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Nessun pacco dono a Berlusconi

Bersani: “Non vorrei si facesse un pacco dono a Berlusconi. La palla è da quella parte, dobbiamo parlare dei problemi del paese. Le elezioni anticipate ci saranno, perché tre anni sono lunghi. Ci saranno e avranno un padre ed una madre, Silvio Berlusconi e il suo fallimento. Il problema adesso è capire che il paese vive un momento difficile e bisogna offrire prospettive molto concrete: lavoro, fisco e scuola. Se la palla è nel campo del governo, non bisogna ributtarla noi dalla nostra parte”
È normale che in un paese europeo ci sia una maggioranza e una minoranza. È in corso una ristrutturazione della minoranza. Anche questo è normale. Ma non vorrei si facesse un pacco dono a Berlusconi. La palla è da quella parte, dobbiamo parlare dei problemi del paese”. Così Pier Luigi Bersani, segretario del Partito democratico, durante la trasmissione “Porta a porta” su Rai1.

“Le elezioni anticipate – ha ribadito il leader democratico – ci saranno, perché tre anni sono lunghi. Ci saranno e avranno un padre ed una madre, Silvio Berlusconie il suo fallimento. Il problema adesso è capire che il paese vive un momento difficile e bisogna offrire prospettive molto concrete: lavoro, fisco e scuola. Se la palla è nel campo del governo, non bisogna ributtarla noi dalla nostra parte”.

La riforma della Scuola e le migliaia di precari. In questi giorni è ripartita la Scuola con la riforma Gelmini auto-celebrata come “storica”. Ma accanto ai numerosi difetti e approssimazioni che la riforma ha reso legge, la nuova normativa si è dimostrata una scure contro gli insegnanti e il loro impiego. “Ma perché trattiamo la gente in quel modo? I precari hanno lavorato 15-20 anni, hanno insegnato, ma non è mica colpa loro. Perché li trattano cosi’? Li insultano anche…”. Ha dichiarato Pier Luigi Bersani in difesa i precari della scuola.

“La cura è arrivata in un modo scomposto e senza ragionamento sulle conseguenze. Ora, però, c’è un tema di assoluta urgenza: mettiamo a gara alcune frequenze liberate dal digitale terrestre, e diamo un primo contributo di investimenti su scuola e università. Per restituire risorse alla scuola,
all’università e alla cultura Silvio Berlusconi potrebbe fare quello che è già stato fatto in molti paesi da quando molte nuove frequenze sono state liberate dal digitale terrestre. Metta all’asta queste nuove risorse che nel nostro paese potrebbero valere 4-5 miliardi di euro. Voglio sapere da Berlusconi perché no? La verità è che questo universo di ipercontrollo televisivo ci fa perdere delle risorse. Allora Berlusconi spenda quei soldi, che possono essere 3-4-5 miliardi, per la scuola, l’università e la cultura. E noi, in Parlamento, gli diamo il voto”.

Il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini è “peggio dei padroni delle ferriere. Tagliare 8 miliardi in 3 anni senza ridurre l’offerta informativa è un raccontino che il ministro Gelmini può fare ad altri. Ai precari sono state fatte cose che non vengono fatte nemmeno dai padroni delle ferriere. Altro che Marchionne! Io ho incontrato gente lasciata a casa con due figli e il mutuo. E son cose che nemmeno i padroni delle ferriere hanno fatto. Io prego il ministro Gelmini di ricevere queste persone, vuoi lasciare a casa della gente? Ma almeno incontrali, fai un tavolo. Sono persone che in questi anni hanno fatto il loro lavoro e non sono mangia pane a tradimento”.

Il caso Francia-Italia sui rom. “Quella dei rom è una piccola minoranza nomade e un’Europa che non riesce a governare civilmente le esigenze di una piccolissima popolazione, è una vergogna”. Questo è stato il commento di Bersani sulla diatriba sull’espulsione dei rom tra la Commissione europea e la Francia (appoggiata da Berlusconi). Un polemica cavalcata subito dalla Lega a prescindere da qualunque motivazione di merito.

“Sì, è vero, risulta anche a me che i rom sono ladri. Nel mio paese quando arrivavano si chiudevano le porte, ma non venivano mai trattati male. Bossi invece di prendersela con loro, si occupi di altri ladroni ai quali sono state aperte autostrade con norme approvate in Parlamento. È una vergogna che una piccola minoranza di nomadi che girano in Europa da mille anni non possano trovare una sistemazione in campi civili”.

Riforma elettorale e governo di transizione. Bersani parlando della riforma della legge elettorale, ha spiegato che a suo parere su un Mattarellum corretto o un sistema tedesco corretto “si
può lavorare e trovare una soluzione”. Una soluzione “che rispetti il bipolarismo, che permetta ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti e quale coalizione andrà al governo”.

“Quando parlo di un governo di transizione con una durata limitata, dico una cosa che non esclude le elezioni semmai le mette su un binario utile. Se ci saranno le elezioni anticipate, dovranno avere un padre e una madre: Silvio Berlusconi”.

”Se ci si mette a lavorare una soluzione per la legge elettorale possiamo trovarla rendendo questo bipolarismo più civile e dando all’elettore la possibilita’ di scegliere una maggioranza senza ribaltoni. Non esiste la possibilità di uno scambio tra la legge elettorale e uno scudo giudiziario per
Berlusconi. La crisi del governo di centrodestra è nelle cose. Non stiano a traccheggiare. Vadano dal presidente della Repubblica e poi proviamo a fare un governo per la riforma elettorale”.

“Tranquilli – ha dichiarato Bersani – il bipolarismo non si tocca” ma certo va normalizzato e quindi il segretario del Pd sottolinea che va ridata la possibilità agli elettori di scegliere i parlamentari:
“come? Io preferisco il meccanismo del collegio”.

Il nuovo Ulivo e il documento di Veltroni. “Quando il centrosinistra ha governato per cinque anni ha fatto buone riforme. Ma dopo, il caso Unione è stato negativo e traumatico”. Così Pier Luigi Bersani nel corso della registrazione della trasmissione Porta a Porta. “Quell’esperienza – ha aggiunto – ci deve far porre con onestà di fronte al paese. Le alleanze non si fanno a tutti i costi. Ma sono certo che si possono aggregare intimamente delle forze per competere. Questo è possibile”.

“Al prossimo giro voglio le garanzie” a chiarito Bersani Occorre “ragionare con Idv, Sinistra e libertà e Socialisti” per definire un programma per l’alternativa. ”Ma non a tutti i costi – ha aggiunto – si devono mettere paletti. È possibile un incontro con Udc? Non lo so ma è doveroso verificarlo”.

Della situazione che si è creata con il documento di Veltroni “ho un’impressione non simpatica”, e “non possiamo guardarci la punta delle scarpe”, ha spiegato il segretario del Pd. “Quando piove piove per tutti, e io sono preoccupato e chiedo per favore di parlare di qualcosa che interesse da vicino gli italiani. C’è molta tensione in giro, e il governo invece di spegnere i fuochi li accende”.

“Il Pd non è il Pdl. Da noi ci sono tutti gli strumenti per partecipare. Non si può dire sto dentro e fuori. Se servo, ci sono- ha concluso Bersani – le primarie le faccio. Ora si parla di una Papa straniero. Ma se si guarda chi ha il copyright all’ufficio brevetti, questi è proprio Prodi”.

A.Dra.
www.partitodemocratico.it

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