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"Si può fare molto anche da soli", di Luca Mercalli

Affinché la Giornata mondiale dell’Ambiente non sia la solita celebrazione di facciata come tante, è importante un coinvolgimento personale immediato, senza aspettare, come spesso si sente dire, che siano i grandi a decidere. La Terra è abitata da quasi sette miliardi di persone ed è la somma dei loro comportamenti a incidere sul suo stato sanitario.
I motivi per far qualcosa non sono solo di natura etica o estetica, ma attingono alla difesa del benessere degli individui di oggi e di domani in relazione a un ambiente che, minacciato su ogni fronte, dai cambiamenti climatici alla macchia oleosa sull’oceano, dal sovrasfruttamento di suoli, mari e foreste alla produzione di rifiuti, rischia di non garantirci più, come specie, una dignitosa sopravvivenza. Da che parte cominciare allora? Primo, caccia allo spreco. E’ il principio guida a cui guardare. Nella nostra società occidentale si butta via tra energia, cibo e materie prime circa il trenta per cento di ciò che circola sul mercato.

La casa: è un gran colabrodo energetico, d’inverno il prezioso caldo ottenuto da gas o petrolio esce da spifferi, pareti e tetti mal isolati, d’estate a uscire è il freddo prodotto a caro prezzo dai condizionatori. Isolare, isolare e isolare ancora, cambiare infissi, installare pannelli solari per l’acqua calda e fotovoltaici per l’elettricità, mettere una caldaia a condensazione o una pompa di calore. Tutte cose che sembrano costar care sul momento, ma in realtà godono di incentivi e sgravi fiscali, generano nuova economia virtuosa e abbassano per sempre le bollette e le emissioni. E poi non è solo per denaro, farsi la doccia con l’acqua solare deve diventare un punto d’orgoglio, un godimento interiore e spazzare via altri status symbol obsoleti e ingordi.

Ah, tutto ciò si può fare anche in condominio, l’esercizio di democrazia partecipata che si deve superare per mettere d’accordo tutti sarà utile per l’intera società. Ridurre i rifiuti: meno imballaggi, meno acquisti superflui, essenzialità degli oggetti del desiderio, meno cose, più buone relazioni. E quello che resta, lo si ricicla differenziando. Se avete solo pochi metri quadri di terreno, fateci il compost, evitando che un camioncino debba passare a raccogliere bucce di patate e insalata appassita bruciando gasolio laddove i microrganismi fanno tutto gratis in pochi mesi.

E se avete un giardino con i nanetti e il prato all’inglese, uccidete i nanetti, arate il prato – che nel nostro clima ingoia inutilmente un sacco d’acqua – e al loro posto piantate pomodori e zucchine. Ci sono anche tanti orti urbani da creare sulle ceneri di aree dimenticate, nell’orto si produce a chilometri zero e si imparano molte cose sul funzionamento del mondo. Viaggiate di meno, una riunione evitata grazie a Skype è una benedizione anche per il vostro relax e ha emesso molta meno CO2 di un aereo o di un treno. L’auto? Piccola ed efficiente, astenersi dai Suv. Si può cominciare da qui, il resto verrà, anche da parte dei grandi della Terra.

La Stampa 05.06.10

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