Skytg24 spiega: “Bruxelles ci chiede i conti a posto, ma dal governo non c’è chiarezza” (Video). fonte Intervista di Maria Teresa Meli – Corriere della Sera Il segretario del Pd non ha dubbi: il suo partito voterà «no» alla manovra. Di più, Pier Luigi Bersani accusa Tremonti di aver avuto un atteggiamento schizofrenico in politica economica e punta l’indice contro il premier e il ministro dell’Economia, che hanno agito «fuori da ogni logica costituzionale». Onorevole Bersani, il Partito democratico accusa il governo Berlusconi di non aver fatto una manovra strutturale.«Prima di parlare di questo dobbiamo chiederci perché si fa la manovra. Non può passare in cavalleria il fatto che essa sia il frutto amaro di due anni di politica economica sbagliata». Beh, veramente è l’Europa che chiede a tutti i Paesi di mettere …

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"Stesso sangue stessi diritti. Braccianti indiani in piazza", di Roberto Rossi

Stesso sangue, stessi diritti”. Tra piazza della Libertà e largo caduti di Nassirya, in una Latina deserta e indifferente, davanti al tetro palazzo della Prefettura e sotto un cielo coperto e afoso, per la prima volta nel nostro Paese la rappresentanza di un’intera comunità di immigrati, quasi tutti indiani e braccianti agricoli, ha scioperato e manifestato. Lo ha fatto per reclamare giustizia, dignità e, come recitava, lo striscione di apertura “stessi diritti” degli italiani. Lo ha fatto, sotto le insegne della Flai-Cgil, in modo ordinato e pacifico, per far capire a una città intera, e forse anche a una nazione che ignora o, peggio, tollera la loro condizione, di non volere mai più essere, come cantavano durante la marcia, “schiavi” o “animali”ma“delle persone normali”. Eppure sciopero per “i nuovi cittadini”, come si definiscono, è una parola che ancora spaventa. Dei 500 presenti ieri in piazza, ci spiega Vicky, un giovane Sikh tra gli artefici della manifestazione, solo una fetta, circa il 70%, ha veramente incrociato le braccia. Il resto ha lavorato nei campi la mattina, …

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"Finanziaria colabrodo senza equità né crescita", di Eugenio Scalfari

Domani la manovra arriverà finalmente in Parlamento. Domani il governatore Mario Draghi leggerà la sua relazione annuale alla Banca d´Italia. Domani, alla riapertura delle Borse, si vedrà se i mercati si saranno stabilizzati o lanceranno nuovi attacchi contro i fondi sovrani e contro l´euro. Nel frattempo la manovra ha perso per strada alcuni pezzi. La soppressione delle Province è stata per ora abbandonata. I tagli e i congelamenti stipendiali di alcune categorie, tra le quali i magistrati, sono stati attenuati. L´opposizione parlamentare, mai consultata durante l´iter del decreto, si è incattivita. La Cgil, anch´essa platealmente ignorata, ha preannunciato lo sciopero generale per il 25 giugno. Ma l´impianto e i saldi del decreto sono quelli approvati dal Consiglio dei ministri: 24 miliardi nel biennio 2011-2012 per riportare il deficit entro la soglia del 3 per cento fissata dalla Commissione europea e dal Consiglio dei ministri dell´Unione. Si può dunque dare un giudizio sull´insieme di questi fatti, anche se non saranno pochi gli emendamenti che il decreto subirà nel corso del dibattito parlamentare. Ma affinché il giudizio …

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