cultura

"Tutela paesaggio: aumentano i «no» dei soprintendenti", di Francesco Nariello

Maglie più strette sulla tutela del paesaggio. È destinato a rimanere un ricordo il 2-3% di stop agli interventi in aree tutelate emessi dalle soprintendenze negli scorsi anni. Spesso, oltretutto, resi vani dai successivi ricorsi al Tar. Dal bilancio dei primi sei mesi del nuovo procedimento di autorizzazione paesaggistica, le bocciature dei soprintendenti risultano infatti decisamente aumentate.

I “no”, in alcuni casi, sono addirittura quintuplicati, mentre in altre realtà hanno comunque registrato un’accelerazione. È questo, quindi, l’effetto delle modifiche al codice dei beni culturali diventate operative il 1° gennaio scorso, le quali attribuiscono alle soprintendenze un parere vincolante sul rilascio dei nullaosta per gli interventi nelle aree vincolate, consentendogli di esprimersi nel merito dei progetti e non più solo sulla legittimità. Un significativo cambio di passo per gli uffici statali.

Un caso emblematico del nuovo corso viene dalla Sardegna, dove la soprintendenza ha bloccato la realizzazione di un albergo di quattro piani sulle coste della Maddalena. «Il progetto era a norma – spiega Gabriele Tola, alla guida della struttura competente su Cagliari, Oristano, Sassari e Nuoro – e quindi lo stop non sarebbe stato possibile col vecchio regime. Ora, invece, torna a prevalere la bellezza». Le pronunce negative, precisa poi lo stesso Tola, sono passate dal 6 a quasi il 20% delle richieste ricevute.

«La tutela delle aree vincolate è di certo più attenta – afferma Anna Di Bene, soprintendente dell’Umbria -. E anche l’atteggiamento degli enti delegati è diventato più collaborativo da quando il nostro parere è vincolante». Nella regione è stato di recente bocciato il progetto di un parco eolico su un promontorio nei pressi di Gubbio, in pieno paesaggio collinare: 11 pale da 100 metri di altezza e 92 di diametro, posate su basi di 1.000 metri cubi di calcestruzzo».

Bilancio positivo anche per Alberto Artioli, a capo della soprintendenza di Milano (e altre otto province lombarde). «Per quanto il carico di lavoro sia più gravoso e siamo costretti a selezionare gli interventi, la nostra azione è ora molto più efficace. Per questo le bocciature sono aumentate del quadruplo rispetto al trend dello scorso anno». Della stessa opinione Renata Codello, soprintendente di Venezia e Laguna: «Il mero annullamento per illegittimità – spiega – aveva limitato i respingimenti al 3-4%, mentre ora sono saliti al 15% circa».

Discorso diverso per gli uffici di Salerno e Avellino, tra i più severi d’Italia, con una pratica bocciata ogni tre. Secondo il soprintendente, Giuseppe Zampino, si riscontrano però più difficoltà legate «alla qualità scadente dei progetti presentati». Per Giorgio Palandri, responsabile paesaggio della soprintendenza delle province del Lazio , invece, i problemi nascono dalla mancanza di coordinamento con gli enti delegati: «Ogni comune presenta documenti diversi, rallentando ancora di più il flusso delle risposte».

Proprio per smaltire più rapidamente i fascicoli accumulati sulle scrivanie dei soprintendenti è stato varato dal governo il regolamento sulle semplificazioni, che individua 39 opere di lieve entità per le quali viene alleggerito l’iter per il rilascio dei nullaosta. Per lo stesso gruppo di interventi, inoltre, sarebbe allo studio un’ipotesi di sanatoria (si veda articolo a fianco).

In attesa di valutare la portata delle semplificazioni, intanto, i soprintendenti si mostrano cauti sui possibili effetti della misura. Per Giorgio Cozzolino, soprintendente delle Marche, «lo snellimento potrà avere un impatto positivo per committenti e professionisti, meno per le soprintendenze, che già si concentrano sulle pratiche più importanti». Preoccupata Paola Grifoni, con competenza su Bologna, Modena e Reggio Emilia: «Con la riduzione dei tempi per il parere a 25 giorni, si rischia di non poter nemmeno visionare i progetti».

Il Sole 24 Ore 21.06.10

Condividi