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Scuola, Pd: Pagella elettronica? è norma manifesto, mancano fondi per applicazione

“Il nostro si all’articolo del ddl Brunetta che introduce la pagella elettronica è una sfida all’esecutivo. Vogliamo smascherare il governo che, ancora una volta ,propone una norma manifesto che non potrà essere attuata a causa dei tagli che il governo ha inferto al sistema scolastico”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni che sottolinea come il suo gruppo sia “d’accordo in linea di principio con una norma che dovrebbe rendere più agevole e meno costosa la predisposizione delle pagelle. Tuttavia sappiamo con certezza che non potrà essere applicata dalle scuole né essere utilizzata da tutte le famiglie, che ad oggi, solo per metà hanno una connessione internet. Senza risorse per implementare i software – ha continuato Ghizzoni – senza strumentazione adeguata e senza personale di segreteria (i tagli imposti dalla Gelmini hanno decurtato di più di 4.000 posti) come potrà essere applicata questa norma?” – si chiede Ghizzoni. “La situazione della scuola è drammatica – prosegue – e la manovra finanziaria l’aggraverà ulteriormente: non sarà certo la pagella elettronica a innovare la scuola pubblica, vessata dai tagli enormi sugli organici e le insostenibili decurtazioni alle spese di funzionamento imposti dal Governo Berlusconi”, conclude.

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Di seguito la breve dichiarazione di voto dell’On. Ghizzoni oggi alla Camera dei Deputati

Signor Presidente, intervengo brevemente per dichiarare il voto favorevole del Partito Democratico alla norma in esame, poiché non si può che concordare su una misura che dovrebbe – ma il condizionale è d’obbligo – rendere più agevole, meno onerosa e meno costosa la predisposizione delle pagelle, che rappresenta ancora oggi un momento importante nella relazione fra la famiglia e la scuola.
Tuttavia, come Partito Democratico, abbiamo l’obbligo in questa sede di ristabilire il dato di realtà e di denunciare il fatto che la norma è destinata a restare lettera morta, poiché non sono state previste le necessarie risorse per attuarla. Verrebbe infatti da chiedersi con quali risorse e con quali finanziamenti saranno implementati i software per predisporre la pagella elettronica (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Vale la pena ricordare che non si potrà fare affidamento ancora una volta sui contributi volontari versati dalle famiglie, che sono destinati ad altri usi e ad altri scopi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Varrebbe anche la pena di chiedersi con quale personale, signor Presidente, dato che le segreterie delle scuole sono assolutamente all’osso, dopo i tagli del Ministero e magari varrebbe anche la pena chiedersi con quale strumentazione.
Mi limito a ricordare i nuovi problemi che incontreranno le scuole e non cito un dato comunque che non può sfuggire al Ministro, cioè che poco meno della metà delle famiglie italiane non possiede una connessione Internet e quindi da qui capiamo la velleità del provvedimento in esame. Siamo alle solite: una «norma manifesto», che immaginiamo peraltro sarà propagandata con enfasi, ma che non cambierà la situazione drammatica in cui vivono e in cui versano le scuole e in particolare le loro segreterie amministrative (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). È una situazione determinata da questo Governo, che ha deciso di tagliare le risorse. Voglio ricordare che solo per il 2010 avete tagliato 226 milioni di euro per il funzionamento delle scuole, funzionamento ordinario, e avete tagliato anche il personale e gli organici: gli amministrativi perderanno 4.000 posti di lavoro.
Signor Presidente, la norma che stiamo per approvare quindi non innoverà la scuola, non cambierà lo stato della scuola pubblica, che è taglieggiata da una situazione finanziaria al collasso e da un organico ormai così risicato da renderlo largamente insufficiente. Si tratta di tagli alle risorse e al personale che non permettono alla scuola di assolvere al proprio compito costituzionale con la necessaria serenità e non permettono di innovarsi. Ben altro dovrebbero fare il Ministro Gelmini e il Ministro Brunetta: credere nella scuola pubblica e trasferire le risorse di cui necessita (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico

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