Mese: giugno 2010

Protesta nelle università, il sostegno del Pd

Indispensabile convocare un tavolo che veda assieme l’Assessore regionale all’Università e i Rettori delle quattro sedi universitarie dell’Emilia-Romagna. Condividiamo e sosteniamo la mobilitazione che tutti i sindacati e le associazioni universitarie hanno promosso per giovedì contro l’iniquità della manovra, che ancora una volta attacca in modo irresponsabile il sistema della conoscenza e del sapere. E’ quanto dichiarano l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in Commissione istruzione della Camera, e Massimo Milani, docente alla facoltà di Ingegneria di Reggio Emilia e Responsabile del Forum provinciale Università del Pd. La scure del governo si abbatte sulle retribuzioni e sulle liquidazioni dei dipendenti universitari, in particolare quelli con minore anzianità, e sui contratti a tempo determinato, vale a dire sui giovani di talento per i quali l’unica porta aperta rimane quella della fuga all’estero. Dopo due anni di tagli e di annunci disattesi manca ancora un piano di finanziamento certo e di medio periodo, un programma di vero sostegno a ricerca e didattica universitaria. Le Università pubbliche in risposta al taglio del 15% del Fondo di Finanziamento Ordinario dovranno …

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La "buona politica" possiamo costruirla insieme, di Giuseppe Civati e Davide Imola

«Siete tutti uguali», ci sentiamo ripetere spesso. E noi, invece di offenderci, dovremmo riflettere. E forse fare un passo più in là. Perché la risposta migliore alla provocazione è affermare: «sì, siamo tutti uguali», tutti noi, politici e cittadini. Perché questo è il problema della ‘casta’. Perché nessuno vuole più prendere parte a un rito, ma trovare il proprio modo di partecipare all’insegna del concetto principale: la condivisione. Relazioni e non gerarchie, reti e non piramidi, perché tutti quelli che hanno qualcosa da dire (e si sentono di dirlo) possano farlo. Allora che cosa si può fare e come? Uno dei progetti di Oltre – www.andiamooltre.it – riguarda il Codice della Buona Politica, costruito dai militanti e dagli elettori partendo dalle loro esperienze e dalle correzioni di alcune evidenti distorsioni che hanno visto e conosciuto in questi anni. Dall’assemblea nazionale del PD sono arrivati alcuni segnali positivi come l’incompatibilità tra cariche Istituzionali e quelle di partito a livello locale o l’istituzione delle anagrafi patrimoniali degli eletti o, ancora, l’inserimento di un terzo dei segretari di …

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"La scure su musei e fondazioni. Rischiano tutti un taglio del 50%", di Simonetta Fiori

Incertezza e precarietà minacciano la vita degli istituti culturali, sospesi sotto la scure della Finanziaria. Se non passasse l’emendamento del Partito democratico, che propone di eliminare i tagli o di contenerli entro il 10 per cento contro il dimezzamento previsto da Tremonti, è a rischio la sopravvivenza di musei e fondazioni, rappresentativi della più blasonata ed eterogenea mappa culturale, dal Croce al Gramsci, dallo Sturzo al Basso, dal Giovanni XXIII all’istituto per la storia del movimento di Liberazione. Ancora si ignorano i criteri con cui il ministro Bondi intende salvare o seppellire definitivamente gli istituti, ma secondo una voce circolata sempre più insistentemente nell’associazione che li rappresenta, il criterio potrebbe essere quello di dimezzare fondi del cinquanta per cento per ciascun ente. Un taglio indiscriminato, che provocherebbe molti sommersi e nessun salvato. “Un’ipotesi nefasta”, commenta Lucia Zannino della Fondazione Basso, segretaria generale dell’Associazione degli Istituti Culturali Italiani. “Se dovesse passare questa soluzione, le conseguenze sarebbero molto gravi. Il ridimensionamento rischia di portare molti istituti alla chiusura, con la perdita di un prezioso bagaglio di esperienza …

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"Università al collasso Nuova protesta dal 5 al 9", di Roberto Ciccarelli

È forse più di un segnale di nervosismo quello che ha spinto il presidente della Conferenza dei Rettori Enrico Decleva a predire che il 2011 sarà l’anno del collasso dell’università italiana. Il suo è stato un esorcismo per spingere il ministro dell’economia Tremonti ad esprimersi sulle modalità che vorrà scegliere per ripianare il prossimo taglio del 14,7 per cento sul fondo ordinario di finanziamento (Ffo) degli atenei. Per evitare il disastro il rappresentante dei rettori italiani auspica un’altra meraviglia fiscale come quella con cui quest’anno Tremonti ha detto di avere risolto il problema. Sui 678 milioni di tagli previsti ne ha ripianati 400 con lo scudo fiscale. Quindi, una perdita netta di «soli» 200 milioni. Più che di una meraviglia, si dovrebbe parlare di un rammendo dell’ultimo minuto ad una ferita che sta andando in cancrena. Ma da quando Tremonti cavalca l’imperativo del taglio degli «enti inutili», in particolare quelli che si occupano di cultura conoscenza e formazione, queste invocazioni al suo buon senso marginale, ma in fondo ancora resistente, sembrano talvolta andare a buon …

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Brancher: il Pd presenta una mozione di sfiducia, deve dimettersi

Il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, ha annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia individuale verso il ministro Aldo Brancher. Non ci sarà un documento unitario di tutte le opposizioni per la riserva dell’Udc ad una iniziativa parlamentare assieme a Idv. La capigruppo di domani mattina deciderà quando calendarizzare la mozione di sfiducia. “La nomina del ministro Aldo Brancher – ha detto Franceschini ai giornalisti al termine di una riunione del direttivo del gruppo del Pd – assume sempre più caratteri oscuri che vanno chiariti fino in fondo. Non basta la rinuncia – ha proseguito – al ricorso al legittimo impedimento, la vicenda resta inqualificabile” per l’assenza di chiarezza sui motivi della nomina, vista l’assenza di deleghe assegnate a Brancher. “Per questo – ha aggiunto Franceschini – persenteremo una mozione di sfiducia individuale. Comincerà subito la raccolta delle firme – ha spiegato Franceschini -. E ci impegneremo affinchè il sostegno sia il più ampio possibile. Se nel frattempo – ha aggiunto il capogruppo del Pd – il ministro Brancher decidesse di dimettersi farebbe un …

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"Un liceale su tre non sa scrivere in italiano", di Mauro Baudino

Sanno parlare, e bisogna ammettere che quando vanno in tv lo dimostrano non senza petulanza; in compenso, non sanno scrivere. Più della metà degli studenti che l’anno scorso hanno affrontato la maturità sono stati giudicati insufficienti per quanto riguarda le loro competenze linguistiche dagli esperti dell’Invalsi, l’ente che certifica il livello di preparazione dei nostri ragazzi. Viene pubblicato oggi il rapporto sugli esami di Stato per il secondo ciclo, una ricerca condotta insieme con l’Accademia della Crusca su un campione di 545 studenti elaborato dall’Istat. Il risultato è sconfortante: i temi di italiano risultano «bocciati» per il 36,1 per cento nei licei, per il 69,4 negli istituti tecnici, e per l’87 nei professionali. Se aggiungiamo gli «appena sufficienti», le percentuali nei licei sfiorano l’80 per cento, e nei tecnici e professionali sfondano quota 90. Ciò non significa che ci sia stata un’ecatombe di bocciati, al contrario. Significa però, come sottolinea con amarezza la professoressa Elena Ugolini, del consiglio di indirizzo dell’Invalsi, che «dopo 13 anni di scuola ci troviamo davanti a ragazzi di un’estrema povertà …

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"L´anello di congiunzione tra i boss e il cavaliere", di Giuseppe D'Avanzo

Una sentenza ripete per la seconda volta, in appello, una verità tragica: Marcello Dell´Utri, l´uomo che ha accompagnato passo dopo passo, curva dopo curva, tutt´intera l´avventura imprenditoriale di Silvio Berlusconi è stato un amico dei mafiosi, l´anello di un sistema criminale, il facilitatore a Milano degli affari e delle pretese delle “famiglie” di Palermo, prima del 1980. Dei Corleonesi, almeno fino al 1992 quando cadono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Se sarà confermata dal giudizio della Cassazione, è una “verità” tragica perché ricorda quanto le fortune del Cavaliere abbiano incrociato e si siano sovrapposte agli interessi mafiosi e rammenta come – ancora oggi – possa essere vigoroso il potere di ricatto di Cosa Nostra su chi governa, sui soci di Berlusconi, forse sullo stesso capo del governo. È stupefacente, alla luce di queste osservazioni, il vivamaria che minimizza, ridimensiona, sdrammatizza l´esito della sentenza di Palermo. Come naufraghi al legno, ci si aggrappa – uno per tutti, lo spudorato Minzolini retribuito con pubblico denaro – alla riduzione della pena di due anni. Dai nove del primo …

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