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"La nuova lenzuolata di Bersani per il rilancio delle liberalizzazioni", di Raffaella Cascioli

Benzina, farmacie, ordini professionali, banche, separazione proprietaria della rete di trasporto gas e autocertificazione per l’avvio immediato delle attività produttive. Il Pd mette le liberalizzazioni nel motore della crescita. Perché l’Italia deve tornare a crescere e i cittadini e le imprese possono risparmiare 10 miliardi di euro a costo zero per lo stato.
Nel presentare sei proposte per una nuova stagione di liberalizzazioni, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha spiegato che il partito tradurrà queste misure in emendamenti alla manovra, preannunciando che ulteriori proposte sulla concorrenza e la tutela dei consumatori saranno avanzate nel corso dell’esame al disegno di legge sulla concorrenza. Nel giorno in cui il presidente del consiglio Berlusconi all’assemblea di Confcommercio ha annunciato ai commercianti mirabolanti modifiche costituzionali, il Pd punta su proposte concrete. Come, ad esempio, non vincolare il gestore della pompa a comprare il 100% della benzina del suo marchio ma lasciandolo libero di rivolgersi al libero mercato per almeno il 50%. «È una proposta radicale ma se portasse a una diminuzione del costo della benzina di quattro centesimi al litro, porterebbe un risparmio alla collettività di 2 miliardi nel triennio».
Allo stesso modo sui farmaci il Pd propone di consentire alle parafarmacie di commercializzare anche i farmaci di fascia C e per i liberi professionisti punta su una riforma organica del sistema delle professioni garantendo pari opportunità alle nuove generazioni. Sul fronte delle banche il Pd prevede la nullità della clausola di massimo scoperto affidando a Bankitalia il controllo sul rispetto delle norme. Infine, se Bersani ha riproposto la separazione proprietaria della rete di trasporto per il gas, sull’autocertificazione per l’avvio dell’impresa ricorda che non c’è bisogno di modificare l’articolo 41.
«Rispetto a una manovra che strizza i redditi mediobassi – ha spiegato Bersani – e davanti a una crescita bassissima del paese, noi avanzeremo proposte alternative perché così questa manovra avrà solo effetti depressivi». Di qui la sfida al governo a dire la sua anche se, ha osservato il segretario, è curioso che questo centrodestra, nato con il messaggio che tutto è possibile, oggi si trinceri dietro al fatto che ha le mani legate, che non sia possibile fare niente. E se ieri Dario Franceschini, ha osservato che finora in parlamento governo e maggioranza hanno sempre bloccato le proposte legislative dell’opposizione lamentando l’assenza di coperture, sarà difficile ora respingere queste proposte a costo zero visto che non necessitano di copertura finanziaria. Tanto più che, sottolinea Paolo Giaretta, relatore di minoranza della manovra, «le proposte messe a punto dal Pd dimostrano che non c’è bisogno né di modificare l’articolo 41 della costituzione né di chiamare in causa principi eticofilosofici come ama fare il ministro Tremonti». Per Giaretta d’altra parte «il bilancio delle liberalizzazioni fatte nel passato dal governo Prodi con Bersani ministro hanno ottenuto risultati tangibili ma sono state in parte distrutte dal governo Berlusconi e dalla sua maggioranza».

L’Europa quotidiano 17.06.10

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