economia, lavoro, partito democratico, politica italiana

Sulla strada giusta

Riunione della Direzione Nazionale del PD a Roma. Bersani: “Il Pd deve prendere per mano tutti gli italiani più colpiti dalla manovra”. Si è svolta stamani a Roma la Direzione Nazionale del PD. Una riunione per fare il punto, a poche settimane dalla pausa estiva, sulla manovra economica e per organizzare il lavoro del PD per i prossimi mesi a partire dall’Assemblea che si terrà l’8 e 9 ottobre e dalla Direzione del gennaio 2011 che voterà i documenti che diventeranno il programma del PD.
Il vicesegretario Enrico Letta ha indicato al Pd 3 AZIONI PER L’ESTATE.

1) IL PAESE PRIMA DI TUTTO.

La prima azione è sui temi economico-sociali in linea con l’appello di Napolitano di ieri. Per noi la manovra ci vuole ma così è sbagliata. Va cambiata in Parlamento a favore di chi lavora, di chi produce e a favore delle famiglie. I temi dell’educazione saranno il centro dell’azione del Pd, sia in vista della ripresa dell’anno scolastico sia attraverso il viaggio nelle Università italiane che il Pd ha iniziato da qualche giorno. Per quanto riguarda il federalismo è necessario salvarlo dalla Manovra che lo uccide, con la penalizzazione inaccettabile delle autonomie locali (denunciata anche da autorevoli rappresentanti del centrodestra). Il Governo risponda sul perché della nomina incomprensibile di Brancher e la non nomina del ministro per lo Sviluppo. Ribadisco poi l’auspicio di una vittoria del si al referendum di Pomigliano sull’accordo che consideriamo un “unicum”. In tema di imprese poi il Pd è impegnato nell’elaborazione di un manifesto
per le Pmi.

2) IL PROGETTO DEL PD PER PASSARE AL CAMBIAMENTO.

I 6 documenti approvati dall’ultima Assemblea su Università, Green Economy, Lavoro, Giustizia , Europa ed Istituzioni, passano alla discussione su internet e nei circoli. Si avvia la preparazione dell’Assemblea Nazionale prevista per l’8-9 ottobre prossimi in cui si voteranno altri documenti (tra cui Scuola e Fisco). L’obiettivo è quello di scrollarci di dosso la muffa dell’immagine di conservatori che ci portiamo dietro. Noi dobbiamo essere il Partito del cambiamento. Basta discussioni sul passato, pensiamo solo al futuro.

3) DALLA PARTE DELLE REGOLE.

In questa Italia in cui ogni giorno vengono scoperchiati verminai che raccontano marchette, raccomandazioni e prepotenze noi dobbiamo ribadire la forza delle regole. Quindi no alla legge sulle intercettazioni, si alla difesa del diritto alla privacy e no ai condoni.
Il presidente dell’Assemblea nazionale del Pd Rosy Bindi ha invitato il partito a darsi e a riscoprire un “metodo associativo”per coinvolgere i circoli e gli iscritti sui problemi veri del paese e sull’agenda programmatica che stiamo sviluppando. “Bisogna mangiare cibo solido e bere bevande robuste, anziché concentrarsi su equilibri interni, va fatta una campagna di informazione interna”.

Anche sulla manovra va approfondita la riflessione sulla tendenza di fondo comune a tutti i governi di centrodestra e’ evidente che si vuole uscire dalla crisi con meno spesa pubblica, meno pensioni meno scuola, meno sanità. Invece di aggredire le cause della crisi di un modello di sviluppo si tagliano le sicurezze. Noi non vogliamo lo status quo ma non possiamo neppure accettare che sia spazzato via il modello di welfare europeo. Anche su Pomigliano, è evidente che non va perso l’investimento ma dobbiamo interrogarci su come stanno cambiando le relazioni industriali, azienda per azienda contratto per contratto. Se Pomigliano non deve diventare un modello, il Pd deve incalzare sia ilsindacato che gli imprenditori: non si può pagare il lavoro con meno diritti.

Bindi ha chiuso con un richiamo alla indifferenza generalizzata di fronte agli scandali: una marea nera che lambisce ormai tutte le coste. Il Pd non deve fare del moralismo o del giustizialismo ma dobbiamo essere il partito della questione morale, perché oggi non c’e più nessuno legittimato a rappresentare un punto di resistenza morale.

Bersani: siamo sulla strada giusta.
“La questione sociale, democratica e morale aperta nel paese sta determinando un distacco, uno scoramento, un’indignazione e una rabbia frustrante nel paese. Non c’e da aspettarsi nulla di buono se aspettiamo sulla riva la deriva del centrodestra: dobbiamo cercare di raffigurarci come il partito che prende per mano questo distacco e interpreti i bisogni sociali del paese. Abbiamo appena cominciato a lavorare. Sabato abbiamo fatto un passo avanti buono. Abbiamo dato l’idea di un partito convinto di se vicino alle persone che insieme alle proteste formula delle proposte per l’alternativa. Siamo in cammino sulla strada giusta, passo dopo passo, senza allarmismi se ci sono degli inciampi “.

Inizia dai segnali incoraggianti la replica di Bersani alla Direzione Nazionale. Poi illustra ai componenti della Direzione la strategia sulla manovra: “Teniamo l’asse su alcuni punti: questa manovra tira le somme dell’attività di governo, degli errori fatti, è iniqua, mancano le riforme ed è al fine delle speranze di crescita e cambiamento del paese. La nostra idea è che il Pd debba prendere per mano tutti gli italiani più colpiti dalla manovra mentre il PD ancora non è visto come il baluardo che difende gli interessi sociali”.

“Abbiamo le nostre proposte ora diamo atto quotidianamente delle battaglie parlamentari, degli incontri con le forze sociali a livello nazionale e locale, facciamo manifestazioni sui territori assieme ai nostri amministratori. Questo è il nostro compito di fronte a una manovra iniqua che non contiene elementi di crescita e che, proprio per questo, promette a breve un’altra manovra. Io spero che il Parlamento corregga almeno le distorsioni più gravi – ha aggiunto – e i nostri emendamenti vanno proprio in questa direzione: tolgono risorse da una parte e le mettono sulla crescita e l’equità”.

Sul federalismo e le baruffe scoppiate dopo la nomina a ministro di Brancher dedica due battute: “La Lega è la sutura della maggioranza, e i problemi cominciano ad esserci. La base gli darà problemi, dobbiamo essere pronti a indicare come la manovra ferma il federalismo”.

Nel giorno del referendum tra i lavoratori di Pomigliano non manca un passaggio sul tema: “Non abbandoniamo il dato dell’eccezionalità di quella situazione ma il diritto del lavoro oggi è messo in discussione dalle politiche del governo e bisogna difenderlo. Siamo di fronte a un passaggio delicato – ha detto Bersani – noi diciamo che bisogna preservare gli investimenti e che non se ne faccia un modello. Ora occorre rispetto per la voce dei lavoratori, e voglio credere che ci sia anche da parte della Fiat. Se nel referendum vinceranno i sì, sarà un sì all’accordo con la Fiat e la Fiat dovrá portarlo avanti”.
Bersani ha replicato alla critica fatta da chi ha parlato di “ambiguitá” da parte del Pd: “Si chiede ai lavoratori di disturbarsi, ma non si chiede mai al resto del Paese di disturbarsi almeno un pochino. Me la prendo con chi punta sempre il dito sulla flessibilità degli operai e degli altri, ma quando si tenta di toccare la propria posizione alza barricate”.

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