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Assessore-choc: “Fuori i disabili dalle classi”, di Federico Genta

Basta disabili a scuola. Non imparano e disturbano. Meglio per tutti una comunità, dove mandarli seguiti da personale specializzato. Parole dell’assessore all’Istruzione di Chieri, comune torinese di 36 mila anime adagiato sulle colline verso l’Astigiano. Parole pronunciate durante il Consiglio comunale aperto dell’altra sera, che indignano i genitori di bimbi portatori di handicap. Famiglie che sognano per i loro figli un futuro fatto di integrazione, non di isolamento. Frasi che fanno accapponare la pelle al sindaco, pediatra in pensione, che dice: «Lo hanno frainteso. Io lo conosco bene Giuseppe Pellegrino è una persona sensibile. Intelligente. Non intendeva offendere ma sollevare un problema».

Ed eccolo qui l’assessore finito nel mirino. Avvocato civilista di 64 anni, console onorario della Repubblica Slovacca per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Vedovo e con tre figli. L’altra sera durante l’incontro sulla scuola, è andato giù duro. E, a freddo, continua a non comprendere il motivo di tanto scandalizzarsi. «Qualche genitore si è sentito offeso? E perché mai? Ho detto soltanto quel che pensano tutti: quei ragazzi a scuola disturbano». Il sindaco Francesco Lancione cerca di mediare: «Pellegrino ha sbagliato e glielo ho detto alla fine della riunione. Il clima era teso e ha parlato a sproposito, fuori luogo. Né io e nemmeno questa amministrazione condividiamo ciò che ha detto. Capisco che tanti genitori possano essersi sentiti umiliati. Sono persone che devono essere aiutate, non allontanate dalla comunità».

E in paese è rivolta. Sulle barricate sale per prima Barbara Zamboni, presidente del III° Circolo scolastico, e mamma di due bambine diversamente abili. «Mi chiedo dove quel politicante trovi la faccia tosta di esprimersi in questo modo? Affrontiamo ogni giorno mille difficoltà. E secondo l’assessore cosa dovremmo fare? Tenere i nostri bambini fuori dai luoghi pubblici, perché non pesino sui bilanci e non disturbino? Dobbiamo forse metterli in lager perché sono più sfortunati degli altri?»

Lui, il Console onorario, Giuseppe Pellegrino, ascolta le critiche, e non fa una piega. «ma di cosa si lamentano? Noi facciamo tantissimo per questi studenti. Ma anche i genitori devono rendersi conto che sono tempi duri per tutti». E ribadisce il concetto. «Aiutiamo i genitori e gli consigliamo il percorso migliore per i propri figli». E secondo lei dove dovrebbe portare questa strada? «A creare luoghi adeguati ai reali bisogni di questi ragazzi. Oggi ci sono comunità specializzate. Non sempre mamma e papà sono d’accordo, ma è nostro compito convincerli». La scuola, secondo lui non serve. «Lasciarli in classe con gli altri compagni è inutile? Ci sono ragazzi, qui da noi, che passano la mattina a dare calci e pugni ad un muro. Disturbano e non imparano nulla». E gli insegnati di sostegno che dovrebbero assisterli non bastano? «Non possono fare nulla. E questi ragazzi con l’istruzione non hanno nulla a che fare».

La Stampa 24.09.10

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Scuola, Pd: assordante silenzio Gelmini su dichiarazioni contro disabili

De Torre: da assessore Pellegrino parole agghiaccianti, presentata interpellanza “Davanti alle agghiaccianti dichiarazioni dell’assessore all’istruzione di Chieri, il silenzio del ministro Gelmini è assordante”. Così la deputata democratica, ex sottosegretario all’istruzione, Letizia De Torre interviene nel merito delle dichiarazioni dell’assessore all’istruzione del comune di Chieri (To), Giuseppe Pellegrino, che intervenendo in consiglio comunale sul tema degli alunni disabili nelle classi, ha affermato: “basta disabili a scuola. Non imparano e disturbano. Meglio per tutti una comunità, dove mandarli seguiti da personale specializzato. “Ho depositato a riguardo un’interpellanza parlamentare per sapere quali iniziative intende assumere il ministro Gelmini per rispondere a tale grave provocazione che cavalca l’onda di una cultura discriminatoria pericolosamente dilagante, che va a minare profondamente la natura inclusiva della scuola italiana”.

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Manuela Ghizzoni
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Antonio Casarini
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Antonio Casarini
Ospite

Mi ritorna alla mente una lezione che ci fu impartita da Basaglia che con tanti oppositori, riusci ad insegnarci che la persona con difficoltà deve essere, e vivere insieme ai suoi simili, più ha difficoltà più la comunità deve farsi carico ed accogliere l’essere umano il fratello, poi si è anche accertato che nel disagio si cresce tutti, ma questa scuola che taluni vorrebbero elettiva e selettiva per costruire persone d’oggi, perde l’essenza dell’io e del tutti.