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Soluzione rifiuti? Riempire il Parco nazionale del Vesuvio

Bianchi: “Emergenza mai finita, no a discarica nel parco nazionale del Vesuvio. Realacci: “Ripartire da comuni come Pollica”. Bossa: “Sui rifiuti ‘San Silvio’ non ha fatto nessun miracolo; una follia ampliare le discariche” Penati: “L’immobilismo del presidente Podestà porterà l’emergenza anche a Milano”.
Siamo in balia di ‘un governo irresponsabile: che prima vende come risolta un’emergenza che non è mai finita e ora si ostina a voler aprire una discarica da 3 milioni di tonnellate nel parco nazionale del Vesuvio’, queste le considerazioni di Stella Bianchi, Responsabile Ambiente del Partito Democratico, una volta appresa l’assurda proposta per risolvere l’emergenza rifiuti a Napoli.

“Ancora un danno permanente per versare rifiuti in un buco che prima o poi si riempirà –ha dichiarato la responsabile democratica -. Le misure di buon senso continuano a mancare, a partire dalla raccolta differenziata e dall’avvio degli impianti di trattamento”.

La Bianchi ha poi denunciato le solite plateali azioni di facciata del presidente del consiglio con tanto di telecamere a seguito: “Berlusconi è sceso a inaugurare trionfalmente l’inceneritore di Acerra, che però continua a non funzionare. Questi i risultati a Napoli del governo del fare, purtroppo gli stessi de L’Aquila, dell’Alitalia, delle migliaia di imprese in crisi”.

E proprio sull’inceneritore di Acerra si è espresso Alessandro Bratti, esponente del Partito Democratico in Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, evidenziando che ‘la comunicazione del governo continua ad essere poco chiara’. “L’impianto ha un problema tecnologico, i dati non sono mai stati comunicati ufficialmente: sarebbe interessante sapere che tipo di controlli sono stati fatti, e quanti, e quali i risultati ottenuti. A noi sono arrivate segnalazioni di esposti sulle emissioni alla Procura di Nola. Risulta anche al governo? Ci rispondano nel merito”, ha dichiarato Bratti.
E come ha detto il Commissario Bratti ‘serve un’assunzione di responsabilità, perché si tratta di un tema delicato sia sotto il profilo ambientale e sanitario che sotto quello sociale, fatti che il PD ha denunciato da tempo, l’emergenza c’è ancora, con buona pace dell’incauta propaganda che il governo ha orchestrato da due anni. A Terzigno c’è una situazione di esasperazione che va condannata, ma il governo e anche la Regione contribuiscono molto a far peggiorare la situazione’.

‘Il re è nudo’, ha detto Ermete Realacci Responsabile green economy del Pd, commentando la critica situazione dei rifiuti riemersi in questi giorni a Napoli. “Spenti i riflettori della propaganda è evidente che la questione dei rifiuti in Campania è tutt’altro che risolta. Si continua ad inseguire affannosamente la ricerca di siti per realizzare le discariche, rinnovando improbabili ipotesi come quella di un sito all’interno del parco del Vesuvio”.

Realacci ha poi spiegato tecnicamente tutte falle nella gestione rifiuti: “Fatica a decollare la raccolta differenziata con percentuali ancora troppo basse e lontane da standard accettabili. E’ traballante e insufficiente l’impianto del termovalorizzatore di Acerra. Sono quasi assenti gli impianti di compostaggio e questa mancanza penalizza fortemente i comuni virtuosi che effettuano la raccolta differenziata. Eppure è da questi che si deve ripartire, da esperienze come quella di Pollica e del Sindaco Angelo Vassallo. Un comune dove la raccolta differenziata ha superato il 70%, un amministratore che ha dimostrato che una Campania diversa è possibile”.

E intanto in queste ore le popolazioni di Terzigno e Chiaiano, stanno protestando per impedire lo sciagurato ampliamento delle due discariche. La deputata Pd, ed ex sindaco di Ercolano, Luisa Bossa, ha ribadito che ‘non si possono più chiedere sacrifici a territori e cittadini che hanno già pagato il loro prezzo’.

“Terzigno e Chiaiano -ha spiegato la deputata Pd -ospitano da un anno due megadiscariche allestite in deroga alla normativa europea. Dovevano essere un rimedio temporaneo e straordinario per affrontare l’emergenza, nell’attesa di mettere a regime il ciclo ordinario dei rifiuti. In un anno, dopo gli annunci reboanti e dopo aver gridato al miracolo di aver portato Napoli fuori dall’emergenza, non c’è stato nulla. ‘San Silvio’ il miracolo non lo ha fatto. Siamo esattamente dov’eravamo un anno fa”.

“La discarica nel Parco nazionale del Vesuvio, a Terzigno –ha concluso Bossa – oltre ad essere contro la normativa europea, è contro ogni norma di buon senso. Lo stesso vale per quella del Parco delle Colline di Chiaiano. Invece di pensare ad ampliarle, acquisendo nuove cave, si proponga ai cittadini un piano per la bonifica e ci si dia da fare seriamente per il decollo del ciclo ordinario dei rifiuti, che significa differenziata, compostaggio, termodistruzione, e quindi chiusura delle discariche”.

L’on. Bossa ha depositato, sul caso Terzigno, una interrogazione urgente al Presidente del Consiglio, che sarà discussa in aula a Montecitorio giovedì prossimo. A rispondere ci sarà il sottosegretario Guido Bertolaso.
‘Il governo del fare è soltanto uno slogan, ma gli italiani stanno pagando sulla loro pelle le menzogne di un esecutivo immobile’ lo ha detto Rosa Villecco Calipari, vicepresidente dei deputati del PD. “I sindaci dei comuni partenopei, le scuole, le famiglie, sono mobilitati e non basterà dire che sono strumentalizzati dalla camorra per sminuire la loro protesta. Le cifre sono allarmanti tra roghi e guerriglia in questi giorni è andato in fumo circa un milione di euro al giorno”.

Il rischio reale è che questa situazione incontenibile sui rifiuti si estenda anche nella città di Milano, e questo lo ha evidenziato Filippo Penati, vicepresidente del consiglio regionale lombardo e capo Segreteria politica di Bersani. “Dopo un anno e mezzo di giunta Podestà alla provincia di Milano non si è fatto nessun passo avanti, dopo che Berlusconi in persona era venuto a dire in campagna elettorale che con Penati presidente Milano sarebbe diventata come Napoli. Mentre, invece, insieme alla mia giunta e con i poteri commissariali avevo fatto approvare in via definitiva un piano che prevedeva per la provincia di Milano l’autosufficienza del ciclo integrato dei rifiuti con la realizzazione di un nuovo termovalorizzatore”.

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