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Debito record

ll debito pubblico italiano tocca un nuovo record: 1.838,296 miliardi di euro. Francesco Boccia: “I dati di Bankitalia confermano ciò che diciamo da mesi. Se veramente hanno intenzione di andare avanti così, fra tre anni saremo alla bancarotta”.
Brutte notizie da Via Nazionale: il debito pubblico italiano, a luglio di quest’anno è salito rispetto a giugno e ha toccato un nuovo record, a quota 1.838,296 miliardi di euro; il dato è contenuto nel supplemento del Bollettino statistico della Banca d’Italia dedicato alla Finanza pubblica.

A giugno, il disavanzo era pari a 1.822 miliardi di euro, mentre un anno fa (luglio 2009), si attestava a 1.754,7 miliardi. In dodici mesi l’aumento è dunque di 83,596 miliardi, pari al 4,76%.

Nello stesso periodo, l’aumento del Pil è stato di circa l’1%: inevitabile pertanto che il rapporto deficit-Pil sia peggiorato.
Sul fronte delle entrate tributarie, il saldo è negativo: sempre secondo Palazzo Koch, nelle casse dello Stato sono affluiti a luglio 36.225 milioni di euro; erano stati 41.116 a giugno e 37.905 a luglio dell’anno scorso 2009.
A luglio, le entrate complessive hanno raggiunto quota 39.096 milioni di euro, rispetto ai 43.556 milioni del mese precedente.

Duro il giudizio di Stefano Fassina, responsabile Economia del Pd, che ha osservato come “senza crescita economica non ci può essere risanamento della finanza pubblica. Tremonti continua a magnificare i suoi successi nella lotta all’evasione citando i risultati dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. Dimentica di dire – ha sottolineato l’esponente del Pd – che per ogni miliardo in più raccolto grazie ai controlli, perdiamo 10 miliardi a causa della riduzione della fedeltà fiscale, della compliance nella fase delle auto-dichiarazioni. Rigore e crescita possono andare insieme – ha concluso Fassina – debbono andare insieme per dare futuro all’Italia”

Per Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del gruppo Pd della Camera, “i dati di Bankitalia di oggi confermano quanto stiamo dicendo da mesi. Se veramente hanno intenzione di andare avanti così, fra tre anni saremo alla bancarotta. A questo punto – ha osservato l’esponente dem – Tremonti deve venire in Parlamento, prima ancora dell’annunciato intervento di Berlusconi. La situazione dei conti pubblici è da allarme rosso e il governo deve spiegare quale tipo di manovra correttiva ci chiederà di prendere in esame” .

A giudizio di Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati del Pd, “i nostri conti sono in sofferenza, ma il ministro dell’Economia non mancherà di dirci che va tutto bene. Abbiamo sprecato due anni nella lotta all’evasione aiutando chi aveva esportato illegalmente capitali all’estero. Ma sentite qualcuno parlare di economia? Troppo indaffarati a comprare voti, stanno mandando il Paese allo sbaraglio”.

A parere di Marina Sereni, vicepresidente dell’Assemblea nazionale dem, “i dati di Bankitalia sul debito ci ricordano che per risolvere i problemi veri del Paese serve ben altro che una campagna acquisti di qualche deputato scontento. Il governo della destra ha fatto fallimento, non si illudano di poter galleggiare di fronte alle emergenze economiche e sociali”.

Per Antonio Misiani, segretario della Commissione bilancio della Camera, “mentre il resto d’Europa si è rimboccato seriamente le maniche per affrontare la crisi e rimettere in carreggiata i conti pubblici, l’esecutivo Berlusconi continua a fare solo propaganda, sperando nello stellone. Puntuali, invece, le cifre ufficiali smentiscono la spensieratezza di Tremonti e destano molta preoccupazione – ha puntualizzato l’esponente del Pd – in particolare per quanto riguarda le entrate fiscali, a testimonianza che tra scudi e sanatorie è passato il messaggio irresponsabile che le tasse è meglio non pagarle. Un minimo di responsabilità imporrebbe una presa d’atto e un mea culpa da parte di un ministro che dal 2001 ad oggi ha firmato sette finanziarie su dieci”.

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