cultura

Da Verona a Milano la lirica in rivolta

Sciopero all’Arena coro in borghese alla Scala in vista della protesta del 22. Le opere liriche Aida e Madama Butterfly in programma il 25 e 26 giugno all’Arena di Verona rischiano di non andare in scena per un possibile sciopero di tre giorni, compreso il 27 giugno, che sarà proclamato dai lavoratori della Fondazione Arena qualora alla Camera passasse il decreto di riforma degli organismi lirici e sinfonici. Lo annunciano le segreterie provinciali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials.

La decisione arriva dopo le proteste alla Scala, alla stessa Arena di Verona e nei teatri d’opera di tutta la Penisola. All’Arena ieri sera prima di andare in scena, davanti al presidente del Senato Renato Schifani, il coro ha intonato l’inno d’Italia e urlato «No al decreto Bondi». Alla Scala di Milano alla prima del Faust di Gounod gli orchestrali e i membri del Coro si sono esibiti in borghese. Prima dell’inizio dello spettacolo tutti i membri del coro sono saliti sul palco con una coccarda gialla. Ci sono stati applausi ma anche contestazioni e qualche grido di «vergogna» e «così non avete rispetto di noi che abbiamo pagato il biglietto».

Contro il decreto Bondi è stato indetto da Slc-Cgil, Fistel-CisI, Uilcom-Uil e Fials-Cisal uno sciopero nazionale per l’intera giornata del 22 giugno dei lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche. Rischia di saltare il concerto che chiuderà in piazza della Signoria la 73/a edizione del Maggio musicale fiorentino.
La Stampa 19.06.10

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